Verona, seggi fuori dalle scuole: ok alla sperimentazione
Redazione
Durante l’ultimo Consiglio Comunale di Verona è stata approvata all’unanimità la mozione 577 (31 voti favorevoli) presentata dal consigliere di Verona Domani Paolo Rossi per l’individuazione di sedi alternative agli edifici scolastici per l’allestimento dei seggi elettorali.
«Questa mozione non risolve tutto subito, – ha affermato Rossi – ma avvia un percorso. L’obiettivo è modernizzare il sistema e favorire la partecipazione, partendo con una fase sperimentale e costruendo soluzioni nel tempo. Accolgo con favore la proposta di integrazione emersa in aula, perché rafforza ulteriormente il senso della mozione. L’introduzione di una fase sperimentale su un numero limitato di sezioni va esattamente nella direzione che avevamo immaginato: un percorso graduale, concreto e verificabile. Non si tratta di un cambiamento immediato o ideologico, ma di un lavoro progressivo che permetta di valutare impatti organizzativi, costi e benefici per cittadini e amministrazione. L’obiettivo è costruire soluzioni praticabili, condivise e sostenibili nel tempo, migliorando il sistema senza creare disagi».
LEGGI ANCHE: Tentato omicidio a Legnago
Il consigliere Giacomo Piva, di Damiano Tommasi Sindaco, secondo sottoscrittore della Mozione ha evidenziato come essa «vada nella giusta direzione: modernizzare il sistema elettorale e liberare le scuole, come già avviene in molti Paesi. È un passo necessario per garantire continuità didattica e migliorare l’organizzazione complessiva del voto».
«Non possiamo mettere in contrapposizione – ha aggiunto Giovanni Pietro Trincanato di Traguardi – diritto al voto e diritto all’istruzione. È giusto iniziare a individuare sedi alternative, anche in modo graduale, per evitare la chiusura delle scuole e migliorare il servizio ai cittadini».
Barbara Tosi di Verona per Tosi ha ricordato che «l’esperienza di altri territori dimostra che si può votare fuori dalle scuole senza creare disagi. Partire da spazi come le biblioteche può essere una soluzione concreta per tutelare famiglie e studenti».
Secondo Fabio Segattini del Partito Democratico «la proposta è condivisibile, ma non semplice da attuare: servono spazi idonei, autorizzazioni e risorse. Esperienze passate dimostrano che è possibile, ma va affrontata con realismo e attenzione ai vincoli».
Anche per Antonio Benetti del PD «l’obiettivo è giusto, ma servono cautela e pragmatismo. Non è facile trovare sedi alternative che garantiscano accessibilità e sicurezza. Bene prevedere una fase sperimentale per valutare impatti e criticità».
Per il consigliere Massimo Mariotti di Fratelli d’Italia «dobbiamo guardare al futuro e pensare anche a soluzioni innovative come il voto digitale. Esistono già strumenti che potrebbero facilitare la partecipazione, anche per gli italiani all’estero».
«L’indirizzo è condivisibile, – ha evidenziato il consigliere Carlo Beghini del PD – ma il percorso non è immediato. Servirà un lavoro approfondito per individuare sedi alternative adeguate, mantenendo criteri di prossimità e funzionalità».
In Evidenza
Raccolta differenziata: a Verona si comincia da bambini

Abbandono rifiuti a Verona, nuove regole e sanzioni più pesanti

“DifferenziaMente”: il progetto di Amia alla Domenica della Sostenibilità

Atlante dell’Acqua 2026: la fotografia di Legambiente

A “Vita in Campagna” Amia insegna il compostaggio domestico

Scatta l’Ecobonus per moto e scooter: fino a quattromila euro di contributi

Anche Verona tra i “Comuni Plastic Free” premiati a Roma

A Cologna Veneta un incontro pubblico sul biometano e la transizione ecologica

Giornata ecologica regionale 2026, focus sulle api: stanziati 100mila euro






