Alain Deejay, un vinile per ripercorrere la carriera
Il deejay Alain Marchetti presenta ai nostri microfoni il suo nuovo vinile, Mundo, tra colori, collaborazioni e tanto lavoro dietro le quinte.
Ne abbiamo parlato tanto, e ora finalmente il tuo Mundo è qui…
Abbiamo fatto un lavoro importante a livello musicale. Sono anni che lavoriamo a questo progetto, è un album dove in copertina ci sono io e dietro, accanto ai titoli delle tracce, c’è anche il mio amico e produttore Gianni Drudi. Gianni oltre a essere un grande artista e paroliere nel suo genere è anche un grande amico. Siamo molto felici, ci sono un sacco di collaborazioni anche.
Questo vinile segna forse l’apice della tua carriera, no?
La musica riprodotta su materiali fisici, come CD e vinili, oggi rappresenta un prodotto da collezione quasi, come una nicchia. Poi vorrei fare anche una menzione speciale per chi lavora dietro le quinte: un tecnico che lavora nei nostri studi, Davide Peretti, ha infatti realizzato il progetto della copertina. A lui faccio quindi i miei complimenti e lo ringrazio di cuore. Tutti insieme siamo arrivati a un livello difficilmente raggiungibile, abbiamo lavorato tanto per ottenere questo risultato.
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Scorrendo le fotografie, vedo però che non sei soltanto un deejay: sai suonare anche la batteria, infatti…
Da bambino, come attività extrascolastica, dopo un anno di clarinetto finalmente mi ammettono alla classe di batteria, strumento che ho studiato per sei anni. La batteria mi è rimasta nel cuore, e ogni tanto nei live la suono ancora adesso.
Se adesso potessi dire qualcosa all’Alain quattordicenne, cosa gli diresti?
Ho sempre avuto l’ambizione di portare avanti i miei progetti in maniera professionale, non pensavo però di arrivare a questi alti livelli. Gli direi di continuare così, con i suoi sogni e le sue passioni, perché sono proprio quelle che mi hanno fatto arrivare dove sono ora. Ho fatto tanti sbagli, anche su me stesso, ma questo mi ha permesso di migliorare e crescere sia professionalmente che umanamente.
Rifaresti tutto, quindi?
Sì. Non ho rimpianti. Mi faccio soltanto una nota: non avrei dovuto spendere quei pochi soldi che si guadagnano con la musica. Ogni giorno però ringrazio di avere la possibilità di poter lavorare con la mia passione.
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