Sicurezza, Trevisi: «Il tema non si risolve con gli slogan»
Redazione
Gianpaolo Trevisi, consigliere regionale del Partito Democratico, replica alle dichiarazioni di Flavio Tosi sul tema della sicurezza. Il coordinatore del Veneto di Forza Italia era infatti intervenuto ieri sui casi «di spacciatori arrestati e liberati nello stesso giorno, per poi essere riarrestati, processati e nuovamente liberati».
«Ho letto, come sempre, con molta attenzione le dichiarazioni di Flavio Tosi sulla sicurezza e non posso non rilevare una certa dose di smemoratezza politica. Sentir parlare oggi di «giro di vite a livello nazionale», come se il problema fosse nato ieri, fa sorridere chi conosce la realtà: il centrodestra governa da tre anni e, nei fatti, non ha fatto nulla di concreto per affrontare le criticità che ora denuncia a gran voce. È un copione già visto: molta voce, molti slogan, pochi risultati» esordisce Trevisi.
«Io la sicurezza non l’ho studiata sui volantini elettorali: ci ho lavorato per una vita. Da poliziotto ho imparato che il tema non si risolve con gli slogan, né tantomeno con le passerelle mediatiche. La sicurezza vera richiede risorse, programmazione, prevenzione, coordinamento tra istituzioni, politiche sociali, attenzione ai giovani, contrasto alle dipendenze, sostegno alle forze dell’ordine e, certo, anche certezza della pena. Durante la mia campagna elettorale per le Regionali 2025 ho presentato proposte precise, operative, sostenibili. Non ho indicato nessuno come nemico da abbattere, né ho venduto scorciatoie facili. Così facendo, senza vere strategie strutturali, si rischia per esempio di concentrare e far concentrare le attenzioni sempre e solo sugli “altri”, non accorgendosi di ciò che fanno i nostri più vicini collaboratori».
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«Se davvero il centrodestra vuole affrontare il problema, lo faccia. Ha posizioni di governo, ha i numeri, ha avuto il tempo. Non servono proclami, servono decisioni. Io resto a disposizione per lavorare in modo serio, con chiunque abbia a cuore la sicurezza dei cittadini e non la propria visibilità personale. Il Veneto non ha più bisogno di chi urla più forte: ha bisogno di chi sa dove andare e come arrivarci. La sicurezza non è un palco. È responsabilità, competenza e rispetto. Io continuerò a occuparmene così».
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