A Verona al via “Cinelà”: quattro film sul tema delle migrazioni

Da giovedì 23 a domenica 26 marzo, al Teatro Cinema Santa Teresa di Verona, quattro film dedicati al tema delle migrazioni sulla questione africana e balcanica, un argomento più che mai attuale. Le proiezioni rientrano nell'ambito della rassegna "Viaggiatori&Migranti", parte della 42esima edizione del Festival del Cinema Africano.

Cinelà Verona Festival Cinema Africano

Il mondo delle migrazioni attraverso i volti e le storie delle tante persone che, con dignità affrontano il viaggio della vita per realizzare i propri sogni, i desideri o semplicemente vivere una vita normale. Da giovedì 23 marzo a domenica 26 prende il via al Teatro Cinema Santa Teresa, in via Molinara, a Verona, Cinelà, la 42esima edizione del Festival del Cinema Africano e oltre. Quattro serate che hanno come tema Viaggiatori&Migranti, film proiettati in concomitanza con la “Settimana internazionale d’azione contro il razzismo” promossa in Italia dall’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali e unitamente a molteplici iniziative di animazione territoriale divulgate a Verona con il cartellone “Nella Mia Città Nessuno è Straniero”. Viaggiatori&Migranti è il primo appuntamento del Festival che prevede altre due sezioni, una fine giugno e l’altra “Educational” tra ottobre e novembre.

«Come Amministrazione credo sia importante non solo supportare questo tipo di eventi, ma soprattutto farlo in una settimana come quella di azione contro il razzismo, fondamentale per il nostro tempo per ciò che osserviamo e per la nostra città – ha sottolineato l’assessore alle Politiche giovanili Jacopo Buffolo -. Questo format è molto interessante, ampliando di fatto l’offerta che il Cinema Africano ha portato a Verona negli anni. Noi vogliamo supportare e invitare a partecipare a questo tipo di iniziative, con l’auspicio che coinvolgano sempre di più la popolazione. Fare eventi in diversi momenti dell’anno ci portano ad incrociare pubblici diversi, coinvolgendo sempre di più i giovani».

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I quattro film in programma

In programma quattro film:

  • “As far as i can walk” del regista Stefan Arsenijević,
  • “Neighbours” di Mano Khalil,
  • “Juwaa” di Nganji Mutiri,
  • “Borga” di York-Fabian Raabe.

Ogni proiezione inoltre sarà seguita da un dibattito al quale parteciperanno rispettivamente Massimo Resta di Emmaus Erba (CO) e presidente di Emmaus Italia, realtà che collaborano dal 1995 con Emmaus Bosnia in progetti di aiuto umanitario, Giuseppe Acconcia, giornalista e docente di Geopolitica del Medio Oriente all’Università di Padova, Jessica Cugini, giornalista di Fondazione Nigrizia, e il regista York-Fabian Raabe.

Informazioni e biglietti

Tutti gli appuntamenti inizieranno alle 21, il costo dei costo dei biglietti è sei euro intero e quattro euro ridotto. Per informazioni si può scrivere una email a press@cinemafricano.it, chiamare il numero 328 6711545 o visitare il sito e la pagina Facebook del festival.

La rassegna Viaggiatori&Migranti è stata presentata ieri in Sala Arazzi. Sono intervenuti l’assessore alle Politiche giovanili Jacopo Buffolo, i promotori del Festival di Cinema africano don Giuseppe Mirandola, Rossella Lomuscio e per la direzione artistica Stefano Gaiga e Giusy Buemi.

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«Come promotori, dopo quarant’anni di Festival del Cinema Africano e attraverso un lavoro di studio e di condivisione con realtà che ci sostengono, siamo arrivati a riformulare la struttura del Festival – ha spiegato don Giuseppe Mirandola -. Riteniamo che ogni sezione abbia il suo valore, perciò il Festival viene spalmato lungo tutto l’anno. È un evento culturale che guarda alla filmografia come elemento essenziale, ma da sempre coniuga questo aspetto con una dimensione culturale di informazione e formazione. È la prospettiva dei mondi africani, diversa da quella che conosciamo. I nostri approcci ai contesti africani non sono trasparenti o liberi da pregiudizi, e in questo la sezione ‘Viaggiatori&Migranti’ ci aiuta anche in questo momento che stiamo vivendo ad un approccio al fenomeno migratorio diverso da quello che tante volte viene presentato dai media e dibattuto nelle piazze. Il nostro Festival dunque acquisisce un valore ancora più importante, consapevoli di avere tra le mani una ricchezza storica e impegnandoci a fare in modo che questa ricchezza sia di attualità ancora oggi, attraverso questa riorganizzazione dell’iniziativa».

