Verona Sud rinasce grazie al progetto europeo Re-Gen

L’iniziativa rientra tra le attività finanziate da URBACT, programma di Cooperazione Territoriale Europea nato con lo scopo di promuovere uno sviluppo urbano sostenibile. Circa 250mila euro destinati a Verona.

Verona Sud progetto re-gen riqualificazione
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A Palazzo Barbieri è stata posta la prima milestone del network europeo Re-Gen – progetto finanziato da Urbact – che si svolge dal 1° giugno 2023 al 31 dicembre 2025 in nove città europee. In qualità di capofila, la città di Verona, negli ultimi due giorni ha ospitato le delegazioni provenienti dalle città di Milano, Corfù (Grecia), Albacete (Spagna), Vila do Conde (Portogallo), Pola (Croazia), Dobrich (Bulgaria), Daugavpils (Lettonia) e Lezha (Albania) per fare il punto sulle attività svolte per approntare i singoli progetti di rigenerazione urbana e mettere a fattor comune le relative best practice.

All’incontro hanno preso parte tra gli altri l’assessore al Coordinamento Lavori pubblici Tommaso Ferrari, l’assessore alle Politiche giovanili e di partecipazione Jacopo Buffolo e il consigliere comunale con delega alle Politiche Europee Giacomo Cona. Hanno condotto i lavori il coordinatore del progetto Re-Gen Marco Buemi e la Lead Expert Raffaella Lioce. Presente anche Maria Laura Mitra, Project Officer del Segretariato Urbact.

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Il progetto Re-Gen

«Siamo molto felici che Verona sia per la prima volta capofila di un progetto europeo – commenta l’assessore Tommaso Ferrari -. Nel mio lavoro mi occupo in particolare degli spazi pubblici, perché l’Amministrazione è molto interessata a ridisegnarli per renderli più democratici e più aperti alle persone. Storicamente Verona è una città molto focalizzata sul trasporto in auto, e il nostro obiettivo è rideterminare le zone in funzione del tipo di vita che condurranno le nuove generazioni, che immaginiamo più vivibile, soprattutto nella zona Sud della città da sempre considerata problematica e difficile. Pensiamo che questi quartieri siano in realtà tra i più attivi, perché altamente popolati da giovani, e questa di Urbact è una grande opportunità. Quindi vogliamo supportare il progetto e implementare una nuova cultura degli spazi urbani, rendendoli più democratici e adatti ai giovani, che ovunque rappresentano il futuro delle città».

«ll progetto Re-Gen finanziato da Urbact sarà un’opportunità per rafforzare il confronto con le amministrazioni partner – sottolinea l’assessore Jacopo Buffolo – a partire dal Comune di Milano, dove siamo stati la scorsa settimana per discutere con gli assessori di quella città, in particolar modo della vivibilità per i giovani nelle zone più difficili. È un’opportunità per coinvolgere e rendere protagonisti i giovani tra i 10 e i 18 anni dei quartieri Sud della città nel ripensare la relazione con lo spazio urbano e lo sport. Grazie anche alla congiuntura con le prossime Olimpiadi e Paraolimpiadi che saranno organizzate in Italia, a Verona e a Milano, nel febbraio 2026. Questo rende ancora più importante la collaborazione e il confronto con il Comune di Milano nello scambio di buone pratiche e condivisione di progetti che valorizzino le attività per i giovani in ambito sportivo sia strutturato che negli spazi da rigenerare nella nostra città».

«Verona è importante che possa essere driver di questo progetto strategico europeo in cui sono coinvolti nove Paesi e nove città, per sviluppare qualcosa di innovativo e cambiare i panorami urbani e le aree dove vivono i giovani – aggiunge il consigliere Giacomo Cona -. Poter fare questo con i giovani è il valore aggiunto del progetto. Lavoreremo due anni insieme, possiamo connettere le diverse città e le diverse competenze e aumentare le nostre conoscenze. Una grande opportunità per imparare».

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«Voglio solo ricordare l’importanza degli scambi internazionali per Urbact – afferma la Project Officer Urbact Secretariat Maria Laura Mitra – che darà supporto e metodologia per aumentare le capacità dei partner, con il metodo learning by doing. In questo è anche importante il supporto del network».

«Grazie a Urbact IV – spiega il coordinatore del progetto Re-Gen Marco Buemi – programma di cooperazione territoriale europea volto a promuovere lo sviluppo urbano sostenibile, il Comune di Verona capofila del progetto Re-Gen, il Comune di Milano e ad altre otto città di sette Paesi europei partner del progetto, mirano a creare una governance partecipativa con giovani dai 10 ai 18 anni direttamente coinvolti nella trasformazione di aree pubbliche abbandonate in centri di sport urbano, secondo criteri di urbanistica tattica, green e di genere».

