Indòmati Festival torna a scuotere i giovani

A settembre torna il festival dedicato agli attori e registi under 35, che potranno mettersi alla prova sul palco del teatro Astra di San Giovanni. L’evento, giunto alla seconda edizione, è stato creato da tre veronesi e due di loro, Davide De Togni e Aurora Ziviani, ce ne hanno parlato

Davide De Togni e Aurora Ziviani Indomati Festival
Davide De Togni e Aurora Ziviani

Davide De Togni e Aurora Ziviani presentano ai nostri microfoni Indomati, un festival teatrale giunto alla sua seconda edizione.

Questa seconda edizione partirà il primo settembre, c’è quindi ancora un mesetto… Come vi state preparando?

Aurora: Stiamo completando il programma, che sarà molto fitto. Quest’anno oltre al teatro vogliamo puntare anche alla musica, alle arti performative e alla danza. Il festival proseguirà poi fino al 4 settembre.

Guarda l’intervista su Radio Adige Tv


Adesso spiegherei però che cos’è Indomati festival. Perché avete dato vita a questo festival?

A: Questo festival è creato dai giovani e dedicato a loro. È un festival nato dopo la pandemia. Ci siamo trovati a Verona, dopo aver studiato a Bologna, e ci siamo accorti che sentivamo la mancanza di un luogo di incontro e di sperimentazione teatrale. Mancava soprattutto un luogo dedicato ai giovani artisti, infatti le compagnie che porteremo al festival sono tutte under 35. Volevamo avvicinare il teatro ai giovani e ci siamo resi conto che qui a Verona mancava un’idea così. E da lì è nato tutto.

D: Volevamo dare la possibilità a Verona e provincia di avere delle alternative, e scoprire nuove realtà. L’idea era quindi creare un luogo di incontro e far riscoprire il mondo del teatro a chi magari ne è estraneo. Senza Altri Posti in Piedi e il Cinema Teatro Astra di San Giovanni Lupatoto non saremo qui, tra l’altro, quindi vogliamo ringraziare questa squadra eccezionale.

Quest’anno avete dato vita a un crowdfunding per sopperire ai costi. Ce ne volete parlare?

A: Sì. Abbiamo aperto la raccolta fondi per poter far crescere il festival e fare sempre più rete. Vorremmo riuscire a dare agli artisti e al pubblico il festival che si meritano. L’idea è migliorarci ogni anno sempre di più.

Perché quest’edizione si chiamerà Aracne?

D: Parte tutto dalla mitologia e dalla figura di Aracne. Ci piace poi l’idea della tela, una rete che si allarga sempre di più, non solo a livello di pubblico ma anche a livello di organizzazione interna.

Quando chiuderete la raccolta fondi?

A: Pensavamo di chiuderla a ridosso del festival.

Per quanto riguarda il teatro, Verona sembra faticare a coinvolgere le nuove generazioni a teatro. Come mai secondo voi?

D: Non penso ci siano delle colpe ben precise. Penso sia una questione di speranza e tempo: da una parte bisogna offrire un palinsesto interessante e dall’altro lato c’è bisogno che le nuove generazioni possano ritrovare nel teatro un’alternativa d’incontro serale.

A: L’idea del festival è proprio quella di far riconoscere i giovani nei giovani, e quindi fare in modo che percepiscano il teatro come qualcosa di vicino. L’emozione del fine spettacolo, dell’applauso, del vedere dal vivo degli attori giovani emozionanti… sono sensazioni molto forti e belle che vorremmo condividere con il nostro pubblico.

Cosa vi aspettate da questa seconda edizione?

D: Speriamo che più dell’anno scorso ci siano nuovi giovani ma anche i soliti volti: vogliamo che il teatro si riempia di persone.

LEGGI LE ULTIME NOTIZIE SU EVENTI, CULTURA E SPETTACOLI

Ricevi il Daily! È gratis

👉 VUOI RICEVERE OGNI SERA IL QUOTIDIANO MULTIMEDIALE VERONA DAILY?
👉 È GRATUITO!
👉 CLICCA QUI E SEGUI LE ISTRUZIONI PER RICEVERLO VIA EMAIL O WHATSAPP
(se scegli WhatsApp ricorda di salvare il numero in rubrica)

OPPURE
👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI AL CANALE TELEGRAM

radio adige tv