In Arena la serata di gala con Plácido Domingo in chiave verdiana

Giovedì 25 agosto alle 21 Plácido Domingo tornerà a incantare l'Arena di Verona in occasione dell'ultimo Gala del 99° Opera Festival. Tre gli atti operistici verdiani che si susseguiranno: "Aida", "Don Carlo" e "Macbeth".

Ph. Fiorenzo Niccoli

Una serata imperdibile è l’ultimo gala del 99° Arena di Verona Opera Festival 2022 il prossimo 25 agosto: l’evento straordinario del grande Plácido Domingo che, fin dal suo esordio italiano avvenuto proprio in Arena nel 1969, ha sempre mantenuto vivo il legame con Verona per tutta la sua lunga carriera come tenore, baritono, direttore d’orchestra, mentore di talenti.

Il rapporto fra l’Arena e il M° Domingo ogni anno si arricchisce di sorprese e si diversifica nella proposta artistica che spazia dalla Zarzuela alla grande opera italiana, dal repertorio francese e tedesco all’operetta viennese. Il gala del 2022 ha come denominatore comune il repertorio verdiano: un viaggio all’interno di Aida, Don Carlo e Macbeth in cui Domingo è interprete in scena di tre intensi ruoli baritonali, di cui uno al debutto assoluto sulla scena nel repertorio record dell’artista madrileno, che supera i 150 ruoli.

La regia della serata-evento Domingo in Verdi Opera Night, che circonda il protagonista di un irripetibile cast di stelle, è curata da Stefano Trespidi, indiscusso conoscitore degli spazi dell’Anfiteatro veronese, che consolida il suo rapporto con Plácido Domingo, culminato nell’indimenticabile gala scenico del 2019, una vera e propria festa che ha celebrato i 50 anni dal debutto assoluto del Maestro in Arena e Italia. Le scene sono affidate alla mano esperta di Ezio Antonelli, che ha realizzato set e visual design per gli eventi con Plácido Domingo nelle trasferte di Fondazione Arena a Tokyo nel 2010 e a Muscat nel 2018 e per l’appuntamento areniano del 2019. Le luci sono curate da Paolo Mazzon, storico lighting designer del Festival, e le coreografie da Luc Bouy. In un ricco spettacolo completamente nuovo e popolato da numerosi mimi e figuranti, sono impegnati l’Orchestra, il Coro preparato dal nuovo maestro Ulisse Trabacchin, il Ballo coordinato da Gaetano Petrosino e i Tecnici della Fondazione Arena di Verona. Dirige il maestro valenciano Jordi Bernàcer, ospite regolare dell’Arena dalla solida carriera internazionale.

Il gala in forma scenica è articolato in tre atti operistici, con altrettante sorprese inedite per il pubblico areniano, a cominciare dalla prima parte dedicata ad Aida, opera regina dell’Arena, di cui è eseguita interamente la seconda scena dell’atto secondo, con il trionfo e il gran finale concertato. Con l’occasione Plácido Domingo debutta nel ruolo baritonale di Amonasro, padre della principessa etiope interpretata dall’applaudito soprano Maria José Siri. Con loro il tenore Fabio Sartori è il guerriero Radamès, al suo debutto stagionale, il mezzosoprano Yulia Matochkina, prossima protagonista di Carmen, è la di lei rivale Amneris, figlia del Re egizio di Simon Lim, mentre il grande basso Ildar Abdrazakov, tra gli artisti più richiesti dai principali teatri del mondo, interpreta il gran sacerdote Ramfis. per il suo atteso esordio all’Arena di Verona.

Per la seconda parte si susseguono le scene principali di Don Carlo, monumentale titolo verdiano, a trent’anni esatti dall’ultima rappresentazione areniana. Il giovanissimo Domingo lo interpretò a Verona l’anno del suo esordio. Dopo il notturno Preludio all’atto II, sono in scena Fabio Sartori nel ruolo del titolo con la sua prima aria Io la vidi, quindi suo padre Re Filippo II di Spagna, interpretato da Ildar Abdrazakov con l’ampio monologo Ella giammai m’amò. A seguire è la volta della grande aria finale di Elisabetta di Valois interpretata da Maria José Siri. La star madrilena dà voce e corpo a Rodrigo, ruolo tra i più intensi e amati del repertorio baritonale in una delle pagine più imponenti e complesse di tutto Verdi, per forza drammatica e pensiero politico: il duetto di Rodrigo con Filippo II.

Il gala si chiude con il secondo atto di Macbeth, altro capolavoro di rara esecuzione in anfiteatro (l’ultima volta venticinque anni fa), introdotto dall’originalissimo Preludio che perfettamente crea le atmosfere cupe e soprannaturali della tragedia scozzese. Accanto a Domingo nei panni del protagonista impegnato vocalmente e attorialmente nella scena finale del banchetto, sull’immenso palcoscenico sale l’inedita Lady Macbeth del soprano Maria José Siri, con il Sicario di Gabriele Sagona, il Macduff del tenore Fabio Sartori e, soprattutto, Ildar Abdrazakov, al cimento con la celebre scena e aria di Banco, vetta poetica fra le più alte nella creazione verdiana e biglietto da visita di tutti i più grandi bassi.

Il gala apre una settimana speciale per il Festival, con nuovi cast e gli spettacoli di Franco Zeffirelli. Plácido Domingo ritorna sul podio dell’Orchestra areniana per un’unica data come direttore di Turandot venerdì 26 agosto, con Oksana Dyka e il debutto del tenore Yonghoon Lee. Sabato 27 l’ultima rappresentazione di Carmen vede l’esordio della protagonista Yulia Matochkina accanto all’intenso Vittorio Grigolo. Infine domenica 28 Aida torna in scena con la prima volta di Jonas Kaufmann in ruolo completo all’Arena di Verona.

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