Verona piange Mario Corso, il mancino di Dio
Aveva 78 anni, l’icona della “Grande Inter”. Artista più che atleta, è stato un centrocampista molto famoso e amato. Fu l’inventore della punizione a “foglia morta” che gli regalò per sempre il soprannome di “piede sinistro di Dio”. L’Inter che lo ha visto protagonista è quella di Helenio Herrera che negli anni Sessanta vinse tre scudetti e due Coppe dei Campioni consecutive.

Quando smise di giocare divenne allenatore lavorando con diverse squadre, tra cui anche l’Inter. Il suo ultimo incarico da professionista è legato all’Hellas Verona nel 1992.
La squadra gialloblu ha espresso il suo cordoglio per la scomparsa di Corso in una nota: «Hellas Verona FC piange la scomparsa di un grande interprete del calcio italiano qual è stato Mario Corso, sulla panchina gialloblù nel finale della stagione 1991/92. Le più sentite condoglianze a famigliari e amici tutti».
«Addio a Mario Corso, un grande Veronese e un mancino fenomenale che ha fatto la storia del calcio». Lo scrive su Facebook il deputato veronese Lorenzo Fontana, vicesegretario federale della Lega.
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