Villa Pullè, Sboarina: «Un nuovo polmone verde per Verona»

Inizia il restauro di Villa Pullè nel quartiere di Chievo. L'obiettivo, sotto guida dell'azienda Invimit Spa, è quello di creare una casa per anziani e, al contempo, un grande polmone verde per Verona.

Villa Pullè
Parte il restauro di Villa Pullè nel quartiere di Chievo

Con l’efficacia della Variante 29, può iniziare l’iter per riqualificare la storica dimora del Chievo e gli spazi verdi che la circondano. Un intervento atteso da decenni, che non solo toglierà il compendio dallo stato di abbandono e di degrado in cui versa da molto tempo, ma permetterà di dotare il quartiere di un nuovo polmone verde.

Interno di Villa Pullé

Legata al progetto di recupero vi è infatti la cessione della parte di parco prospiciente la piazza del Chievo, che passa dalla proprietà, la società Invimit Sgr Spa, completamente controllata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, al Comune. Che, a sua volta, cede ad Invimit una quota di area verde più interna, confinante con l’Istituto Alberghiero.

Un doppio vantaggio per il Comune, che oltre a vedere finalmente recuperato e valorizzato un importante compendio nel cuore del Chievo, può dotare il quartiere di un parco pubblico aperto a tutta la cittadinanza, che l’Amministrazione punta a rendere il più vissuto possibile attraverso il parziale abbattimento del muro sulla piazza, a vantaggio anche della sicurezza del parco stesso.

Villa Pullè, lo ricordiamo, si trova da anni in uno stato di abbandono e forte degrado. Anche gli ultimi atti della precedente Amministrazione hanno portato ad un nulla di fatto, tanto che il recupero del complesso viveva solo in qualche annuncio, protocolli e delibere a cui non è stato dato seguito. Poi la svolta, con l’assessore alla Pianificazione Urbanistica, che ha preso in mano la situazione, contattando personalmente l’Inps ed iniziando quel dialogo costruttivo che ha portato all’attuale situazione. Ovvero  il conferimento, già nel 2018, di Villa Pullè al fondo immobiliare Invimit Sgr Spa, che ha scelto l’immobile veronese per un investimento di alto livello.

Villa pullé esterno

Il progetto: Verona è infatti una delle sette città italiane in cui Invimit è impegnata con il progetto pilota del ‘senior housing’, che prevede la realizzazione di residenze per over 65 autosufficienti e di tutti i servizi legati alle esigenze di questa fascia di età, dalla telemedicina alla teleassistenza, dai centri diagnostici alle cure termali. Un mix di servizi che saranno aperti a tutti, a vantaggio quindi del quartiere e dei veronesi, tra cui spazi per famiglie e bambini. L’investimento ipotizzato è di circa 20 milioni di euro a carico di Invimit, che punta a concludere i lavori in meno di tre anni. Oggi sopralluogo del sindaco nell’area e nell’androne dell’edificio, insieme al presidente Invimit Nuccio Altier e agli assessori all’Urbanistica e ai Lavori pubblici.

Il sindaco di Verona Federico Sboarina all’interno della villa

«A breve daremo al Chievo una nuova grande area verde aperta a tutti –ha detto il sindaco-. Nel frattempo, possono partire i lavori per il recupero di Villa Pullè, un immobile di grande valore da troppo tempo abbandonato a cui la mia Amministrazione ha trovato una soluzione in breve tempo, portando a termine tutto l’iter burocratico con grande celerità. Il fatto che Verona sia stata scelta tra poche città italiane per il progetto pilota di Invimit, ne certifica ancora l’attrattività e le grandi potenzialità, riconosciute ormai dai più grandi investitori italiani e non solo»

«L’efficacia della Variante 29 dà il via libera agli interventi in essa contenuti – ha aggiunto l’assessore all’Urbanistica-. Villa Pullè è una di questi, la proprietà ha creduto in questo investimento ed ora è pronta a iniziare il recupero. Un altro tassello che trasformerà in meglio il nostro territorio e la qualità della vita dei cittadini».

«Sarà un modello di eccellenza – ha aggiunto il presidente Invimit Altier-. Siamo felici di realizzarlo a Verona e ringrazio l’Amministrazione per aver scommesso su questo recupero accelerando il più possibile la tabella di marcia. Approvare una variante in meno di un anno non è da tutte le Amministrazioni, per noi che come mission abbiamo l’abbattimento del debito pubblico, i tempi sono fondamentali».

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