Dantedì 2021: «Servono appuntamenti costanti per fare cultura»

Il "turista" della Divina Commedia, come ama definirsi lui, Mirco Cittadini, è intervenuto stamattina su Radio Adige Tv per parlare delle celebrazioni per il Dantedì, che si festeggerà domani, 25 marzo, in tutta Italia.

Domani si celebra il Dantedì, la Giornata nazionale dedicata a Dante Alighieri. La data, il 25 marzo, è quella che gli studiosi riconoscono come inizio del viaggio nell’aldilà della Divina Commedia, ed è quindi l’occasione per ricordare non solo in Italia, ma in tutto il mondo, il genio dantesco. La festa di quest’anno, però ha anche un significato più profondo, perché si celebra nel settecentesimo anniversario della morte del Sommo Poeta. E Verona, anche in qualità di città dantesca, festeggerà il Dantedì con letture, conferenze e dialoghi con esperti e intellettuali. A parlarci di questa ricorrenza è stato il “turista” della Divina Commedia, Mirco Cittadini.

Partiamo proprio da questa tua qualifica, se la vogliamo definire così, tu ti definisci un “turista della commedia”. Ci spieghi cosa significa?

«È un appellativo nato un po’ per caso: è sempre difficile definirsi, perchè la parola “dantista” ha delle connotazioni accademiche, strutturate. Io volevo un riconoscimento di questa mia passione. Allora ho pensato che, in fondo, la Commedia è un viaggio ed è una galassia, un continente, qualcosa di sterminato e quindi i miei tentativi di stare tra le terzine e gli endecasillabi è un tentativo di viaggiare, esplorare delle cose. E come fanno i turisti che quando tornano a casa fanno vedere le foto del viaggio, condivido con le persone le mie esperienze».

Soprattutto durante gli scorsi mesi ti sei dato molto da fare sui social con dirette dedicate proprio a Dante: hai parlato soprattutto delle figure femminili nella Commedia. Perché ti sei concentrato su questo aspetto?

«È un tema, secondo me, che viene riconosciuto e a cui viene dato risalto, ma viene ogni tanto trascurato. Capita, anche quando vado a fare divulgazione nelle scuole, di avere un rimando di un Dante misogino. Anche la stessa Michela Murgia fa passare la figura di un Dante medievale, in senso negativo, che odia le donne e le relega a zone oscure, quando questa cosa non è assolutamente così. Se Dante fa questo viaggio di salvezza è per merito delle donne, che nella Commedia hanno una funzione “trasformatrice”. È un tema a me molto caro».

Cosa ne pensi degli eventi organizzati dalla città, come per esempio “Dante’s Box”? pPensi che sia un modo per avvicinare le persone a Dante?

«Tutto quello che ha a che fare con Dante è la Commedia è utile. Il Dante’s Box ha anche questa comodità del podcast e quindi la possibilità di ascoltarlo su Spotify o vederlo su Youtube: è un Dante tascabile che ha dei meriti e dei vantaggi. Credo comunque che le persone abbiano bisogno di entrarci con più calma nella Commedia. Il Dante’s Box ha una selezione molto ampia dei canti, ma necessitano di un’introduzione, di un acclimatarsi differente, di fare entrare dolcemente le persone nel mondo di Dante».

Che significato ha per te il Dantedì?

«Il Dantedì è chiaramente una festa e io sono commosso nel vedere che domani ci saranno numerose iniziative. Io questi eventi però li guardo con sospetto, perchè credo che per fare cultura non serva “l’evento”, ma serva creare appuntamenti costanti e continui. Io è dal 2012 che parlo di Dante e continuo, come posso, a cadenza settimanale a parlare di Dante. Cultura vuol dire coltivare l’anima e richiede pazienza, disciplina, amore, studio e tempo. Di contro riesce a creare una sensibilità nelle persone».

Come lo festeggerai? Hai qualcosa in programma?

«Io domani farò una diretta. Tra l’altro un anno fa feci la mia prima diretta in pieno lockdown ed ero disperato perchè mi erano saltati tantissimi eventi. Da lì però non ho più smesso di fare dirette: una volta a settimana mi dedico a “danteggiare”. E alle 18, domani, farò una diretta Facebook sul mio profilo per parlare di Beatrice».