La mostra su Caroto al secondo posto tra le migliori 10 d’Italia nel 2022

La rivista 'Finestre sull'arte' ha premiato la mostra veronese su Caroto, posizionandola al 2° posto nella top ten delle migliori mostre d'Italia del 2022.

Mostra Giovan Francesco Caroto Cosa fare a Verona
Una delle sale della Gran Guardia che ospitano la mostra su Giovan Francesco Caroto

La mostra Caroto e le arti tra Mantegna e Veronese si colloca al secondo posto tra le migliori 10 mostre italiane realizzate nel 2022. A stabilirlo, la redazione della rivista specializzataFinestre sull’Arte“, testata giornalistica che si occupa di arte antica e contemporanea e che, in virtù delle proprie competenze nel settore, ha stilato la classifica delle mostre più belle.

La mostra veronese su Caroto ha superato, nel gradimento di esperti e professionisti dell’arte, esposizioni di alto livello realizzate in città altrettanto prestigiose dal punto di vista artistico. Vedi la mostra su Bosch a Palazzo Reale a Milano, il Superbarocco alle Scuderie del Quirinale, la mostra su Pisanello a Palazzo Ducale a Mantova, la mostra su Kandinskij a Rovigo, la mostra su Raffaello a Bologna. Al primo posto, sempre secondo la rivista specializzata, la mostra su Donatello a Palazzo Strozzi a Firenze.

Quella su Caroto è stata la prima mostra monografica sull’artista, un progetto che ha messo insieme oltre 120 opere provenienti da prestigiose collezioni italiane e internazionali, per un percorso espositivo articolato in nove sezioni che ha offerto anche innovativi strumenti digitali e istallazioni multimediali progettati per essere poi reimpiegati al termine dell’esposizione nelle sedi dei Musei Civici. La mostra, allestita al piano nobile della Gran Guardia, è stata visibile dal 13 maggio al 2 ottobre 2022.

«Siamo lieti che sia stato riconosciuto dalla critica e dalla stampa l’impegno scientifico che i Musei Civici di Verona hanno profuso nell’organizzazione della mostra dedicata ad un artista veronese considerato ingiustamente “difficile” – commenta l’assessora alla Cultura Marta Ugolini -. Ai professionisti museali va dunque la nostra gratitudine, perché hanno saputo valorizzare il patrimonio culturale locale con un’attenzione unica e con capacità di cogliere i legami tra diverse correnti artistiche. Come nuova amministrazione, entrata in carica a luglio 2022, ci sarebbe pure piaciuto che un numero più consistente di visitatori avesse potuto godere dell’esposizione temporanea, ma evidentemente la scelta di inaugurazione a maggio non ha portato a incontrare una stagione favorevole per le mostre d’arte. In ogni modo, apprezziamo con convinzione l’importante lascito che la mostra di Caroto lascia in dote alla città, sia in termini di nuovi allestimenti museali, ora inseriti nei musei cittadini, sia di relazioni collaborative tra i Musei Civici di Verona, il Ministero della Cultura, le istituzioni museali e i partner privati. Di queste faremo tesoro per il futuro».

Queste le motivazioni della valutazione:

“Le fonti d’ispirazione dell’artista, i suoi capolavori, le opere degli artisti che lo hanno seguito, i lavori degli autori attivi al suo tempo, in mostra c’era tutto quello che ci doveva essere. L’estremo rigore scientifico, gli ottimi allestimenti, l’itinerario di visita chiaro e valido sia per il grande pubblico che per gli studiosi e appassionati, la novità della proposta, il carattere di prima mostra di sempre sull’artista valgono alla monografica su Caroto la medaglia d’argento nella classifica di Finestre sull’Arte”.

Il progetto, aggiunge la Rivista, ha dato vita a “Due pubblicazioni, il meglio della produzione dell’artista riunito in un’unica sede, prestiti internazionali dai più grandi musei mondiali, il contesto ricostruito con grande rigore, una rete di collaborazioni interistituzionali guidata dal partenariato con il Palazzo Ducale di Mantova e il Castello Sforzesco di Milano”.

«La classifica – sottolinea la Direttrice dei Musei Civici, Francesca Rossi – premia il gran lavoro di squadra sostenuto dal sistema museale veronese per realizzare un progetto di ricerca durato quattro anni, che ha coinvolto esperti di svariate discipline. Un modello progettuale concepito anche come un investimento a lungo termine per dotare i musei cittadini, al termine della mostra, di nuovi allestimenti e strumenti per la conoscenza delle collezioni attrattivi e aggiornati ai linguaggi della narrazione contemporanea».   

Guarda l’intervista a Francesca Rossi in occasione della mostra su Caroto:

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