Scontro sul Carnevale di Verona: il Comitato Bacanal del Gnoco alza i toni
di Alessandro Bonfante
Dopo le ragioni dell’Amministrazione comunale, arriva la replica del Comitato Bacanal del Gnoco. L’assessora alla Cultura di Verona Marta Ugolini ieri aveva spiegato i motivi della rottura con il Comitato che negli ultimi anni ha organizzato il Venardi Gnocolar, giornata culmine del carnevale scaligero. E la sospensione dei contributi economici per le iniziative del 2025 e del 2026.
Oggi il presidente del Comitato Bacanal Valerio Corradi risponde con un video-comunicato diffuso alla stampa, alzando i toni dello scontro. Corradi infatti ha annunciato il ricorso al TAR per la sospensione del Patto di Sussidiarietà sulla gestione del “Giardino d’estate” a San Zeno, decisa dal Comune negli scorsi mesi. Dice Corradi che «la pretesa di scegliere chi deve rappresentare il Carnevale è una pretesa indebita, che lede la libertà e l’autonomia delle libere Associazioni veronesi e per questo va doverosamente respinta».
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Il presidente del Comitato Bacanal ha dichiarato di non aver ricevuto alcuna comunicazione ufficiale sulle presunte irregolarità rilevate dal Comune di Verona (in effetti l’assessora Ugolini ha spiegato che l’analisi da parte degli uffici non è ancora completata), ha ribadito la volontà di organizzare la sfilata del Venardi Gnocolar anche «con sacrifici» e bollato come «pretesti» le posizioni dell’Amministrazione comunale.
Corradi ribalta la prospettiva: «Se il Comune desidera collaborare, siamo ben lieti di accettare, come sempre, il contributo. Se invece non lo desidera, non è un problema: faremo sacrifici, rinunceremo a invitare altre realtà italiane, ma il Venardi Gnocolàr si farà!». La data per il 2026 è il 13 febbraio.
L’assessora Ugolini, d’altro canto, aveva da parte sua ribadito la volontà di confermare la giornata di festa, seppure con altri organizzatori, da individuare fra i comitati rionali che si sono messi a disposizione. In particolare sembra ben disposto a fare da capofila il gruppo di Parona.
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L’attacco più pesante di Corradi riguarda però il “Giardino d’Estate“: «Stiamo aspettando risposte dal Comune di Verona da tre mesi, precisamente dal 7 agosto, senza mai ricevere notizie. A malincuore, abbiamo atteso fino all’ultimo e, dopo aver provato a contattare il Comune, ci siamo visti costretti a depositare un ricorso al TAR sulla decisione di sospendere anticipatamente il patto di sussidiarietà. Nonostante le rassicurazioni ricevute riguardo a una nuova formula del patto, nulla è stato fatto».
La decisione dell’Amministrazione, di revocare il patto di sussidiarietà, è stato evidentemente il preludio di quanto sta accadendo in queste settimane, e andava a braccetto con la decisione del Ministero della Cultura di revocare i finanziamenti erogati al Comitato Bacanal per il 2023 e 2024 perché due membri del direttivo non risultano incensurati.
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Continua Corradi: «Il “Carnevale” non è di proprietà di un’Amministrazione. E ciò a prescindere dal suo colore. Il Carnevale appartiene ai cittadini di Verona e alle sue libere Associazioni che in libertà hanno il diritto e il dovere di organizzarlo e di gestirlo nel rispetto delle normative vigenti».
Tutto sommato verrebbe da dire che il “Carnevale” non è nemmeno proprietà di un comitato carnevalesco, né del suo presidente.

Corradi la vede però così: «Il “Comitato”, che mi onoro di rappresentare, ha sempre operato nell’esclusivo interesse del “Carnevale” e per questo ha collaborato nei decenni con tutte le Amministrazioni che nel tempo si sono succedute e ciò a prescindere dal loro “colore”. La pretesa di scegliere chi deve rappresentare il Carnevale è una pretesa indebita, che lede la libertà e l’autonomia delle libere Associazioni veronesi e per questo va doverosamente respinta».
Le tensioni fra Amministrazione comunale e Comitato Bacanal del Gnoco arrivano da lontano. Nel 2024 il Comitato decise di annullare per pioggia la sfilata del Venardi Gnocolar. Un danno di immagine per Verona che forse è ricaduto più sull’Amministrazione che sul Bacanal, agli occhi del cittadino. Una decisione non condivisa all’epoca da Palazzo Barbieri, e che ha aperto la strada allo scontro frontale che vediamo oggi. Per il Carnevale di Verona non si scherza più.
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