Ferrovie, Bertucco: «Verona e Veneto fermi all’anno zero»
Redazione
Michele Bertucco, candidato al consiglio regionale veneto per Avs, fa il punto sulle proposte per il trasporto pubblico ferroviario: «Ogni viaggio effettuato con i mezzi pubblici, come treni, autobus o tram, sostituisce potenzialmente decine o centinaia di viaggi in auto private, con considerevoli riduzioni delle emissioni di inquinanti nocivi come ossidi di azoto, particolato e anidride carbonica. Un direzione di sviluppo obbligata se si vuole venire a capo dell’ormai atavico problema dell’inquinamento nell’area della Pianura Padana».
«Ma quanto ha investito la Regione Veneto per il servizio ferroviario regionale nel 2023 (ultimi dati disponibili)? Zero. A fronte dei circa 62 milioni di euro dell’Emilia Romagna e gli oltre 118 milioni della Lombardia. E quanto ha investito il Veneto per in materiale rotabile? Appena 6,32 milioni di euro nel 2023, conto i 31 milioni dell’Emilia e i 161 milioni della Lombardia» evidenzia Bertucco.
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«Beninteso, nel migliore dei casi si tratta di gocce nel mare del bisogno. Gli investimenti lombardi rappresentano appena l’1,08% del bilancio regionale e quelli emiliani lo 0,66%. Non a caso il problema dello smog (e delle malattie correlate) è più vivo che mai».
«Ma il dato veneto, fermo allo 0,04% denuncia una amministrazione regionale che non ha mai nemmeno considerato la necessità di un cambio di passo nelle politiche ambientali e della mobilità, limitandosi alla sistemazione di qualche passaggio a livello».
Continua Bertucco, che dal 2022 è assessore al Bilancio del Comune di Verona: «Alcuni esponenti della maggioranza di centrodestra che governa la regione da 30 anni sfoggia le nuove ciclovie regionali ad uso turistico come medaglia di sostenibilità ma i collegamenti rapidi su lunghe distanze hanno bisogno essenzialmente del trasporto pubblico su ferro, che a sua volta richiede della scelte strategiche».
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«Serve quindi una inversione di tendenza per dotare il territorio veneto di una rete ferroviaria di caratura europea, e serve attenzione al territorio veronese che ad oggi è stato escluso da qualsiasi tipo di infrastrutturazione in tal senso. Il famigerato progetto del Sistema ferroviario metropolitano regionale (Sfmr) è stato applicato in parte soltanto nel triangolo tra Padova, Venezia e Treviso, ignorando del tutto Verona e Vicenza».
«Sul finire di questa legislatura e poco prima dell’inizio dell’attuale campagna elettorale sono stati annunciati da parte della maggioranza uscente di centrodestra i progetti dello “spanciamento” della linea ferroviaria Verona-Mantova per portare la ferrovia al Catullo e oltre, fino al lago di Garda. Ma a parte non averci spiegato dove passerà il treno in zona lago, l’unico progetto concretamente finanziario è stato (ancora!) il collegamento di Venezia. L’ennesima promessa, come quelle del 2020, del 2015, del 2010, del 2005…» conclude il candidato di AVS.
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