Il Giorno della Memoria a Verona, e quel vagone in piazza Bra
Il vagone in piazza Bra è ormai diventato un simbolo del Giorno della Memoria a Verona. La giornata è iniziata con la cerimonia di deposizione della corona di alloro ai deportati questa mattina, e il canto della preghiera ebraica per i defunti.
A fare da sfondo alla cerimonia proprio quel vagone, che ormai da diversi anni è diventato un simbolo in piazza Bra delle celebrazioni per non dimenticare.
«Il vagone arriva dal deposito ferroviario di Verona Porta Vescovo» spiega Paolo Granetto, volontario dell’associazione Figli della Shoah, che accoglie i visitatori. «In realtà non ci sono prove che proprio questo carro sia stato usato per le deportazioni in Germania, ma il 90 per cento dei carri che si trovavano a Porta Vescovo è stato usato per il trasporto di prigionieri».
«Da quando è nata questa tradizione del carro, non si è voluto puntare su immagini di atrocità, ma far capire, soprattutto alle giovani generazioni, cosa significasse questa condizione. In particolare l’aspetto della perdita di identità».
Il vagone è visitabile anche domani, martedì 28 gennaio. «Vengono tanti giovani, ma anche reduci o figli di reduci» racconta Granetto. «Questo carro serve anche per uno scambio di idee, di ricordi, di immagini».
Non sono mancate, anche nella giornata di oggi, polemiche sulla questione del toponimo dedicato a Giorgio Almirante e legate alla cittadinanza onoraria offerta a Liliana Segre.
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