Il “Giardino dei Talenti” al Museo del Carnevale di Verona

Al Museo Carnevale di Verona, da sabato 1 giugno in mostra opere dei giovani artisti dell’Accademia in Lessinia di Arti e Mestieri A.L.A.M.

Giardino dei Talenti, Museo Carnevale di Verona
Foto presa dalla pagina Facebook Museo del Carnevale di Verona Luigi D'agostino " Ginetto"

Una grande inaugurazione quella di sabato 1 giugno al Museo del Carnevale di Verona con il nuovo appuntamento del “Giardino dei Talenti”, format che propone mostre temporanee dedicate ad artisti emergenti. Un progetto con l’obiettivo di guidare ragazzi e ragazze alla scoperta del proprio talento, incoraggiato e valorizzato con dedizione e passione da insegnanti qualificati.

Da due anni, infatti, l’Istituto Comprensivo di Bosco Chiesanuova è capofila di un importante progetto educativo che rivolge ai propri studenti dalla primaria alla secondaria di primo grado distribuiti in sei comuni. Il progetto prevede di completare il proprio percorso formativo con corsi pomeridiani di alta qualità, dedicati ad arte, musica e teatro grazie all’Accademia in Lessinia di Arti e Mestieri (A.L.A.M.).

La Direzione del Museo, in collaborazione con il Comitato Carnevale Bacanal del Gnoco, ha deciso di offrire i propri spazi per esporre l’esito del percorso creativo dei giovani artisti in erba partecipanti ai tre laboratori tematici sull’arte, coordinati dalla professoressa Silvia Scibona. Oltre a cimentarsi nelle differenti tecniche espressive, hanno potuto incontrare professionisti del settore, come Licia Massella, scultrice e gallerista, e Ilaria Squarzoni, maestra d’arte ed esperta di design e decorazione.

Il 1 giugno il Museo, sito nel cuore del centro storico di Verona, ha accolto l’allegria e la freschezza delle opere di: Antonelli Zeno, Castagna Michele, Erbisti Irene, Gaspari Alessia, Gugliemini Mirko, Guglielmini Sofia, Guglielmini Teresa, Mattuzzi Celestino, Mattuzzi Dante, Piccoli Silvia.

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L’esposizione itinerante

L’esposizione itinerante, curata dalla Direttrice del Museo Rebecca Basso, sarà successivamente allestita in ciascuna delle scuole primarie e secondarie dell’Istituto Comprensivo di Bosco Chiesanuova e prevede diversi nuclei di opere corrispondenti ai tre laboratori:

Quattro Stagioni ad acquerello

Attraverso l’utilizzo della tecnica ad acquerello e china gli allievi e le allieve hanno interpretato le quattro stagioni di Vivaldi. Ogni allievo è stato stimolato ad osservare attorno a sé i cambiamenti della natura nel trascorrere del tempo (il tingersi delle foglie durante l’autunno, il loro cadere alle folate di vento freddo, i tramonti colorati del cielo, l’atmosfera ovattata e silenziosa delle colline innevate, lo sbocciare poi delle gemme e il fiorire dei prati in primavera, il cicaleccio tra le piante, il rigoglio dei ruscelli e le atmosfere roventi del sole d’estate). Hanno appreso come dare l’effetto di prospettiva aerea, la stessa che utilizzava sapientemente Leonardo Da Vinci per dare profondità ai suoi paesaggi, e sono stati sostenuti nel dare ciascuno la propria libera interpretazione di ogni stagione con la propria visione della realtà.

Dal ritratto realistico al ritratto Pop

I partecipanti al corso sono stati prima istruiti su come disegnare un volto seguendo alcune regole di proporzione individuate dagli artisti nel corso dei secoli e poi inviatati a ritrarsi tra loro. Scelto un personaggio del panorama dello spettacolo per loro interessante, si sono cimentati nel ritrarlo da una fotografia, ricavando anche il chiaroscuro a matita. Come ultima fase è avvenuta la sintesi negli elementi fondamentali di quel volto, che hanno trasformato il personaggio scelto in un’icona pop, come fece Andy Warhol, padre della Pop Art, con la famosissima Marylin Monroe.
La tecnica utilizzata è stata quella della pittura ad acrilico su tela e lo stile poetico ripreso è stato quello di Roy Liechtenstein, un altro grande rappresentante della Pop Art.
I procedimenti tecnici e le rielaborazioni concettuali richiedono molta intelligenza: saper scegliere quali elementi caratterizzano un volto per renderlo riconoscibile, non è così semplice e stupisce vedere come questi ragazzi e ragazze siano riusciti a compiere queste operazioni in modo così intuitivo e intelligente.

Teste da Porton

Legato al tema del ritratto, la scultura delle teste da Porton si rifà a una tradizione che troviamo anche nella nostra città. Infatti, sulle chiavi di volta di molti archi che sormontano i portoni di antiche abitazioni, troviamo scolpiti nella pietra, diversi volti di personaggi legati alla mitologia o a tradizioni antiche.
Si racconta che questi personaggi dovessero, oltre che ornare e abbellire le architetture, incutere un certo timore ai visitatori di quelle abitazioni. I nostri artisti si sono cimentati a riprodurne alcune modellando la creta e imparando dunque a tener conto dei pieni e dei vuoti, della differenza dei volumi, delle diverse texture delle superfici. Una volta appresa la tecnica, sono stati liberi di realizzare anche altre sculture che appartenessero alla loro esperienza personale e al loro personale immaginario. Il laboratorio è stato condotto dalla scultrice Licia Massella. Della stessa autrice, al centro dell’esposizione, vi è l’opera “Silvia”, realizzata modellando la creta e fusa poi in bronzo. «La posa elegante mitiga lo sguardo serio di colei che si chiede e […] chiede il perché dell’indifferenza fra gli essere umani».

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