Un “nuovo” Grande Castelvecchio? Dibattito riaperto
di Alessandro Bonfante
Torna ciclicamente nel dibattito pubblico veronese la questione del Museo di Castelvecchio. La sintesi è questa: è possibile spostare il Circolo Unificato dell’Esercito dalla sua sede in un’ala della storica struttura, per fare spazio al Museo e alle sue necessità? Di questo e di altri interventi si è parlato oggi, mercoledì 8 aprile, nella sede dell’Ordine degli Architetti di Verona all’incontro “Castelvecchio – Prospettive per un museo inclusivo“.
Alla domanda sullo spostamento, la risposta è “Sì”, per la “Civica Alleanza per un Grande Castelvecchio“, che da tempo si prodiga per la questione. “No”, per chi sostiene le ragioni del Circolo dell’Esercito, sede anche di eventi, mostre e serate danzanti.
L’Amministrazione comunale, intanto, cerca soluzioni migliorative per il museo. Tutto l’edificio è di proprietà demaniale: la maggior parte degli spazi è in concessione al Comune di Verona, mentre una parte è occupata dal Circolo Unificato dell’Esercito.
Il nodo della foresteria
Stefano Dindo, Presidente della Civica Alleanza per un Grande Castelvecchio, si è detto preoccupato per il progetto di una foresteria da parte del Circolo Unificato dell’Esercito. Tramite un accesso agli atti, è emerso che il Ministero della Difesa avrebbe chiesto alla Soprintendenza l’autorizzazione per realizzare sette stanze con bagno proprio, negli spazi concessi all’Esercito. «Se questo avvenisse – avverte Dindo – la prospettiva di un ampliamento si allontanerebbe. Siamo molto contrari e abbiamo depositato una memoria in Soprintendenza per opporci».
In questo senso, l’Amministrazione comunale di Verona ha proposto una permuta ai vertici dell’Esercito (la dipendenza è dal Comfoter, Comando delle Forze Operative Terrestri): uno spazio già destinato a foresteria nella Palazzina 3 dell’ex Arsenale in cambio di quello in cui è prevista la foresteria, da destinare invece al Museo. Il Comune ora è in attesa di risposta.
«L’idea è di permutare questi due luoghi – spiega la vicesindaca Barbara Bissoli – in modo tale che il piano oggi dedicato a uffici possa essere utilizzato per ulteriori servizi del museo». L’Arsenale dispone già di un progetto definitivo approvato, il che renderebbe il trasferimento piuttosto agile.
Intanto l’Amministrazione comunale lavora per progettare alcuni interventi di miglioramento degli spazi già a disposizione del Museo, anche in chiave accessibilità.
LEGGI ANCHE: Restaurata la passerella scarpiana di Cangrande a Castelvecchio

