Al via il piano di contenimento delle nutrie con i Consorzi di Bonifica
Redazione
Il Consorzio di Bonifica Veronese e il Consorzio di Bonifica Alta Pianura Veneta hanno sottoscritto con la Regione del Veneto una convenzione sperimentale nell’ambito del Piano regionale per il controllo della nutria (DGR 1069/2021, DGR 476/2025), con un finanziamento rispettivamente di 175.589 euro e di 97mila euro, per affrontare in modo sistematico e coordinato la questione della diffusione di questo roditore, che sta mettendo a rischio la tenuta della rete idraulica e la sicurezza del territorio veronese.
La nutria, originaria del Sud America, si è ormai stabilmente insediata nella pianura veronese trovando nell’estesa rete di canali consortili un habitat ideale. La sua proliferazione incontrollata sta però causando diversi danni: le tane scavate nei terrapieni e negli argini indeboliscono le strutture, favoriscono smottamenti, cedimenti e crolli e aumentano il rischio di allagamenti e alluvioni.
Oltre al pericolo idraulico, le nutrie compromettono il funzionamento delle opere irrigue, ostacolano i deflussi, danneggiano le colture e alterano l’equilibrio dell’ecosistema locale. Per contrastare questa situazione, la convenzione individua i due Consorzi di Bonifica come soggetti attuatori del Piano regionale, riconoscendone la conoscenza capillare della rete idrografica e l’organizzazione tecnica necessaria per coordinare su larga scala le operazioni. I Consorzi hanno già avviato una mappatura delle aree più esposte, individuando i tratti di rete idraulica e irrigua a maggior rischio e con più alta densità di nutrie, dove verranno concentrate prioritariamente le azioni.
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L’attività si articolerà su due fronti complementari:
- da un lato interventi mirati sul campo, condotti nel rispetto delle normative vigenti;
- dall’altro un’intensa campagna di cattura tramite gabbie-trappola acquistate dal Consorzio e distribuite agli Ambiti Territoriali di Caccia (ATC). Il trappolaggio sarà privilegiato nelle aree urbane e periurbane dove l’uso delle armi non è consentito. Gli ATC, appositamente convenzionati, coordineranno selecontrollori abilitati e assicurati, operando in sinergia con il Corpo di Polizia Provinciale di Verona che garantirà la vigilanza. Le operazioni saranno svolte da selecontrollori volontari iscritti agli ATC, ai quali è riconosciuto un rimborso spese per ogni capo abbattuto e conferito ai centri di raccolta, secondo le modalità previste dalla convenzione con la Regione del Veneto.
Per assicurare tracciabilità e trasparenza, i due Consorzi di Bonifica hanno inoltre implementato un sistema digitale di rendicontazione online: attraverso un apposito form, i responsabili dei diversi ATC inseriscono in tempo reale i dati di ogni intervento, indicando il numero di capi abbattuti, le località precise e l’area idraulica interessata. Questo strumento consente ai Consorzi di monitorare in modo puntuale l’andamento delle attività e di rendicontare alla Regione dati certi, completi e georiferiti.

Ogni intervento dovrà essere preventivamente comunicato alla Polizia Provinciale e svolto secondo protocolli di sicurezza: gli operatori raccoglieranno i capi abbattuti in apposite vasche di plastica autorizzate dall’ASL e provvederanno alla consegna nei siti di stoccaggio allestiti dai due Consorzi, dotati di appositi congelatori. I Consorzi cureranno anche la logistica dello smaltimento delle carcasse ed il monitoraggio dei tratti interessati con relazioni intermedie e finali corredate da cartografie.
Il Presidente del Consorzio di Bonifica Veronese, Alex Vantini, dichiara: «La lotta alla nutria non è solo un’operazione di controllo faunistico: è una vera azione di protezione civile. La presenza massiccia di questi animali sta erodendo gli argini e le opere idrauliche, mettendo in pericolo la sicurezza di migliaia di cittadini e delle attività agricole che dipendono dalla rete irrigua. Abbiamo raccolto con convinzione l’appello della Regione e del territorio e ci assumiamo la responsabilità di coordinare un intervento strutturato, capillare e continuativo, costruito sulla collaborazione con gli ATC, i Comuni e tutti i soggetti locali. Solo un’azione corale può fermare questa emergenza ambientale e mettere in sicurezza il territorio».

