Le installazioni di Graziano Pasini trasformano Soave in un museo a cielo aperto
Redazione
Nei mesi di marzo e aprile 2025, l’antico borgo scaligero di Soave diventa il palcoscenico delle installazioni artistiche di Graziano Pasini. Le sue opere, realizzate con il fil di ferro recuperato dai vigneti, si integrano perfettamente con l’architettura medievale del paese, creando un suggestivo dialogo tra passato e contemporaneità.
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Le sculture di Pasini, leggere eppure evocative, offrono ai visitatori un percorso artistico che attraversa le vie e le piazze del borgo. Tra le opere esposte, Visioni – Volti di ogni uomo esplora l’identità umana attraverso grovigli di linee che rappresentano esperienze ed emozioni, mentre Esplosioni: Botto e Vesuvio cattura la forza dirompente di un’esplosione con il ferro modellato in forme dinamiche e potenti.
Senza terra – Senza meta riflette sulla condizione umana, sospesa tra radici e futuro, mentre La Regina di Soave: l’Uva rende omaggio alla tradizione vinicola del territorio, con sculture realizzate con fili di ferro provenienti dai vigneti di uva Garganega e Trebbiano.
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Graziano Pasini
Nato a Soave nel 1962, Graziano Pasini ha sempre coltivato una profonda passione per la creatività, affermandosi come artista capace di trasformare materiali semplici in opere di grande espressività. Le sue sculture, che spaziano dall’arte arcaica a quella spazialista, sono state esposte in numerose città italiane ed europee, tra cui Verona, Padova, Pordenone, Parma, oltre che in Germania, Svezia e Francia. Con il suo lavoro, Pasini continua a esplorare il confine tra natura, materia e arte, dando vita a installazioni capaci di emozionare e far riflettere.
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