Il Veneto “umile” del ‘900 raccontato domenica a San Michele Extra

Continuano gli appuntamenti del Teatro nei Quartieri: domenica 14 novembre Gigi Mardegan porterà in scena al Teatro Beato Steeb di San Michele Extra la commedia “Diese franchi de acqua de spasemo”, che racconta e ricorda la quotidianità e umiltà dei contadini veneti del secolo scorso.

Gigi Mardegan Diese franchi de acqua de spasemo
Gigi Mardegan in "Diese franchi de acqua de spasemo"

Proseguono gli appuntamenti del Teatro nei Quartieri, l’iniziativa pensata e voluta dall’Assessorato al Decentramento del Comune di Verona per portare il teatro in mezzo alla gente, nei quartieri e nelle periferie.

La manifestazione ha l’obiettivo di offrire alla cittadinanza un’occasione per trascorrere piacevoli momenti nel segno della cultura, del divertimento e dell’incontro, con un teatro di qualità con spettacoli brillanti e di portata popolare.

Il quinto appuntamento è per domenica 14 novembre alle ore 16 con “Diese franchi de acqua de spasemo” portato in scena da Gigi Mardegan, al Teatro Beato Steeb, in piazza Frugose a S. Michele Extra. Uno spettacolo divertente, per ridere e ricordare quell’umanità contadina veneta della prima metà del secolo scorso.

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La trama

In una stalla adibita ad ambulatorio di fortuna, quattro personaggi di quella remota campagna veneta, così lontana eppure per noi ancora così vicina, bussano alla “nuova” scienza, confrontano antiche rassegnazioni con nuovi rimedi. Quattro vinti dalla storia, Campanèr e Sante, Mercede e Cristiàn, mezzo secolo dopo restituiscono a quel dottorino coraggioso, simbolicamente fuori scena, la loro lezione di ignorante saggezza.

Come si fa a non capire che dare ai mali nomi di animali è naturale, è il primo modo di conviverci, di farsene una ragione, per chi, come un contadino, fa una vita da bestie? Come fa un dottore, uno scienziato, a non conoscere l’araldica dei Santi Ausiliatori quattordici custodi che da secoli offrono il rimedio più sicuro per ogni malattia: la fede? Come si può opporsi alla contabilità naturale delle vite date e delle vite rese, se il dodicesimo figlio può essere l’ultimo per Mercede, alla sua età, è segno che così vuole il Signore? E dunque cosa curare e soprattutto perché, se tutto per tutti, bestie e cristiani, è già segnato sul calendario, come le stagioni e i lavori dei campi?

Se poi – grazie al gioco del teatro – che resuscita questa cultura estinta (appena ieri) la confrontiamo con quella che l’ha sostituita oggi, quella medicina anonima che per curare i mali rischia di non curare gli ammalati, allora non si sa più quale delle due ci sembri più lontana.

Come di consueto gli spettacoli di Teatro nei Quartieri sono a ingresso gratuito sino ad esaurimento posti, previa prenotazione utilizzando il sistema sul sito.

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