Martedì a Verona lo spettacolo “Mi tengo a quest’albero mutilato”

Da Verona, da Alleghe e da Belluno tre dirette in streaming sui 42 milioni di alberi abbattuti dalla tempesta Vaia. Una testimonianza multimediale – con riferimenti alla Prima Guerra Mondiale – curata da Rossana Valier. In scena, insieme agli attori, gli studenti che hanno seguito i laboratori del progetto.

Martedì 11 maggio alle ore 18 diretta streaming, dal Teatro Nuovo sul canale YouTube del Teatro Stabile di Verona, di “Mi tengo a quest’albero mutilato“, testimonianza multimediale a cura di Rossana Valier organizzata dal Teatro Stabile di Verona con il patrocinio del Comune di Alleghe e in collaborazione col Circolo Cultura e Stampa Bellunese, la Fondazione Teatri delle Dolomiti, la Fondazione Giovanni Angelini e Vaia Cube.

In scena – oltre a Valier – Susanna Cro, Alessandro Dinuzzi e gli studenti della terza C della scuola secondaria di primo grado Don Lorenzo Milani di san Massimo (VR) che hanno seguito i laboratori di scrittura e di teatro di questa iniziativa della Presidenza del Consiglio dei Ministri finanziata dalla Regione del Veneto per la valorizzazione dei territori colpiti dalla tempesta Vaia in memoria delle vicende storiche della Prima Guerra Mondiale.

Dopo Verona, “Mi tengo a quest’albero mutilato” andrà in scena sabato 15 maggio alle 16.00 al Centro Congressi Franceschini di Alleghe con gli studenti di cinque classi della scuola secondaria di primo grado Dino Buzzati di Caprile (BL) e lunedì 24 maggio alle 16.00 al Teatro Comunale di Belluno con gli studenti di due classi del liceo Leonardo da Vinci di Belluno. Entrambe le repliche vedranno in scena, come al Nuovo, Susanna Cro, Alessandro Dinuzzi e Rossana Valier, e saranno trasmesse in diretta streaming sul canale del Teatro Stabile di Verona.

Gli alberi, come la terra, sono stati amici e rifugio per i soldati della Prima Guerra Mondiale. Il bosco non solo li ha consolati, ma spesso custoditi, come in una stanza della loro casa lontana. O è stato la loro ultima stanza. Gli alberi, parecchi di loro secolari, hanno visto, hanno subìto, sono stati feriti o uccisi come gli uomini. Sono dunque detentori di una memoria, di fatti che andranno a raccontare attraverso le voci degli attori e degli studenti in scena. Quand’ecco, inaspettata, l’inaudita violenza di Vaia soffocare i loro racconti. Ed è il silenzio. Ma il bosco vuole e deve rinascere. E quella preziosa materia prima formatasi nel tempo, anello dopo anello nella sezione del tronco, continua a vivere.

Il progetto si propone di creare luoghi della memoria nelle zone devastate e compromesse da due vicende – la Grande Guerra e Vaia – che hanno lasciato tracce indelebili sugli stessi territori a un secolo di distanza l’una dall’altra. Destinatari del progetto, attraverso la scuola, sono in primo luogo le giovani generazioni. Oltre al ripristino dei boschi distrutti (quarantadue milioni gli alberi abbattuti), intende contribuire al consolidamento e alla diffusione dei principi di cooperazione, di dialogo interculturale, di risoluzione pacifica e di prevenzione dei conflitti, nonché a promuovere il rispetto per gli equilibri dell’ambiente naturale. “Mi tengo a quest’albero mutilato”, basato su testi letterari di vari autori e su testi scritti dagli studenti nel corso dei laboratori, si avvale dei video Alberi (interpretato dai danzatori Laura Zago e Giorgio Tollot) e Tempesta di Federico Boni, della fonica di Matteo Chiochetta e delle luci di Marco Spagnolli. Le dirette streaming saranno curate da Nicola Fasoli.