Verona, parte il test del “Controllo di vicinato”
Amministrazione e cittadini insieme attraverso una rete di azioni che portano alla cura condivisa del proprio territorio e ad aumentare il di comunità di ciascuno. Il progetto Controllo di vicinato è pronto per partire. Il lavoro dei mesi scorsi tra Amministrazione, Prefettura, Forze dell’Ordine e Circoscrizioni coinvolte ha portato alla definizione sia del protocollo operativo, che spiega le finalità del progetto e le macroaree di intervento, sia di quello applicativo, una sorta di vademecum che entra invece nel dettaglio di chi fa cosa e indica le modalità di partecipazione.
Un meccanismo che non si sostituisce a nulla di ciò già presente sul territorio ma si aggiunge come ulteriore strumento di vigilanza. Vera peculiarità è la partecipazione dei cittadini, che saranno coinvolti in un sistema di sicurezza urbana dove ogni elemento e ogni attore ha un suo ruolo. Il tutto coordinato dalle Forze di Polizia e dalla Polizia Locale.
La presentazione in 2^ e 3^ Circoscrizione
Il progetto, da oggi riconoscibile attraverso un logo specifico in linea con le diverse iniziative del “Quartiere che vorrei”, sarà presentato questa sera in 3^ Circoscrizione, nella sala parrocchiale San Benedetto in Valdonega (ieri la presentazione in 2^), scelte per l’input dato su tale tematica e per la disponibilità ricevuta.
Assieme all’assessora alla Sicurezza Stefania Zivelonghi agli incontri parteciperà anche il Questore di Verona Roberto Massucci, a dimostrazione della collaborazione alla base della progettualità. Presenti poi i presidenti delle Circoscrizioni 3^ Riccardo Olivieri e 2^ Elisa Dalle Pezze e il comandante della Polizia locale Luigi Altamura.
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«Il Controllo di vicinato mette a terra quanto già previsto dalle linee guida del Ministero degli Interni e che è alla base del Protocollo siglato a febbraio con la Prefettura e le Forze dell’Ordine – afferma l’assessora alla Sicurezza Stefania Zivelonghi -. Si tratta di un meccanismo che si aggiunge come ulteriore strumento di vigilanza ma anche di partecipazione attiva, inserendosi in quell’idea di quartiere che vorrei che la nostra Amministrazione sta portando avanti. Nel lavoro di questi mesi sono stati definiti il protocollo operativo e il vademecum operativo, entrambi saranno oggetto degli incontri in 2^ e 3^ Circoscrizione, individuare per sperimentare il progetto sulla base della disponibilità già ricevuta. La buona riuscita dell’iniziativa dipende dalla partecipazione dei cittadini – ha aggiunto Zivelonghi -. Confido nell’ampia risposta dei cittadini, sarà un ulteriore modo per mettere a fuoco e mettere a sistema il concetto di rete e di collaborazione tra i diversi attori della nostra città».

«Il Controllo di vicinato ha anche la funzione di responsabilizzare i cittadini sui luoghi che abitano – ha detto il presidente della Circoscrizione 3^ Riccardo Olivieri -. Certamente su questi temi c’è l’azione dell’Amministrazione, ma la complessità della società di oggi non può prescindere dalla partecipazione della cittadinanza. Partiamo dal quartiere del Basson dove già in passato si era formato un gruppo di cittadini attivi sul fronte della sicurezza, ciò che fa la differenza è che ora avranno un canale istituzionale di riferimento».
«L’ottica di intervento è quella della sussidiarietà – ha detto la presidente della 2^ Elisa Dalle Pezze -. L’attenzione si concentra particolarmente sui quartieri residenziali, dove a volte mancano punti di aggregazione. L’obiettivo è far riscoprire il senso di comunità, oltre a ridurre il gap tra sicurezza reale e percepita».
«Il compito della Polizia locale sarà di formare i cittadini, spiegare loro i diversi compiti e quali segnalazioni possono fare e quali no – ha aggiunto il comandante della Polizia locale Luigi Altamura -. Si parte con una fase sperimentale di circa sei mesi che si potrà poi estendere in base alle segnalazioni e all’effettiva partecipazione della cittadinanza».
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Il progetto
Di recente è stato siglato un protocollo con al Prefettura che delinea i macro temi e il macro funzionamento dello stesso ma la vera peculiarità del progetto è la partecipazione dei cittadini.

I punti di segnalazione e l’oggetto delle segnalazioni sarà poi indicato nelle istruzioni e in tutte le indicazioni che saranno fornite sul sito ma vedrà due canali principali, uno per i reati rivolti alle forze dell’ordine e uno di cui si occuperà direttamente l’amministrazione attraverso la Polizia locale e i propri uffici che riguarda invece aspetti di allerta su temi di degrado e su temi di percezione della sicurezza su cui intendiamo lavorare. Figura fondamentale in tutto questo è il coordinatore del gruppo, che da un lato terrà i contatti con i cittadini, dall’altro riceverà la formazione e sarà in diretto rapporto con la Polizia locale e con l’assessora alla Sicurezza.
Il progetto sarà realizzato in due macro fasi principali. La prima, un periodo di test di applicazione che vedranno coinvolte due Circoscrizioni su otto, la 2^ e la 3^, individuate sulla base della disponibilità già ricevuta, e una seconda fase che sarà quella applicativa.
Punti cardine del progetto
Controllare e osservare il territorio
È importante guardare ciò che accade intorno a noi per rilevare situazioni anomale, capire se si verificano spesso e imparare a capire gli eventuali segnali che ci dicono che attorno a noi sta accadendo qualcosa di anomalo.
Oggetto delle segnalazioni:
- mezzi di trasporto sospetti,
- potenziali fenomeni di bullismo,
- episodi di spaccio di sostanze stupefacenti,
- significative situazioni di degrado urbano, disagio sociale e di disturbo al riposo delle persone,
- atti vandalici,
- persone in stato confusionale o senza fissa dimora,
- utilizzi indebiti di spazi pubblici,
- malfunzionamenti o interruzioni di servizi pubblici.
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Compiti del coordinatore
Ha un ruolo fondamentale perché è l’anello di congiunzione tra il “gruppo” e le Forze di Polizia e la Polizia locale. Il coordinatore sarà riconosciuto ufficialmente dall’Amministrazione comunale e sarà inserito in un elenco quale referente coordinatore di zona. Dovrà comunicare solo le segnalazioni ritenute importanti, manterrà i contatti con le Forze di Polizia e ala Polizia locale al fine di ricevere informazioni sulle azioni criminali più recenti nella zona o in zone limitrofe, avrà cura di trasmettere le informazioni ricevute utili per la comunità con un semplice passaparola o compilando piccolo messaggi da comunicare nei modi ritenuti opportuni. Dovrà inoltre incoraggiare la vigilanza informale tra i residenti dell’area, mettere insieme piccoli indizi per poterli comunicare se necessario, accogliere i nuovi vicini informandoli e integrandoli nell’attività di controllo di vicinato.
Cosa non fa un gruppo di controllo del vicinato
Non si sostituisce alle Forze di Polizia, che hanno il compito esclusivo di svolgere l’attività di repressione e di ricerca degli autori dei reati. Non devono quindi intervenire in caso di reato, non fa indagini sugli individui, non scheda le persone, non si intromette nella sfera privata altrui.
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