Il budget totale stanziato da Urbact per il progetto Re-Gen è di 850mila euro, di cui 200mila destinati a Verona, che beneficerà anche di un contributo del Comune di Verona per un totale di 250mila investiti sul progetto.

Le aree e i soggetti coinvolti

In particolare a Verona le aree prescelte sono in 4^ e 5^ Circoscrizione, in vista di estendere il progetto ad altre zone. Sono aree ritenute idonee per l’alta percentuale di giovani residenti, in particolare giovani stranieri di seconda generazione e per la complessa composizione sociale e conformazione urbanistica che presentano. Si è inoltre scelto di privilegiare aree non “verdi”, come piazza Brodolini e Via Po, e l’area di Santa Teresa e San Giacomo, che sono parchi recenti e insistono in un’area da alta densità di popolazione, aggravata da traffico, in una zona industriale trasformata in zona residenziale senza un vero criterio urbanistico.

Per l’attuazione del progetto saranno coinvolti un istituto superiore e tre scuole secondarie tra i quartieri di Borgo Roma, Golosine e Santa Lucia (già confermate ITES Luigi Einaudi e la Scuola Secondaria di primo grado IC12 A. Manzoni). Studenti e studentesse tra i 10 ed i 18 anni (circa 20 persone per ogni scuola, con un minimo del 50% di genere femminile).

A partire dal gennaio 2024 svolgeranno diversi laboratori tematici, durante l’orario previsto per le attività extracurricolari. Si vuole coinvolgere i giovani, soprattutto le categorie più svantaggiate, nella co-produzione degli spazi per creare una comunità di interessi intorno al parco-hub. Verrà chiesto loro di mappare e riprogettare le zone prescelte e in seguito di costruire alcuni elementi di arredo urbano con materiali di recupero, con il metodo dell’“urbanistica tattica”.

Per far ciò contribuiranno gli stakeholder del territorio, diverse realtà scelte con il criterio di vicinanza e capitanate dalle due Associazioni Nuova Acropoli e Le Fate Onlus, già attive sul progetto. Particolare attenzione verrà data al tema dell’inclusività, si essa sociale, di genere e nei riguardi della disabilità.

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Le fasi del progetto

La prima fase delle attività progettuali sarà dedicata alla mappatura degli spazi disponibili e alla redazione delle specifiche necessità delle singole aree. Un’ulteriore fase di studio permetterà di indagare le necessità e i bisogni dei beneficiari diretti e indiretti in modo da garantire un processo partecipativo bottom-up. Questa fase di co-progettazione includerà tutti gli stakeholder e garantirà il rafforzamento del senso di appartenenza e di responsabilità.

Gli interventi

Gli interventi saranno in primo luogo mirati per rendere più accessibili i parchi esistenti (con anche miglioramento delle infrastrutture per accesso disabili) in modo da garantire la creazione di spazi veramente inclusivi in cui sviluppare attività creative, formative e ricreative, dei laboratori di socialità destinati soprattutto agli studenti delle fasce più giovani. Specifiche attività saranno poi sviluppate insieme agli studenti delle scuole medie superiori, chiamati a identificare le attività sportive di maggior interesse e coinvolgerli direttamente nello sviluppo di un’app che permetta il loro ulteriore coinvolgimento nelle attività e la fruizione combinata degli spazi una volta costruiti. Ogni scuola sarà inoltre direttamente coinvolta nella gestione di un’area pubblica selezionata durante la prima fase di mappatura del territorio. Questo permetterà di creare un forte legame con il territorio.

La finalità dei parchi è di rappresentare un luogo della comunità in cui sviluppare attività ricreative, formative e produttive. Le aree selezionate saranno in seguito gestite attraverso delle partnership partecipative che mirano a coinvolgere tutti gli stakeholder e a realizzare dei modelli gestionali pubblico/privato.

Una volta attivi i parchi sportivi, un comitato di gestione composto da rappresentanti degli stakeholder locali (Urbact Local Group) sarà coinvolto nell’ideazione e nel monitoraggio delle attività. Questo per far sì che una volta attivi, i parchi sportivi vengano anche monitorati e accompagnati i giovani nella condivisione degli spazi, con animazioni gestite dalle associazioni, ma anche dando ai ragazzi e alle scuole la possibilità di essere loro stessi attori dell’organizzazione delle attività.

Tra le attività ricreative, per un maggiore utilizzo dei parchi pubblici sono previsti:

  • corsi di sport (skate, parkour, climbing con trainer professionali);
  • organizzazione tornei;
  • feste ed eventi aperti alla cittadinanza.

All’interno del parco saranno promossi, tra le altre attività, metodi alternativi di trasporto (bici, bici elettriche, monopattini elettrici, etc.) anche in co-sharing e in partnership con quelli cittadini (se esistenti) e percorsi guidati integrati con la città.

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