«La scelta del Festival di collocare ‘Viaggiatori&Migranti’ nella settimana internazionale contro il razzismo è per poter dare anche il nostro contributo – ha detto Rossella Lomuscio -. Siamo anche all’interno delle tante iniziative del cartello ‘Nella mia città nessuno è straniero’, con circa settanta associazioni e che dal 1995 ha contribuito a lavorare quotidianamente contro le discriminazioni, per una Verona più civile, per mettere insieme e non dividere».

«Nella scelta dei film ci ha guidato un po’ il desiderio di dare una panoramica più ampia possibile di quello che è il mosaico complesso e articolato del mondo delle migrazioni – ha affermato Stefano Gaiga -. Affronteremo la prospettiva balcanica tanto quanto quella africana, e non mancherà la tematica dei diritti in tutte le sue sfaccettature, un modo per porre l’attenzione anche sui tanti conflitti nel mondo e la voglia di una convivenza pacifica tra i popoli. Vi invitiamo per cui a venire in sala e a scoprire questo mondo».

«Tutte le sere alla proiezione seguirà un approfondimento, sia da parte della direzione artistica sia degli ospiti – ha aggiunto Giusy Buemi -. Abbiamo deciso di dare spazio non solo a registi di origine africana, ma anche europea. Oltre alle tematiche che vengono affrontate ci sono film di un’elevata qualità artistica, premiati anche in altri festival».

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Programma della rassegna

Giovedì 23 marzo

“As far as i can walk”, un film che è stato in concorso al 33esimo Trieste Film Festival, e ha trionfato al Festival Internazionale Karlovy Vary, che racconta una storia di giovani migranti africani, marito e moglie, che lasciano il Ghana per realizzare il sogno di una vita diversa in Germania. Una storia apparentemente come tante di quelle che sentiamo tutti i giorni anche dalle nostre parti, ma nel film di Stefan Arsenijević troveremo un respiro da poema epico cavalleresco. All’arrivo, i due saranno respinti e dirottati a Belgrado, dove vivranno da rifugiati. Lui si impegnerà duramente per ottenere asilo e integrarsi, lei che aspira a una carriera di attrice a Londra, scompare improvvisamente. Il marito, pur di ritrovarla, metterà a rischio il proprio diritto di asilo sulla rotta verso i Balcani. Il film è una rivisitazione di un classico della letteratura serba del ’300.

Venerdì 24 marzo

“Neighbours” del regista curdo-svizzero Mano Khalil. Il film racconta una storia dei primi anni ’80 del secolo scorso, ambientata in un villaggio al confine turco-siriano, dove Sero, un bambino di sei anni, frequenta la prima classe in una scuola araba e, nonostante la tenera età, si accorge di come il mondo che lo circonda stia radicalmente cambiando sotto la spinta di un assurdo nazionalismo. Il nuovo insegnante vuole far diventare i bambini curdi dei bravi cittadini arabi devoti ad Assad e nemici degli ebrei. Quasi felliniano, grazie a questo sguardo bambino che si poggia sulle vicende, con un fine senso dell’umorismo e della satira, il regista collega la storia di ieri alla tragedia siriana del presente.

Sabato 25 marzo

“Juwaa” del regista nato a Bukavu, Nganji Mutiri. Juwaa è un dramma risonante e avvincente di una famiglia congolese che subisce un evento traumatico. I membri sopravvissuti sono separati dalla distanza e dal tempo, con la coscienza che le ferite non guarite riemergano nei comportamenti. Quando alla fine si riuniscono a Bruxelles, sono costretti a dare il via al processo per confrontarsi finalmente con se stessi, indipendentemente da ciò che potrebbero scoprire dentro. Amani infatti aveva 10 anni quando fu separato dalla madre Riziki, giornalista politica, in seguito a violenti eventi a Kinshasa in cui morì suo padre. Dieci anni dopo, quando va a Bruxelles per proseguire i suoi studi e per ritrovarla, sente la difficoltà di colmare il vuoto e l’assenza materna, vissuti come un abbandono. La madre è diventata altro, mentre lui ha ancora tanti non risolti da ricostruire, interrogandosi sull’identità nera, divisa tra due continenti e sui modi diversi di vivere la propria identità.

Domenica 26 marzo

“Borga” del regista York-Fabian Raabe, girato tra Ghana e Germania. Il film narra la storia di due fratelli, Kojo e Kofi, che crescono in una discarica di rifiuti elettronici provenienti dall’Occidente ad Accra, capitale del Ghana, e si guadagnano da vivere nell’attività del padre recuperando metalli dai rifiuti. Un giorno, Kojo, il figlio più giovane, incontra un Borga (termine per indicare le persone ghanesi che hanno raggiunto il benessere all’estero), che alimenterà le sue fantasie e cambierà la sua vita per sempre. Il ragazzo deciderà di andare in Germania, ma non sarà il sogno che ha sognato, non è così facile diventare un Borga, né tornare senza esserlo diventato. Il film è uno spaccato dell’immigrazione sospesa tra sogno e realtà, tra voglia di riscatto e riconoscimento familiare.

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