Fine vita, Donazzan e Polato contro Zaia: «Irrispettoso»
Redazione
«Invitiamo Luca Zaia ad essere più rispettoso della volontà del Consiglio regionale che, con una difficile, lunga e sofferta decisione, ha detto no al ‘fine vita’, facendo prevalere la difesa della vita e la dignità della persona. Così facendo, Zaia si dimostra irrispettoso della votazione dell’assemblea e, per estensione, delle istanze della maggioranza dei veneti che nel Consiglio regionale sono rappresentate». Lo dichiarano gli eurodeputati veneti di Fratelli d’Italia, Elena Donazzan e Daniele Polato, in seguito alle recenti dichiarazioni del presidente. Donazzan è stata a lungo assessora della giunta Zaia, mentre Polato è stato consigliere regionale, anche lui a sostegno di Zaia a Palazzo Ferro Fini.
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«Abbiamo sempre chiesto che prima di tutto vi fossero le cure palliative, che si potesse aiutare la persona a vivere e morire dignitosamente, evitando che tutto questo diventasse un dibattito politico che oggi sembra un dibattito elettorale, per alzare i toni – incalzano –. I toni vanno abbassati, vanno lasciati al dolore dell’intimità della vita piena di prove e sofferenza, il dolore di un malato e della sua famiglia quando non si vede altra speranza all’orizzonte. La speranza di essere accompagnati nella discrezione e non nella velleità di risolvere un problema, di una cultura dello scarto che purtroppo alberga in questa società».
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«Abbiamo affrontato nel merito tutte le argomentazioni quando eravamo in Consiglio regionale – osservano Donazzan e Polato – abbiamo sentito i diversi mondi e siamo stati ancora più convinti di tenere la posizione della difesa della vita e degli strumenti per alleviare la sofferenza. Questo è quello che chiediamo alla sanità del Veneto perché ciò che abbiamo visto principalmente è stata la solitudine che porta alla disperazione. La solitudine di famiglie che devono accollarsi costi incredibili per l’assistenza, che spesso vendono i propri beni per poter pagare qualcuno che accompagni il proprio congiunto nei modi giusti. Finché c’è una ragione per vivere quella deve essere sostenuta e questo è il compito di una comunità civile come quella veneta», concludono gli europarlamentari del Partito di Giorgia Meloni.
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