Verona verso la “Rete Ready”, fece discutere in campagna elettorale

Nei prossimi giorni a Verona approderà in commissione e in Consiglio Comunale la proposta di delibera per l’adesione anche del Comune di Verona alla Rete Ready. La Rete italiana delle Regioni, Province Autonome ed Enti Locali impegnati per prevenire, contrastare e superare le discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere, anche in chiave intersezionale…

Nei prossimi giorni a Verona approderà in commissione e in Consiglio Comunale la proposta di delibera per l’adesione anche del Comune di Verona alla Rete Ready.

La Rete italiana delle Regioni, Province Autonome ed Enti Locali impegnati per prevenire, contrastare e superare le discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere, anche in chiave intersezionale con gli altri fattori di discriminazione – sesso, disabilità, origine etnica, orientamento religioso, età – riconosciuti dalla Costituzione, dal diritto comunitario e internazionale.

La giunta comunale ha infatti approvato il testo che impegna l’Amministrazione ad attuare politiche di inclusione e volte a contrastare discriminazioni di ogni genere. E che, per volontà dell’Amministrazione stessa, sarà esaminato dal Consiglio comunale.

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L’adesione alla Rete Ready, inserita nel programma della coalizione di Damiano Tommasi in campagna elettorale, fu oggetto di aspre critiche da parte della coalizione a sostegno di Federico Sboarina. In un testo diffuso a pochi giorni dal ballottaggio, le liste alleate dell’ex sindaco scrivevano: «Guardiamo con preoccupazione la proposta contenuta nel programma del candidato sindaco Tommasi, al punto 2.8: ovvero, l’adesione del Comune di Verona alla carta RE.A.DY, dove si impegna a – e citiamo – “promuovere la condivisione e l’interscambio di buone prassi finalizzate alla tutela dei diritti umani e alla promozione di una cultura sociale…”, ma, nella realtà e nelle Amministrazioni locali in cui è già operativa, questa proposta ha uno scopo principalmente diseducativo, ossia promuovere l’ideologia gender all’interno delle strutture educative per i bambini».

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L’assessore alle Pari opportunità Jacopo Buffolo ha spiegato così la decisione di aderire: «Attualmente quasi tutte le grandi città, a prescindere dai colori delle giunte che le amministrano, fanno parte della Rete Ready. Troviamo le amministrazioni delle città vicine Vicenza, Padova, Brescia, Mantova, Trento ma anche Milano, Torino, Roma, Napoli, Bologna e Genova».

«L’adesione di Verona vuole essere una prima risposta concreta alle domande dei tanti e tante che cercano sostegno, ascolto, accoglienza e supporto, e che purtroppo oggi sono più invisibili di altre. L’adesione alla Rete Ready vuole essere un impegno da parte del Comune di Verona a interfacciarsi con le realtà associative presenti in città, per conoscere i bisogni, promuovere e tutelare i diritti delle persone LGBTQIA+ e garantire il rispetto dei principi di non discriminazione nei diversi aspetti della vita sociale, culturale e lavorativa; per informare e sensibilizzare la cittadinanza con iniziative culturali finalizzate a favorire il dialogo tra le differenze».

Jacopo Buffolo
Jacopo Buffolo

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