SR450, il sindaco di Affi: «Camion sulla regionale? È colpa di Google Maps»

La chiusura del casello di Peschiera ha ridotto il traffico pesante sulla SR450. Il sindaco di Affi, Marco Sega, attribuisce il miglioramento al diverso percorso suggerito da Google Maps, che ora indirizza i mezzi sull’autostrada, evidenziando la necessità di un intervento sulla piattaforma per una soluzione duratura.

Sono anni che i Comuni di Affi e Peschiera lottano contro il traffico pesante sulla SR450. Negli ultimi giorni, con la chiusura del casello di Peschiera per lavori legati alla Tav, (chiusura avvenuta lo scorso 10 gennaio e prevista fino al 2 di febbraio), si temeva che la situazione sulla regionale sarebbe precipitata. E invece non è successo.

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Passando per il casello di Affi e per l’imbocco della 450, in un lunedì mattina alle ore 9.30, orario normalmente congestionato, non si incrocia quasi nessun camion. Un fatto che confermerebbe le affermazioni del sindaco di Affi Marco Sega, che in passato ha sostenuto che il problema fosse legato a Google Maps.

«Confermo quanto riferito nei mesi scorsi – afferma Sega -. Gli autotrasportatori, soprattutto quelli dell’est Europa, di norma usano la tratta della SR450 Affi-Peschiera come scorciatoia, per evitare con l’autostrada di fare un percorso più lungo. Lo fanno perché a suggerirglielo è Google Maps. Adesso, con il casello di Peschiera chiuso, la via più breve indicata da Google Maps è quella autostradale».

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Con il casello chiuso, il problema sembrerebbe dunque paradossalmente risolto. Google Maps registra infatti la chiusura del casello, ma non un decreto di divieto di transito.

«Stando così le cose – prosegue il primo cittadino – è evidente che il decreto prefettizio non può essere del tutto efficace. Si dovrebbe lavorare a monte, su Google Maps. Non so quale sia la strada da seguire, e per questo lancio un appello a chi è titolato ad intervenire. Sarebbe fondamentale farlo, per una questione viabilistica ma anche e soprattutto di sicurezza».

La chiusura della SR450, da metà giugno a metà settembre 2024, aveva comportato una diminuzione del 20% del transito dei mezzi superiori alle 7.5 tonnellate. Una diminuzione marginale, imputata in parte alla mancanza di controlli sufficienti e in parte alla tendenza degli autotrasportatori a ignorare il divieto. Ma ora sembrerebbe che sia stata trovata la radice del problema.

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