Verona capitale internazionale dell’opera

La città si veste di Lirica con nuove scenografie. Luci e social le novità di quest'anno. Il sindaco Sboarina: «Verona è l'opera, in questo modo lo vediamo ovunque».

Il progetto Verona Capitale Internazionale dell’Opera, titolato da Fondazione Arena di Verona in collaborazione con il Comune di Verona, si propone di rafforzare il ruolo culturale di Verona costruendo un ecosistema diffuso di attività integrate per raccontare il fascino multiforme della tradizione operistica, introducendo una formula innovativa di fruizione della Musica, colta attraverso nuove modalità di utilizzo collettivo dello spazio urbano, in un contesto di valorizzazione del patrimonio storico e culturale cittadino, profondamente riconosciuto in tutto il mondo per una notevole sinergia tra architettura, belle arti, musica e teatro.

Si rinnova con nuovi contenuti il progetto che vede l’installazione delle scenografie areniane nei più importanti luoghi di passaggio della città, per vestirla di lirica e rinsaldarne il legame con l’opera.
Partita l’anno scorso per una valorizzazione turistica della città durante la stagione lirica, quest’anno l’iniziativa diventa “internazionale“, con l’hashtag #inarena davanti ad ogni scenografia e il coinvolgimento di cittadini e turisti attraverso il circuito dei social network.

Il progetto, realizzato dal Comune in collaborazione con Fondazione Arena, è finanziato con l’imposta di soggiorno, da cui è stata stanziata una quota per questo progetto speciale di valorizzazione, studiato con le categorie economiche. Per quest’anno, la cifra impegnata a bilancio è stata di 300 mila euro. Il progetto, che verrà inaugurato il 25 luglio in occasione dell’inizio del Festival Lirico, è stato costruito appositamente per mettere in evidenza la particolare sinergia tra la città di Verona e la sua tradizione operistica, al fine di far vivere a turisti e cittadinanza un nuovo modo di fruire la cultura musicale.

Nuove anche le installazioni posizionate in cinque punti strategici della città: le giganti rose realizzate nel 2007 per il Barbiere di Siviglia abbelliscono corso Porta Nuova e preparano gli spettatori all’esperienza lirica che li attende in arena; dal Trovatore di Franco Zeffirelli (anno 2001), sono prese le imponenti scenografie posizionate a Porta Palio e sul piazzale XXV Aprile davanti alla stazione. La rotonda alla Croce Bianca ospita invece uno dei carretti in scena nell’opera Cavalleria Rusticana, realizzati nel 2006.

Cuore dello spettacolo diffuso è Piazza Bra, foyeir naturale dell’arena, che si trasformerà in un palcoscenico all’aperto grazie a un impianto acustico che, in corrispondenza dei giardini e lungo il Liston, riprodurrà in filodiffusione le più famose arie d’opera dalle 18 alle 20, nei weekend e durante le Prime. La playlist sarà composta da brani della tradizione operistica selezionati da parte di artisti di particolare levatura internazionale, quali ad esempio Placido Domingo, Sonya Yoncheva, Anna Jur’evna Netrebko. La diffusione di arie d’opera in questo contesto nasce dalla volontà di riportare in primo piano il valore della Cultura e della Musica colta al fine di coinvolgere tutti i cittadini e turisti presenti sul luogo in un’esperienza innovativa che avvalorerà non solo il patrimonio operistico della città ma anche il fascino e il pregio monumentale dell’Anfiteatro Arena e del suo foyer circostante. Sempre all’interno della piazza verrà installato un social ledwall che proietterà in diretta le azioni legate all’uso dell’hashtag #inarena da parte dei canali social ufficiali e nei contenuti generati direttamente dagli utenti della community online. A sottolineare la presenza delle imponenti scenografie, quest’anno vi è anche la componente luminosa, con un sistema di illuminazione che, al calar del sole, darà risalto alle opere ma anche ai monumenti e ai luoghi che le ospitano.

Gli obiettivi dell’iniziativa sono stati illustrati questa mattina all’ombra del colossale guerriero del Trovatore a Porta Palio dal sindaco Federico Sboarina, insieme all’assessore ai Tributi Francesca Toffali, al direttore generale della Fondazione Arena Gianfranco De Cesaris con il vice direttore artistico Stefano Trespidi, in rappresentanza del sovrintendente Cecilia Gasdia, e Giuditta Vergo di ashtartcreative.com, società che collabora al progetto.

«Un’idea realizzata l’anno scorso e che ha riscosso molto successo anche tra i veronesi» ha detto il sindaco. «L’obiettivo è che, chiunque si trovi a Verona, senta chiara e forte la percezione dell’opera e del suo festival. Verona è l’opera e in questo modo lo vediamo ovunque. Un percorso emozionale che vuole coinvolgere cittadini e spettatori anche fuori dall’anfiteatro, a cominciare da piazza Bra che diventa il foyer dell’arena stessa. Il progetto quest’anno si arricchisce volutamente di contenuti, per rendere ancora più attrattiva la città e promuovere il territorio a beneficio del settore turistico e dei comparti ad esso legato. Non a caso – aggiunge Sboarina – questa iniziativa nasce proprio in accordo con le categorie economiche, con le quali si è deciso di utilizzare una parte dei proventi dall’imposta di soggiorni per progetti ad hoc».

«Tutte inedite le scenografie di quest’anno, ad eccezione delle grandi rose rosse del Barbiere di Siviglia che abbiamo scelto di posizionare sul Corso Porta Nuova per rendere ancora più bello il viale d’ingresso alla città e che conduce direttamente al teatro areniano» continua l’assessore Toffali. «Per rendere ancora più visibile e internazionale il progetto, puntiamo sugli effetti luminosi e sui social. Il progetto proseguirà anche l’anno prossimo con ulteriori novità ed effetti speciali che lasceranno tutti stupiti, stiamo già lavorando per far sì che si possa sentire il profumo delle grandi rose rosse».

«Verona è la città dell’opera e lo si deve respirare» ha detto De Cesaris. «Questo progetto ribadisce il legame tra Fondazione Arena, il suo festival e la nostra città. Basti pensare che su 2 milioni di spettatori di opera lirica, il 20 per cento passa da Verona per assistere al nostro festival. Questo è un anno particolare, ancora più forte si deve sentire la presenza dell’opera e di ciò che rappresenta per Verona e il suo territorio». «L’opera lirica è nel Dna della città» ha concluso Trespidi. «Grazie a questo progetto lo si percepisce ancora di più. Siamo molto orgogliosi di questa iniziativa che avvicina spettatori e turisti al festival attraverso le emozioni».