Al via il Festival Folk al Mura Festival

Da venerdì a domenica un fine settimana per scoprire la tradizione della musica folkloristica.

Esibizione dei Rio grande

Un fine settimana alla scoperta della musica folk al Mura Festival. Tre speciali appuntamenti per un viaggio intorno alla musica folkloristica veronese e internazionale insieme a tanti artisti ospiti della 3^ edizione di Mura Festival, ideato e promosso dal Comune di Verona, nei quartieri di San Zeno, Veronetta e Torricelle, nel contesto della cinta magistrale, patrimonio dell’Unesco.

Venerdì 1 luglio dalle 21: The Patricks

I The Patricks

I The Patricks, saliranno sul freak stage di Mura Festival per intrattenere il pubblico con musica tradizionale irlandese e alcune cover di gruppi moderni attribuite al genere, senza però tradire il sound originale. La band, formatasi a Verona nel 2012 e con all’attivo oltre centocinquanta concerti, è riconosciuta per essere poliedrica e mai banale. In breve tempo è arrivata ad esibirsi in tutto il nord-est portando energia sui grandi palchi dei festival e calore e allegria anche nei piccoli pub. Nel 2014 e 2015 ha partecipato al festival internazionale “Irlanda in Festa” a Bologna e Padova, mentre nel 2016 ha fatto uscire “Tales from Irish Waves”, il suo primo disco. Nel 2017 i The Patricks hanno suonato al Triskell Celtic Festival di Trieste fino a guadagnare nel 2018 la serata principale del St. Patrick’s Day a Verona, facendo ballare oltre tremila persone e nel 2020 hanno pubblicato il secondo album “Rocky Road To Ireland” per l’etichetta Max Sound.

SABATO 2 LUGLIO ORE 21:30

Da Avesa con amore, il gruppo musicale Contrada lorì ha attraversato tutte le piazze e le osterie di Verona e provincia con un progetto artistico libero e genuino in continua espansione, facendo tappa per l’occasione proprio a Mura Festival. La formazione è attualmente composta da Francesco Scardoni al canto, Paolo Marocchio compositore, mandolino, chitarra e canto, Roberto Nicolino al contrabbasso e alla voce, Federico De Vittor al pianoforte, al vibrandoneon e alla voce, Massimo Florio alla fisarmonica e alla voce, Andrea Trevisa alla chitarra e voce, Ester Wegher al violino, viola e voce e ultimo ma non per importanza, Turopero, compositore al violoncello, al pianoforte e alla voce.

Le loro canzoni, tutte rigorosamente in dialetto veronese, raccontano pezzi di storia del territorio veronese che tengono viva la memoria popolare. La Contrada infatti, è ormai riconosciuta e aggiudicataria dello scettro di Orchestra popolare della canzone veronese, con 3 album pubblicati e presto alcune nuove canzoni. Un progetto artistico libero e genuino in continua espansione in grado di coniugare la ricerca del repertorio tradizionale ed il cantautorato raffinato. Nel 2014 hanno pubblicato il disco d’esordio “Doman l’è festa” con Vaggimal Records e a fine 2015 “Eviva il mar” con Are Zovo Musica. Due dischi candidati alla targa Tenco per gli album dialettali e finalisti al Folkest 2018. Nel 2019 esce sempre per Are Zovo Musica “Cicole Ciacole”. 

I Contrada lorì

DOMENICA 3 LUGLIO 2022 ORE 21:30

Rio Grande

Dal Messico all’Argentina, passando per Cuba e il Cile e poi dritti fino all’Uruguay, i Rio Grande portano sul palco del Mura Festival nella splendida cornice del Bastione di San Bernardino la tradizione musicale sudamericana. Chavela Vargas, Pedro Infante, Atahualpa Yupanqui, Violeta Parra, Alfredo Zitarrosa, León Gieco, Ariel Ramírez e Compay Segundo sono alcuni dei grandi artisti che Rio Grande rilegge a proprio modo, mettendo al servizio delle canzoni tre percorsi musicali differenti fra Sud America, Europa e Nord America. Rio Grande è un fiume che segna il confine tra America e Sudamerica: le ritmiche sudamericane si fondono così con il sapore metallico e polveroso dello slide guitar.

Quello di Rio Grande è un viaggio a più livelli, tutti accomunati da una musica vibrante, fatta di canzoni incisive, di melodie da cantare, di parole da dire e ricordare, di storie da tramandare, di dolori per cui poter piangere, di leggende su cui poter sognare. Il periodo storico fa riferimento in particolare a quel lasso di tempo determinante che va dalla fine dell’Ottocento sino alla metà del Novecento e oltre. Un periodo nel quale, solo per fare alcuni nomi, nascono Frida Kahlo (1907), i cantautori argentini Atahualpa Yupanqui (1908) e Ariel Ramírez (1921), le folk-singer Violeta Parra (1917) e Chavela Vargas (1919), rispettivamente cilena e messicana che con tanti altri grandi artisti hanno raccontato ciò che è accaduto dalla Rivoluzione Messicana in poi, primo momento di rottura di un ordine sino allora statico e immutabile.

La tradizione folkloristica è al centro del repertorio del progetto e così le narrazioni fantastiche che vivono ancora oggi nella memoria: la Llorona, che vaga ancora piangendo per le vie di Città del Messico durante le notti, la Bruja, che si può incontrate a Vera Cruz durante il festival delle streghe. Ma non mancano i ritratti di figure divenute leggendarie e di spicco nel panorama storico, politico e artistico quali Alfonsina Storni, Tina Modotti ed Ernesto “Che” Guevara. La musica dell’America Latina scalda e fa battere il cuore. Dunque quello di Rio Grande è per forza un viaggio nei ritmi. Perché l’attenzione alla storia e allo spirito sudamericano è grande, ma alla fine la vera protagonista è la Musica. Così il canto si intreccia a sonorità e melodie di pari impeto, dove veracità e raffinatezza si mescolano in brani travolgenti. È questo il Rio Grande, con le sue anse a base di Ranchera, Huapango, Chacarera, Zamba, Milonga, Huayno e Son Cubano. Un fiume in piena di amore, rabbia, speranza, dolore, gioia.

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