Zaia: «La proroga dell’ordinanza sarà in linea con i Dpcm»

Domani sarà presentata la proroga dell'ordinanza regionale «assolutamente in linea con i Dpcm e rispettosa della sicurezza dei cittadini» dice Zaia.

«Innegabile che ci sia molta gente in giro, con la possibilità di uscire di casa. Ci prepariamo al 4 maggio e alla circolazione di molti veneti, un milione e 200 mila persone. Per questo è fondamentale dire ai veneti di non abbassare la guardia» è la premessa del presidente del Veneto Luca Zaia, durante la conferenza stampa quotidiana da Marghera.

Domani sarà presentata la proroga dell’ordinanza regionale «assolutamente in linea con i Dpcm e rispettosa della sicurezza dei cittadini» dice Zaia. «Siamo pronti, nel momento in cui il comitato tecnico-scientifico certifica le aperture. Ora la responsabilità è anche di tutti i cittadini di rispettare le misure di sicurezza».

Rinnovato l’invito a indossare la mascherina nei luoghi comuni e all’aperto. «Anche solo incrociare una persona sulla pista pedonale può alimentare il contagio» ha sottolineato Zaia. «Importante l’igiene delle mani».

Sui trasporti: «da lunedì entriamo tutti in una fase sperimentale, e con tutti intendo le aziende di trasporto pubblico, i governatori e il Governo».

Altri 100mila camici, ha fatto sapere Zaia, sono stati donati dal gruppo Benetton e sono già in distribuzione nelle Ulss del Veneto.

Il caso del commento sugli specializzandi

Gli specializzandi «escono di casa e hanno una vita sociale molto attiva. Sono i soggetti che nel momento in cui si inseriscono nell’ospedale creano maggior pericolo» è la criticata frase di Daniele Donato, direttore sanitario dell’Azienda ospedaliera di Padova, durante un webinar della Società italiana di chirurgia plastica.

Nel video, riporta l’Ansa, Donato afferma che la diffusione del contagio nel personale sanitario sarebbe avvenuta soprattutto «nei momenti di socializzazione al di fuori dell’area assistenziale» tra gli specializzandi: «Quando erano in ospedale e dovevano seguire tutte le misure di barriera erano estremamente precisi e monitorati, ma nel momento in cui si trovavano nella loro sala per mangiare un panino assieme o usare il computer, questi comunque hanno trovato dei momenti di contatto e di comunione che hanno favorito la trasmissione del virus».

«Penso che ci siano tutti i presupposti per fare delle scuse. Gli specializzandi sono colonne portanti, che abbiamo fatto di tutto per coinvolgere nella lotta al virus e da sempre per adeguare le borse di studio» ha commentato Zaia, al quesito di un giornalista sul tema.

«Parole inaccettabili e lesive dell’integrità e della nostra professionalità. Vogliamo scuse pubbliche» è la replica di Mespad Specializzandi Padova.

La conferenza di Zaia

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Posted by Luca Zaia on Saturday, May 2, 2020