Vale Verona. Grigolini ammonisce Zaia sul DDL Zan: «Non tradisca l’elettorato»

Il vicepresidente di Vale Verona invita il Presidente della Regione Veneto ad approfondire bene il disegno di legge prima di dare la sua approvazione che, per Grigolini, comprometterebbe irrimediabilmente la sua coerenza politica.

Filippo Grigolini, presidente di Famiglia è Futuro e vicepresidente di Vale Verona.
Filippo Grigolini, presidente di Famiglia è Futuro e vicepresidente di Vale Verona.

Tema caldo anche a Verona quello del cosiddetto DDL Zan. Il provvedimento, incagliato in Senato, che prende il nome del relatore PD Alessandro Zan, estende le fattispecie di reato coperte dall’articolo 604 bis del codice penale, introdotto dalla legge Mancino nel 1993: oltre alla punibilità della “propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale etnica e religiosa”, si aggiungono i motivi “fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere o sulla disabilità“.

Il disegno di legge da settimane aspetta di essere incardinato a Palazzo Madama, ma sull’argomento si spaccano le opinioni politiche. A Verona interviene Filippo Grigolini, già candidato sindaco di Verona e ora vicepresidente della neonata associazione poltico-culturale Vale Verona, tenuta a battezzo il 27 febbraio scorso dal consigliere regionale Stefano Vadegamberi.

Grigolini invita il presidente della Regione Veneto ad approfondire bene la questione ed entrare nel merito del DDL prendendone le distanze.

«Ricordiamo tutti quando Zaia firmò il documento a difesa e tutela della famiglia naturale promosso dai tavoli delle associazioni» afferma Filippo Grigolini vice presidente di Verona Vale. «Dichiarare, come si evince, di non aver letto il DDL Zan e sostenere a priori una legge come questa, liberticida nonché, nel merito, fortemente lesiva dei diritti basilari delle persone come la libertà stessa di espressione, al fine di evitare presunte polemiche e compiacere al main stream, sarebbe lesivo del ruolo che ricopre nonché atto di tradimento della fiducia della maggior parte dei veneti che lo hanno votato» ha proseguito Grigolini.

La presentazione di Vale Verona lo scorso 27 febbraio al Liston 12
La presentazione di Vale Verona lo scorso 27 febbraio al Liston 12

«Per questo gli concediamo, da elettori, buona fede: perché se l’avesse letta conoscerebbe le gravi implicazioni penali, dopo l’eventuale approvazione, se dovesse firmare nuovamente un documento dove si dica che la famiglia è quella formata da mamma e papà. O ancora, saprebbe che introduce l’ideologia gender nell’insegnamento delle scuole di ogni ordine e grado, in spregio alla libertà di scelta educativa delle famiglie costituzionalmente garantita. Saprebbe che introduce forzatamente concetti come l’identità di genere, alterando aspetti fondamentali della natura umana e violentando il processo educativo dei bambini. E ancora, saprebbe cosa gli potrebbe accadere se esprimesse un’opinione personale percepita come lesiva del pensiero altrui. ” ha proseguito Filippo Grigolini.

«Consigliamo quindi al presidente di approfondire la lettura del DDL e di ribadire ciò che ha sempre sostenuto: la difesa della libertà delle persone e dei diritti di tutti, consapevole, come senz’altro è, che omosessuali e transgender sono già giustamente ed egualmente tutelati dalla legge, come persone, rispetto a tutti gli italiani contro ogni tipo di violenza». ha concluso Grigolini.

Sul tema interviene anche la Buona Destra

Su questo punto si esprime anche il movimento della Buona Destra, coordinato a Verona da Massimiliano Urbano.

«L’articolo 3 della nostra Costituzione è moderno e sancisce un principio fondamentale in un Paese democratico. Purtroppo, ancora oggi, le discriminazioni e le violenze nei confronti delle persone LGBTQ si concretizzano con una certa frequenza soprattutto in discorsi d’odio, lesioni, violenze private, atti di bullismo e stalking. I casi di omofobia conclamata riguardano certamente una minoranza (e probabilmente sono solo la punta dell’iceberg), ma in un Paese democratico le minoranze vanno difese: il pieno riconoscimento del diritto al rispetto della propria identità sessuale e di genere – senza che da esso derivi un’ingiustificata emarginazione sociale o una lesione della propria libertà, sicurezza e integrità fisica – appare dunque necessario e non ulteriormente procrastinabile».

Massimiliano Urbano - Coordinatore de La Buona Destra Verona
Massimiliano Urbano – Coordinatore Buona Destra Verona

«Per questi motivi riteniamo che l’ennesimo rinvio all’approvazione del DDL Zan, questione più che mai attuale anche alla luce del dibattito che da settimane anima l’opinione pubblica, debba essere risolto in tempi brevi. Una legge che garantisce diritti e tutele a una minoranza dei cittadini, non lede quelli della maggioranza. Chi si oppone al DDL Zan sostiene che con questa legge si vogliano in qualche modo “punire le idee”, limitando di fatto la libertà di opinione e di scelta: in realtà l’articolo 4 del ddl specifica che “sono fatte salve la libera espressione di convincimenti e opinioni nonché le condotte legittime riconducibili al pluralismo delle idee o alla libertà delle scelte, purché non idonee a determinare il concreto pericolo del compimento di atti discriminatori o violenti”. – conclude Massimiliano Urbano – Nessun bavaglio alla libertà di espressione, dunque, ma un inasprimento della pena per chi incita a commettere o commette violenza per motivi fondati sull’orientamento sessuale e le disabilità, oltre a quelli già previsti dalla legge Mancino del 1993 (che faceva riferimento specificamente a quelli razziali, etnici e religiosi)».

Il comitato Buona Destra di Verona,  ribadisce dunque l’importanza di una politica antidiscriminatoria, che garantisca diritti e tutele – anche ad hoc, se necessario – a tutti i cittadini, in eguale misura.

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