Il Direttore Generale del Consorzio di Bonifica Veronese, Luca Antonini, aggiunge: «Abbiamo già individuato le aree prioritarie di intervento e realizzato anche un sistema di raccolta digitale dei dati che garantisce precisione e tempestività. Le squadre saranno operative su tutto il territorio consortile secondo un programma pianificato e coordinato, con obbligo di preavviso agli organi di vigilanza e di consegna dei capi nei punti di raccolta. Ogni fase – dalla cattura allo smaltimento – sarà documentata e tracciata. Questo garantisce sicurezza operativa, trasparenza amministrativa e rapidità nell’esecuzione».
Claudio Zambon, Presidente del Consorzio di Bonifica Alta Pianura Veneta, spiega: «Come imprenditore agricolo e come Presidente del Consorzio Alta Pianura Veneta so quanto la diffusione della nutria metta in difficoltà sia le attività agricole sia la sicurezza idraulica complessiva. Le tane scavate negli argini minacciano i campi, ma anche la tenuta delle opere idrauliche che proteggono cittadini e centri abitati. Con questo piano vogliamo dare una risposta concreta a tutta la comunità, costruendo un’azione corale che tuteli insieme l’agricoltura e la sicurezza del territorio».
È Helga Fazion, Direttrice Generale del Consorzio di Bonifica Alta Pianura Veneta, a chiudere con un’indicazione chiara: «Il nostro piano di intervento è stato progettato con rigore tecnico e massima trasparenza: mappatura delle aree più a rischio, coordinamento operativo con ATC e Polizia Provinciale, rendicontazione digitale delle attività. In questo modo possiamo agire in sicurezza, garantendo tracciabilità e rapidità negli interventi e ripristinando l’efficienza della rete idraulica consortile».

Con questa iniziativa, che si concluderà entro dicembre 2025, il Consorzio di Bonifica Veronese edil Consorzio di Bonifica Alta Pianura Veneta si pongono come presidio attivo e responsabile nella tutela della sicurezza idraulica e nella salvaguardia del territorio, dando attuazione concreta al Piano regionale e restituendo efficienza e sicurezza a una rete idrica essenziale per l’economia e la vita della provincia di Verona.
Ivano Confortini, del servizio tutela faunistico ambientale della regione Veneto ha spiegato che «la popolazione di nutrie nella provincia di Verona è oggi particolarmente abbondante e difficile da quantificare con precisione, ma le stime parlano di almeno 200mila esemplari distribuiti su un territorio caratterizzato da una rete idrografica estremamente articolata, lunga circa 4.500 chilometri. Questa complessità facilita gli spostamenti degli animali e rende quindi più complicato il contenimento della specie. Per ottenere risultati concreti è necessario un prelievo molto più incisivo rispetto agli attuali 30-35mila abbattimenti annui, arrivando ad almeno 100-150mila esemplari. L’obiettivo del nuovo piano di controllo è proprio quello di rendere l’azione più efficace, modificando l’impostazione precedente e ampliando la partecipazione. Oltre ai cacciatori e alla polizia provinciale, il progetto coinvolge anche consorzi di Bonifica e Comuni, chiamati a collaborare in un’ottica di gestione condivisa e coordinata. Solo un impegno congiunto potrà garantire una riduzione significativa della presenza di nutrie e un miglior equilibrio ambientale sul territorio veronese».
A chiudere la conferenza stampa il vicepresidente della provincia di Vicenza Moreno Marsetti e il presidente della provincia di Verona Flavio Massimo Pasini, che hanno insistito sulla centralità di questo progetto per la tenuta idraulica dei territori. «Un problema che non interessa solo dei Consorzi di Bonifica, degli Ambiti di Caccia e degli agricoltori ma di tutti i cittadini».
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