Avvocato di strada: «Doppio rischio per i senza fissa dimora»
Avvocato di Strada, l’associazione onlus che si occupa di fornire assistenza legale gratuita ai senza dimora, si è rivolta in questo periodo di emergenza al sindaco di Verona, per evidenziare il doppio rischio che corrono le persone che non hanno una casa. Oltre all’emergenza sanitaria, l’impossibilità di rispettare le norme recentemente introdotte.
Il riferimento è all’ordinanza del 16 marzo n. 16 con cui si vieta l’utilizzo delle panchine ubicate nelle piazze, nei giardini, nelle aree verdi e lungo le strade, nonché l’accesso nelle aree verdi (compresi i bastioni del Parco delle Mura comunali) e sulle alzaie del fiume Adige.
A tal proposito, Avvocato di Strada onlus insieme alla Ronda della Carità-Amici di Bernardo onlus, il 18 marzo 2020 ha inviato una comunicazione, tramite e-mail, con la quale è stata rappresentata al sindaco del Comune di Verona la grave situazione in cui versa la comunità delle persone senza fissa dimora.
«Pur comprendendo, da un lato, l’esigenza di adottare misure di contenimento al preoccupante propagarsi dell’infezione da Covid19 – scrivono da Avvocato di strada – e, dall’altro, apprezzando l’iniziativa di ampliare i servizi di accoglienza, estendendone l’attività anche all’orario diurno, non si può non rilevare come vi siano ancora molte le persone costrette ad una vita di vagabondaggio (assistite eccezionalmente dall’intervento dei volontari della Ronda della Carità), alle quali attualmente è impedito di trovare riposo su panchine e in parchi pubblici».

«Ricordiamo, infatti, che nonostante le aperture straordinarie degli asili notturni lo Sportello Unico Accoglienza attualmente risulta chiuso e i nuovi accessi definitivamente bloccati al momento dell’insorgenza dell’emergenza sanitaria. Questo significa che non è possibile per chi vive per strada (e non era già ospite di dormitori comunali all’inizio dell’emergenza) avanzare istanza di accoglienza presso le predette strutture e, conseguentemente, adempiere all’obbligo di legge di permanere presso la propria dimora/domicilio».
L’associazione inoltre ha ricevuto segnalazioni di denunce elevate nei confronti di soggetti senza dimora, perché trovati all’esterno dei propri domicili. Domicili che non hanno.
«Per tutte queste ragioni, abbiamo proposto e riproponiamo oggi, di concerto con la Ronda della Carità di Verona, la creazione di luoghi franchi dove accogliere chi si trova privo di dimora, anche se privo di documenti identificativi, e non già inserito nel circuito dei dormitori comunali, garantendo:
- un adeguato controllo sanitario con la predisposizione di wc chimici dotati di lavabo e sapone;
- accesso gratuito a bagni e docce pubbliche;
- la circolazione di informazioni sanitarie di base in più lingue;
- la distribuzione di presidi sanitari, quali mascherine protettive, guanti e disinfettanti».
«Segnaliamo, inoltre – conclude l’associazione – che la Circolare N. 15350/117(2) del Ministero dell’Interno, del 21.03.2020 avente oggetto “Emergenza epidemiologica da COVID-19. Iniziative riguardanti il settore della logistica e supporto del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco”, chiarisce che il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco può intervenire a supporto nella gestione comunale delle persone senza dimora e che quindi, dal punto di vista logistico il Comune di Verona sarebbe agevolato nelle attività di assistenza».
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