Alberto Stefani sarà il candidato del centrodestra in Veneto
di Alessandro Bonfante
Dopo una lunga attesa è arrivata l’ufficialità. Sarà Alberto Stefani il candidato del centrodestra in Veneto, guiderà la coalizione composta da Lega (il suo partito), Fratelli d’Italia, Forza Italia e Noi Moderati.
Già un mese fa, alla Festa della Lega di Oppeano, il segretario federale Matteo Salvini aveva lanciato il nome di Stefani – segretario regionale del partito – come candidato da proporre al tavolo del centrodestra. La decisione definitiva per il dopo-Zaia si è però fatta attendere, con un prolungamento delle contrattazioni che ha fatto discutere.
L’intesa per il candidato veneto sarebbe arrivata nel contesto che ha portato alla scelta di Edmondo Cirielli (Fratelli d’Italia) in Campania e del civico Luigi Lobuono in Puglia.
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Classe 1992, Alberto Stefani è deputato dal 2018 ed è stato sindaco di Borgoricco (Padova) dal 2019 al 2024. È un esponente della Lega “salviniana”, talvolta criticata dai leghisti e lighisti della prima ora.
«La coalizione di centrodestra, che ringrazio – ha scritto Stefani sui social –, può contare su una squadra forte, composta da tanti amministratori locali, e pronta a servire la Regione Veneto con responsabilità e coraggio, in continuità con l’ottimo lavoro di Luca Zaia. Il nostro impegno è chiaro: metteremo davanti a tutto, anche alle logiche della politica, le necessità delle persone».
«Trascorrerò la campagna elettorale nell’unico modo che conosco: nelle piazze e nelle periferie dei nostri Comuni, cercando di stringere la mano a quanti più Veneti possibile. Ascolterò tutti, compreso chi non la pensa come me» ha aggiunto.
Gli accordi nel centrodestra
Fratelli d’Italia, presumibilmente, forte degli ultimi risultati elettorali, ha “concesso” il candidato del Veneto alla Lega anche in cambio del prossimo candidato alle regionali in Lombardia, che però saranno a inizio 2028 (ma c’è l’ipotesi di un anticipo all’autunno 2027).
Forza Italia, da parte sua, ha già avanzato richieste sul candidato sindaco di Verona nel 2027, che potrebbe essere Flavio Tosi. Ma anche su questo, i temi sono sicuramente prematuri.
Ora da chiarire quali saranno gli accordi interni al centrodestra sulla spartizione della giunta in caso di vittoria. I rumors delle ultime settimane dicono che Fratelli d’Italia chiederebbe cinque assessori, fra cui il vicepresidente. Alla Lega potrebbero andarne due o tre, ma è da vedere se Forza Italia si accontenterebbe di uno solo. Probabilmente il numero sarà definito anche dal risultato elettorale, quando a pesare saranno le percentuali fra i partiti alleati.
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Il futuro di Zaia
In caso di elezione di Stefani a presidente del Veneto, si aprirebbe lo scenario delle elezioni suppletive per il suo seggio alla Camera dei Deputati. Una delle ipotesi è che il centrodestra possa candidare Luca Zaia per quel posto, per permettergli di proseguire nei palazzi romani il lavoro sull’autonomia differenziata.
Sembra invece ormai sfumata l’ipotesi di un suo subentro al ministero del Turismo, al posto di Daniela Santanché, in difficoltà con questioni di immagine e giudiziarie negli scorsi mesi.
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