L’Arena di Verona piange la scomparsa di Carla Fracci

Fondazione Arena di Verona esprime il proprio cordoglio nel giorno della scomparsa di Carla Fracci, étoile, insegnante e coreografa, protagonista di ben trentatré produzioni diverse nei luoghi della musica della città scaligera.

Carla Fracci in Arena
Carla Fracci in Arena, 1991

Fondazione Arena di Verona esprime il proprio cordoglio nel giorno della scomparsa di Carla Fracci, étoile, insegnante e coreografa, “prima ballerina assoluta” (New York Times), protagonista di ben trentatré produzioni diverse nei luoghi della musica della città scaligera: oltre al millenario Anfiteatro, il Teatro romano e il Teatro Filarmonico.

«Oggi è un giorno triste, perdiamo una Divina, una vera artista, una stella come poche nella nostra Storia. – dichiara il Sovrintendente e Direttore Artistico Cecilia Gasdia – Vogliamo omaggiare Carla Fracci ricordando una delle più fedeli e belle collaborazioni con questo grande Teatro, sempre all’insegna della perfezione. Con tutti i lavoratori dell’Arena di Verona voglio esprimere la nostra vicinanza al marito Beppe Menegatti e al figlio Francesco».

Carla Fracci ha intessuto con l’Arena di Verona un rapporto costante e privilegiato lungo cinquant’anni, in una carriera d’eccellenza in spettacoli memorabili, condividendo il palcoscenico con artisti di massimo livello quali Luciana Novaro, Mario Pistoni, Micha van Hoecke, James Urbain, Rudolf Nureyev, Oriella Dorella, Ekaterina Maksimova, Lawrence Rhodes, Vladimir Vassiliev, Luciana Savignano, Gheorghe Iancu, Giuseppe Picone, Roberto Bolle.

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Carla Fracci a Verona
Carla Fracci a Verona

Dal 1954 al 2002 ha portato, spesso per la prima volta in assoluto, tutti i più grandi titoli della danza classica nel grande anfiteatro veronese, con le compagnie di balletto più importanti al mondo, e quindi con il Corpo di Ballo areniano, di cui è stata Direttrice dal 1996 al 1997. Spesso diretta da Beppe Menegatti, regista e compagno di vita, si è esibita sulle coreografie di Béjart, Fokine, Ivanov, Balanchine, Massine, MacMillan, Cranko, Martinez, Gai, Dell’Ara, Bouy, e molti altri.

Con i complessi artistici areniani ha interpretato diverse prime assolute di nuove creazioni contemporanee; nel 1990 ha reso omaggio alla nascita dell’Opera nelle sale dove nacque Orfeo, nella memorabile trasferta al Palazzo Ducale di Mantova. Nel 2002, per il suo spettacolo inaugurale, Franco Zeffirelli creò appositamente per lei il personaggio di Akmen, narratrice silenziosa ed elegante delle vicende di Aida.

Spettacoli con Carla Fracci all’Arena di Verona, al Teatro Filarmonico, al Teatro romano

  • 1954 – Il Lago dei cigni / Il Fiume innamorato
  • 1954, 1982 – Il Lago dei cigni
  • 1970, 1974, 1985, 1990 – Giselle
  • 1971, 1991 – Romeo e Giulietta
  • 1972 – Coppelia
  • 1973 – Cenerentola
  • 1976, 1979 – Lo Schiaccianoci
  • 1977 – Bolero / Concerto lirico-sinfonico / Serata a tre
  • 1978 – La Bella addormentata
  • 1980 – Parata di stelle internazionali del balletto
  • 1983, 1984 – Excelsior
  • 1986 – Questa è l’Arena, qui è nata Maria Callas / Parata di stelle internazionali della danza
  • 1989 – La Strada
  • 1990 – Orfeo
  • 1995 – Carmen / Sogno di una notte di mezza estate
  • 1996 – Antonio e Cleopatra / Stravinskyana / Gala romantico
  • 1997 – Macebth / La Signorina maestra e il teppista
  • 1999 – Concerto di Gala per Katia Ricciarelli
  • 2002 – Aida

Il cordoglio del sindaco e dell’assessora

«Oggi Verona perde una persona che ha legato il successo a quello dei nostri teatri – afferma il sindaco e presidente di Fondazione Arena Federico Sboarina -. Con la scomparsa di Carla Fracci se ne va un’icona, un’eccellenza italiana nel mondo, la prima ballerina assoluta. Un simbolo non solo della danza classica ma anche della grande professionalità che l’ha sempre contraddistinta, una personalità e un fascino unico che rimarranno immortali».

«La Maestra Fracci aveva un forte legame con Verona, per la vocazione e connotazione artistica della nostra città e per l’unicità dell’Arena, all’interno della quale si era esibita numerose volte anche in ruoli prettamente maschili, come nel ‘Bolero’ di Ravel del 1978. Un rapporto lungo cinquant’anni che la vide anche direttrice del corpo di ballo della Fondazione. Dedicheremo a lei la prima rappresentazione con il balletto dell’Aida che si terrà il 26 giugno, visto che la sua ultima performance nell’anfiteatro scaligero fu proprio con questo titolo. Un modo per sentirla nuovamente vicina e per omaggiare la sua straordinaria carriera. La città di Verona si stringe alla sua famiglia, al marito e al figlio».

«Il ricordo va subito al 1970, ero una ragazzina e la vidi per la prima volta in Arena con Giselle – aggiunge l’assessora alla Cultura Francesca Briani -. Ne rimasi estremamente affascinata, e come me il mondo intero. Carla Fracci non era solo una étoile ma una vera e propria diva della danza. A Verona ha dato tanto, spero che abbia sentito anche quanto i veronesi erano affezionati alla sua presenza in città».

«E alle sue grandi esibizioni, anche all’interno del Teatro Romano dove nel 1963 addirittura recitò, mentre nel 1974 fu protagonista di tre balletti. Ha lasciato un segno molto forte nel mondo della danza classica e ci auguriamo che tanti giovani seguano le sue orme e si ispirino alla sua figura mettendo in luce i propri talenti artistici. Verona, città che ama la danza, le sarà sempre grata».

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