“Il mio Inferno”, grande successo per la mostra (e ora si pensa al “Purgatorio”)

Sono oltre 12mila 500 i visitatori, dal 29 marzo al 29 maggio, che si sono lasciati condurre nel percorso espositivo allestito al bastione delle Maddalene. Un viaggio multimediale che ha affascinato giovani e adulti, facendo riscoprire i versi del Sommo Poeta e le riflessioni che ancora oggi suscitano.

Oltre 12mila 500 visitatori, dal 29 marzo al 29 maggio, si sono lasciati condurre tra i gironi danteschi della mostra “Il mio Inferno. Dante profeta di speranza”. Si è chiuso con numeri da record l’evento organizzato da Associazione Rivela con Comune di Verona, Casa Editrice Cento Canti e Diocesi di Verona.

Verso il “Purgatorio”

La scommessa di avvicinare e appassionare le nuove generazioni, e il pubblico in generale, alla lettura della “Divina Commedia” è stata vinta. Il progetto di Rivela legato al Sommo Poeta è destinato a proseguire. Innanzitutto nel Veronese, con una versione “smart” dell’esposizione che ha iniziato a fare tappa in diversi comuni, a partire da San Vito al Mantico (Bussolengo) in occasione della sagra per i Santi patroni dal 10 al 19 giugno. Si sposterà a Verona nei quartieri di San Massimo e Madonna di Dossobuono, poi a Desenzano del Garda e a San Giovanni Ilarione. Altre città italiane – da Milano a Pavia, Vicenza, Napoli – hanno manifestato interesse ad ospitare la mostra.
Gli organizzatori sono già al lavoro per proporre nel 2023 un nuovo percorso espositivo, ispirato stavolta dai versi del “Purgatorio”. Uguale la formula con il coinvolgimento degli studenti, sollecitati dalle illustrazioni di Gabriele Dell’Otto e dalle riflessioni del saggista e pedagogista Franco Nembrini. Diversa la location che condurrà idealmente, sempre con il supporto delle moderne tecnologie, attraverso le sette balze della montagna del Purgatorio.

«Se il viaggio attraverso l’“Inferno” aveva condotto Dante e Virgilio alla scoperta del male, percepito come riduzione del desiderio del cuore dell’uomo e distruzione di ogni possibilità di relazione e comunicazione», anticipa il presidente dell’associazione Rivela, Ermanno Benetti, «il cammino attraverso il “Purgatorio” si interroga sulla possibilità dell’uomo di ripartire dopo il naufragio del peccato, della caduta. Per questo la mostra pone l’accento sull’esperienza del perdono, della misericordia di Dio rivolta ad ogni uomo».

“Il mio Inferno. Dante profeta di speranza”

Particolarmente apprezzata della mostra “Il mio Inferno. Dante profeta di speranza” è stata la sede del Bastione delle Maddalene, a Porta Vescovo. Il bastione è parte delle mura di Verona, patrimonio mondiale Unesco, che veronesi e non solo hanno avuto modo di conoscere ed esplorare, tra gallerie e cunicoli sotterranei che hanno reso ancor più suggestivo il percorso espositivo.
Un viaggio multisensoriale che ha favorito l’incontro tra antico e contemporaneo, tra proiezioni di immagini, video e suoni realizzati dalla società Mosaiko a partire dai versi dell’“Inferno” di Dante Alighieri, con le sue domande aperte e le riflessioni suggerite da Nembrini e dalle illustrazioni di Dell’Otto.

«L’esperienza più significativa è stata certamente il coinvolgimento di 100 ragazzi delle scuole superiori nel ruolo di guide per la mostra-, evidenzia ancora Ermanno Benetti di Rivela. – Attraverso un percorso formativo legato ai PCTO, i Percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento, questi giovani hanno lavorato con entusiasmo e attenzione, facendo diventare l’“Inferno” dantesco un momento di confronto personale e collettivo con i grandi temi della vita e della storia», spiega. «Proprio grazie a questo cammino, le guide, con competenza ma soprattutto con passione, hanno coinvolto migliaia di visitatori a partire dalla loro personale interpretazione dei versi danteschi. Si è così creata una significativa “magia” tra l’entusiasmo delle giovani guide e la partecipazione del pubblico che, entusiasta dell’esperienza, ha aumentato, tramite un intenso passaparola, il numero dei visitatori. In questa straordinaria esperienza Dante è diventato così vero profeta di speranza, e cioè un interlocutore capace di suscitare a distanza di secoli il desiderio di felicità nel cuore dell’uomo», conclude.

Gli istituti coinvolti sono stati: Guardini, Agli Angeli, Marco Polo, Seghetti, Don Bosco, Giberti, Maffei, Alle Stimate di Verona; Bagatta di Desenzano e Fermi di Salò. Numerose sono state le richieste di informazioni e le proposte di partecipazione per il prossimo anno. Gli studenti dello IUSVE di Verona si sono occupati dell’attività della comunicazione social con grande competenza.
Guida d’eccezione, come Virgilio per Dante nel suo passaggio agli inferi, è stato NAO: il robot umanoide programmato dagli studenti dell’istituto Alle Stimate. Grazie a questo progetto, i giovani programmatori del team NaoNexus hanno conquistato l’edizione 2022 della Nao Challenge, competizione nazionale che si è tenuta a Genova.

Qualche numero

In 53 giorni di apertura, oltre ai 100 giovani ciceroni, nella rassegna sono stati coinvolti 70 volontari adulti. Il percorso espositivo è stato visto invece da 150 classi per un totale di 4.500 studenti visitatori: ottimo riscontro, malgrado le restrizioni imposte dal Covid-19 abbiano limitato alle scolaresche la partecipazione agli eventi. Anche le provenienze geografiche dei 12mila 500 visitatori totali confermano l’interesse suscitato dall’evento che ha richiamato presenze da 44 città italiane, 15 regioni, 28 nazioni straniere e 4 continenti.
Un successo dovuto anche agli eventi collaterali che hanno accompagnato i tre mesi di esposizione, in particolare: la vetrina in piazza Dante con Vinitaly and The City e in fiera per Vinitaly con la presentazione della speciale etichetta di Amarone della Cantina Secondo Marco illustrata da Dell’Otto; l’inserimento nel programma del Festival Biblico; il ciclo di incontri on line in diretta sul tema “La speranza e Dante” ai quali hanno partecipato mons. Massimo Camisasca (vescovo emerito di Reggio Emilia-Guastalla), mons. Martino Signoretto (vicario episcopale per la Cultura della Diocesi di Verona) e l’esperta di arte suor Maria Gloria Riva.

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