Veneto, altro 18enne muore sul lavoro: Vega lancia appello

Tragedia durante l'alternanza scuola-lavoro: Giuliano, appena maggiorenne, viene colpito fatalmente da una lastra di metallo. Tanti gli incidenti simili che, secondo l'Osservatorio sul Lavoro della Regione, si possono evitare aumentando regole e sicurezza.

Mauro Rossato
Mauro Rossato

È morto venerdì pomeriggio a 18 anni Giuliano De Seta, colpito da una lastra di metallo che non gli ha lasciato scampo. Ed è successo nell’ultimo giorno del proprio stage per il progetto di alternanza scuola – lavoro in un’azienda di Noventa di Piave (Venezia). Una giovane vita spezzata da quello che sarebbe dovuto essere il debutto nella propria vita professionale. Una tragedia che amplifica l’allarme già lanciato da Vega, Osservatorio Sicurezza sul Lavoro che, da mesi, denuncia l’emergenza dei morti sul lavoro in Veneto.

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Giuliano De Seta di Ceggia non è il primo studente che perde la vita durante l’alternanza scuola-lavoro: era accaduto a Lorenzo Parelli, deceduto a 18 anni in un incidente avvenuto lo scorso 21 gennaio in un’azienda in provincia di Udine. Un mese dopo, a febbraio, anche Giuseppe Lenoci ha perso la vita: aveva solo 16 anni, stroncato da un incidente stradale a bordo del furgone aziendale.

Vega, nella nota diffusa, si impegna a scrivere la parola “fine” e promuove una disciplina di tutela, una guida sicura per l’alternanza scuola-lavoro. In particolare, l’articolo 5 comma 2 del D.M. 195/2017 dispone che: “E’ di competenza dei dirigenti scolastici delle scuole secondarie di secondo grado l’organizzazione di corsi di formazione in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, rivolti agli studenti inseriti nei percorsi di alternanza e svolti secondo quanto disposto dal D. Lgs. 81/2008 e successive modificazioni. In ogni caso l’azienda ospitante verifica con l’istituto le ore di formazione già erogate allo studente e, se necessario, provvede ad integrare la formazione rispetto ai rischi specifici”.

«Accanto a ogni giovane vittima, si coglie sempre una responsabilità adulta. Coloro che dovrebbero tutelare e accompagnare i giovanissimi nei loro primi passi nel mondo del lavoro devono prestare maggiore attenzione. Per questo, alludere alla fatalità nei casi di infortuni che coinvolgono ragazzi, appare poco serio. Significa solo scrollarsi dalle spalle ogni responsabilità. Basterebbe invece poco: rispettare rigorosamente le regole» commenta Mauro Rossato, Presidente Vega Formazione e Osservatorio Sicurezza sul Lavoro di Vega Engineering.

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