Il convegno
Ai microfoni di Radio Adige Tv, nel 2021 Alberto Vignolo, direttore della Rivista ArchitettiVerona dell’Ordine degli Architetti di Verona si era espresso favorevolmente allo spostamento del Circolo dell’Esercito, giudicandolo «una grande opportunità per rinnovare il Museo».
E infatti era presente all’incontro di oggi anche Amedeo Margotto, “padrone di casa” in quanto Presidente Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti Conservatori della provincia di Verona. Ha sottolineato il sostegno della categoria a qualsiasi iniziativa per dare lustro a Castelvecchio.
Per l’Amministrazione comunale presenti la vicesindaca Barbara Bissoli e l’assessora alla Cultura Marta Ugolini.
LEGGI ANCHE: Bra’ Molinari: la piazzetta della discordia nel cuore di Verona
Guarda il video
LEGGI ANCHE: Viaggio fra… i cassonetti di Verona: sono davvero sempre sporchi?
Carenze e necessità del museo
Le attuali limitazioni di Castelvecchio sono state elencate dall’assessora alla Cultura, Marta Ugolini. Il museo soffre di carenze che ne limitano la fruibilità. «Manca l’accessibilità per le persone diversamente abili – sottolinea Ugolini – c’è un ascensore solo e un solo bagno».
Oltre ai servizi igienici, l’assessora evidenzia l’assenza di un’aula didattica, di una caffetteria e la presenza di un bookshop estremamente ridotto. Molte collezioni, inoltre, restano chiuse nei depositi in attesa di spazi espositivi adeguati.
Tre interventi programmati dal Comune
L’Amministrazione comunale ha indicato tre cantieri prioritari, di cui intende finanziare la progettazione. Per quanto riguarda la realizzazione, si tratta probabilmente di qualche milione di euro. Il primo riguarda il restauro e l’accessibilità della Torre del Mastio. «Recuperiamo un progetto del 2019 originariamente pensato per il “decreto bellezza” e poi non finanziato», spiega la vicesindaca Bissoli. L’opera sarà ora aggiornata e messa a gara.
Il secondo intervento prevede il recupero dell’ex casa del custode, al piano terra della palazzina settecentesca. Qui verranno realizzati nuovi servizi igienici, aule didattiche e spazi di accoglienza. Infine, è previsto il restauro del ponte di Castelvecchio, previa valutazione tecnica dello stato dei materiali. «Contiamo di finanziare i servizi di progettazione con l’avanzo di amministrazione che andremo a deliberare nei prossimi mesi», conclude Bissoli.
LEGGI ANCHE: Vinitaly e viabilità: attenzione a Verona fra 12 e 15 aprile
Grande Castelvecchio
Scrivono gli organizzatori dell’evento di oggi, della Civica Alleanza per un Grande Castelvecchio: «Quali le novità per un progetto che porterebbe l’offerta culturale cittadina a fare un salto di qualità di grande respiro? Il progetto, di cui si parla da tempo, oggi di fronte a un bivio, è quello di un museo inclusivo, accessibile a tutte le persone, normodotate o con disabilità motoria, sensoriale o cognitiva, comprensivo dei servizi di base che possano renderlo adeguato alle aspettative di un visitatore di oggi».
«È ciò che si auspica per il Museo di Castelvecchio, attualmente dotato di un unico servizio igienico, decisamente inadeguato. Mentre il suo bookshop è poco più di un banco sacrificato insieme alla biglietteria, totalmente assenti sono guardaroba, caffetteria, sala conferenze e spazi per la didattica. Anche per quanto riguardale collezioni, quelle del ‘600 e ‘700 sono in gran parte conservate nei depositi ed esposte solo a rotazione per ragioni evidenti di capienza delle sale, insufficienti».
Precisa il comitato: «Stiamo parlando di un museo che accoglie più di 200mila visitatori l’anno, molti dei quali provenienti dall’estero e interessati a conoscere uno dei capolavori dell’architettura contemporanea, con il restauro e l’allestimento firmati da Carlo Scarpa. Un museo che rappresenta un punto di orgoglio per molti cittadini che vorrebbero vedere maggiormente valorizzato questo luogo simbolo della città».
«Per vedere concretizzato questo progetto, sarebbero necessari spazi di ampliamento che viene naturale pensare nell’area di Castelvecchio oggi abitata dal Circolo unificato dell’Esercito. Nel desiderio di trovare soluzioni soddisfacenti sia per il Comune e i cittadini, che per i rappresentanti dell’Esercito Italiano» è il rilancio.
In Evidenza
Amia è PaperWeeker: una settimana per conoscere i “segreti” di carta e cartone

La “Domenica della sostenibilità” fa tappa in Borgo Venezia

Raccolta differenziata: a Verona si comincia da bambini

Abbandono rifiuti a Verona, nuove regole e sanzioni più pesanti

“DifferenziaMente”: il progetto di Amia alla Domenica della Sostenibilità

Atlante dell’Acqua 2026: la fotografia di Legambiente

A “Vita in Campagna” Amia insegna il compostaggio domestico

Scatta l’Ecobonus per moto e scooter: fino a quattromila euro di contributi

Anche Verona tra i “Comuni Plastic Free” premiati a Roma





