Il teatro ad InChiostro Vivo

Dal 13 al 21 luglio nel Chiostro di Sant’Eufemia vanno in scena gli spettacoli della Scuola di Teatro di A.LI.VE. diretta dalle docenti Silvia Masotti e Camilla Zorzi. Le rappresentazioni chiudono la terza edizione del Festival InChiostro Vivo, organizzato da A.LI.VE. Accademia Lirica Verona.

Nell’ambito della rassegna InChiostro Vivo debuttano nel Chiostro di Sant’Eufemia tre nuove produzioni della Scuola di Teatro di A.LI.VE. diretta da Silvia Masotti e Camilla Zorzi. Le docenti, laureate in Lettere e diplomate alla Scuola del Piccolo Teatro di Milano con Luca Ronconi, da più di dieci anni insegnano teatro a giovani e giovanissimi: un teatro inteso come spazio di relazione e di cura, di formazione personale e artistica. «Il teatro, per come lo intendiamo noi e per come ci è stato insegnato dai nostri maestri, è uno spazio in cui imparare a conoscersi, a conoscere l’Altro, a collocarsi in un collettivo, per rispondere al meglio alla propria vocazione di Esseri Umani» dicono le insegnanti. Le rappresentazioni chiudono la terza edizione del Festival InChiostro Vivo, organizzato da A.LI.VE. Accademia Lirica Verona in collaborazione con il Comune di Verona e con il sostegno dell’Assessorato alle Politiche Giovanili. Gli eventi sono collegati al programma dell’Estate Teatrale Veronese.

Gli spettacoli andranno in scena dal 13 al 21 luglio in duplice replica, per un totale di sei rappresentazioni. Il filo conduttore del lavoro svolto nell’anno accademico 2019/2020 è legato al concetto di “eredità”, intesa sia come occasione di confronto tra generazioni, sia come recupero di testi classici che appartengono al patrimonio culturale del teatro occidentale. Silvia Masotti e Camilla Zorzi, che hanno curato la riduzione drammaturgica e la regia di tutti gli spettacoli, rinnovano la collaborazione inaugurata lo scorso anno con il giovane costumista di A.LI.VE. Davide Tonolli, diplomato all’Accademia di Belle Arti di Venezia, che ha condotto un originale lavoro di ricerca estetica su ogni personaggio. 

«Dopo aver lavorato lo scorso anno con i tre gruppi dei ragazzi più grandi, dai 14 ai 25 anni, sul tema dell’Amore, abbiamo individuato un nuovo tema di partenza per i lavori di quest’anno, che ci sta molto a cuore, legato al concetto di Eredità» afferma Silvia Masotti. «Eredità è tutto ciò che chi è venuto prima lascia a chi viene dopo, sia in termini concreti, sia in termini culturali». «Parlare di eredità consente di confrontarsi con il rapporto tra le generazioni e nello stesso tempo di mettersi in dialogo con quei testi classici che appartengono al nostro patrimonio culturale» continua Camilla Zorzi. «I testi che scegliamo, non solo quest’anno, ma ogni volta che pensiamo un testo per un gruppo, sono espressioni di un’imprescindibile eredità culturale che sentiamo importante trasmettere ai ragazzi». «Anche i gruppi dei ragazzi più giovani hanno lavorato sul tema dell’eredità con gli spettacoli “Fahrenheit 451” di Ray Bradbury, “Il Barone Rampante” di Italo Calvino e “La Favola di Eros e Psiche” di Apuleio ma, purtroppo, non potranno per ora andare in scena. Contiamo di riprendere al più presto il loro bellissimo lavoro» concludono le docenti. 

Primo appuntamento lunedì 13 e martedì 14 luglio con “Lear. Mio Re Padre Mio”, uno studio da Re Lear di William Shakespeare. Re Lear si concentra sul rapporto tra padri e figli, padri e figlie. I ragazzi coinvolti, di età compresa tra i quattordici e i diciotto anni, hanno quindi dovuto confrontarsi con personaggi per età ed esperienza molto distanti da loro e mettersi anche nei panni degli adulti, per riflettere su quale “eredità” ciascuno riceve dalla propria famiglia. 

Venerdì 17 e sabato 18 si prosegue con “Mercante 2.0 – Personaggi di Shakespeare ai giorni nostri”, un esercizio di drammaturgia da Il mercante di Venezia di William Shakespeare realizzato con i ragazzi del gruppo dei più grandi, dai diciassette ai venticinque anni. Le normative di sicurezza e di distanziamento sociale non avrebbero consentito di portare in scena lo spettacolo così come era stato pensato prima dell’emergenza legata al coronavirus. Durante il periodo di lavoro a distanza le insegnanti hanno proposto ai ragazzi un esercizio di riscrittura drammaturgica dei personaggi shakespeariani. «Siamo partite da una domanda, che abbiamo rivolto ai ragazzi: chi potrebbe diventare il tuo personaggio oggi? Che situazione potrebbe descrivere, se vivesse nel nostro tempo?» raccontano Silvia Masotti e Camilla Zorzi. «A partire da questa domanda ciascuno di loro ha immaginato il proprio personaggio ai giorni nostri e ha trovato una metafora, una situazione, in cui collocarlo nella nostra contemporaneità». Da qui nasce l’esperimento che verrà portato in scena: verranno mostrate alcune scene del testo shakespeariano e a seguire i monologhi scritti dai ragazzi, legati dalla regia delle due insegnanti. 

Nella settimana successiva, lunedì 20 e martedì 21 luglio, a chiudere la terza edizione di InChiostro Vivo saranno le due rappresentazioni dello spettacolo “Macerie. Variazioni sul mito”, tratto da Le Troiane ed Ecuba di Euripide. Lo spettacolo nasce dall’idea delle insegnanti di teatro di proporre la rielaborazione di un testo classico di Euripide, contaminato con riscritture sia classiche, come alcuni frammenti dall’Iliade di Omero, sia novecentesche, con testi di autori come Ingeborg Bachmann, Christa Wolf, Marina Carr. «I ragazzi, dai sedici ai venticinque anni, hanno fatto prima di tutto un grande lavoro di contenuto. Non è stata scelta un’ambientazione “classica”. Le parole di Euripide potrebbero raccontare molti momenti della nostra storia occidentale, lontani e vicini, a volte vicinissimi!» affermano le docenti. «L’ambientazione, i costumi, le musiche, i riferimenti non ci rimandano a un’antichità scolpita nel passato, ma a un tempo più attuale. Abbiamo attinto molto dalla cultura di inizio Novecento, soprattutto dalla cultura tedesca, emersa in un periodo di grande slancio culturale, poco prima del crollo più epocale e roboante della storia, la Seconda guerra mondiale». 

Nel rispetto delle normative vigenti per il contenimento della diffusione del COVID-19 l’accesso agli eventi sarà consentito a un massimo di 99 spettatori, previa prenotazione tramite e-mail all’indirizzo segreteria@alivemusica.it. Tutti gli spettacoli, in scena nel Chiostro di Sant’Eufemia, iniziano alle ore 21.00. Per l’ingresso è richiesta un’offerta minima di 5 €. Il calendario completo del Festival è disponibile sul sito internet di A.LI.VE. www.alivemusica.it.