Piano Rifiuti regionale: approvati nuovi criteri per l’alta pianura veronese

Redazione

| 27/03/2026
Nuovi vincoli per gli impianti in aree sensibili. Il provvedimento è stato accolto con favore dai consiglieri regionali Rigo (Lega), Barbera e Leso (FdI).

Il Consiglio regionale del Veneto ha approvato un emendamento alla Giunta che introduce nuovi vincoli per la localizzazione degli impianti di smaltimento. La novità riguarda il Documento di Economia e Finanza Regionale (DEFR) e punta a tutelare i territori dell’alta pianura veronese, con particolare attenzione alle zone di ricarica degli acquiferi.

L’amministrazione regionale si impegna a valutare l’introduzione di “criteri abilitanti” per i futuri insediamenti. Questi parametri terranno conto della pressione ambientale già esistente su determinate aree. Il testo specifica che i criteri dovranno guardare con attenzione ai territori dove l’acqua piovana filtra nel sottosuolo per alimentare le falde acquifere.

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Per il consigliere regionale veronese Filippo Rigo (Lega), si tratta di un passaggio fondamentale per la zona. «Un passaggio saliente che interessa la nostra zona del Veronese che, sul tema, come sappiamo, ha già pagato un prezzo altissimo con impianti e progetti molto impattanti», osserva Rigo. Secondo il consigliere, l’integrazione nel documento di programmazione è «il primo passo, fondamentale, per iniziare ad aprire un nuovo percorso legislativo. Il segno tanto atteso e sperato».

Filippo Rigo
Filippo Rigo

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Sulla stessa linea le consigliere regionali di Fratelli d’Italia, Claudia Barbera e Anna Leso, che collegano il risultato a una mozione presentata dal loro gruppo. «Un passo concreto per la salvaguardia dei nostri territori, in particolare di Caluri e Valeggio», dichiarano Barbera e Leso. Le esponenti di FdI sottolineano la rapidità dell’intervento: «Meno di quattro mesi dall’insediamento della Giunta e successivamente alla Mozione presentata dal Gruppo di Fratelli d’Italia, con cui chiedevamo maggiore attenzione all’impatto territoriale e alla pressione già gravante su alcune aree».

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