Una passeggiata nella storia alla West Star di Affi

Tanta era l'attesa per la visita alla West Star di Affi e, al termine delle due Giornate del Fai in Provincia di Verona, il risultato è più che un successo. Più di 2000 i visitatori al giorno tra sabato 25 e domenica 26 marzo, che hanno partecipato con entusiasmo e grande aspettativa, facendo raggiungere al…

Tanta era l’attesa per la visita alla West Star di Affi e, al termine delle due Giornate del Fai in Provincia di Verona, il risultato è più che un successo. Più di 2000 i visitatori al giorno tra sabato 25 e domenica 26 marzo, che hanno partecipato con entusiasmo e grande aspettativa, facendo raggiungere al sito il primato italiano per numero richieste.

Guidati dalle giovani guide Fai, i tour sono partiti con un giro nel parco della Villa Poggi. Dopo una breve spiegazione relativa all’antico tratto ferroviario della Verona – Caprino presente alla fine del 1800, poi incrementato anche con la stazione di Garda che permetteva l’arrivo direttamente sul Lago, la prima scoperta è proprio per la grande locomotiva presente che richiama le antiche macchine che percorrevano quel tratto.

Entrati nel giardino della Villa, il cui corpo centrale risale al 1400, una breve passeggiata nello stile all’inglese, progettato dalla famiglia Poggi, commercianti di baccalà e bachi da seta, a partire dal 1876. Uno stile romantico e pittoresco, che ha portato alla costruzione di un ponticello, una serra, una voliera e un tempietto, con molti corsi d’acqua. Tanti gli elementi di riuso all’interno del giardino, tra cui antichi elementi di monumenti del passato presenti nelle piazze di Affi e di Rivoli.

Anche la stazione risulta inglobata all’interno del Parco, nel quale sono inseriti anche alberi presenti nel registro nazionale per la loro importanza.

Dopo una seconda breve passeggiata, al di fuori della Villa e avvicinandosi alle montagne che circondano Affi, il percorso ha poi condotto verso l’obiettivo speciale della visita: la West Star. Un bunker di 978 metri, scavato proprio all’interno della roccia, al cui centro è presente anche una piccola cittadella, una serie di corridoi che allora ospitavano i dormitori, gli uffici, le mense e la cucina, oggi tuttavia non raggiungibile alle visite perché ancora non accessibile. Costruito a cavallo tra il 1959 e il 1965, il bunker entra il funzione l’anno successivo in mano alle Forze Terrestri Alleate Sud Europa, la frazione di cui faceva parte anche Verona, della Nato, in guerra fredda con l’Unione Sovietica e i paesi del Patto di Varsavia. Un centro operativo di controllo e di eventuale emergenza, in prevenzione al momento di grande tensione politica dell’epoca.

La struttura venne poi chiusa nel 2006, diventando proprietà solo italiana. Nel 2018 la proprietà è passato in mano al Comune di Affi, il cui obiettivo è in futuro di trasformarlo in un museo sulla Guerra Fredda, un progetto ancora tutto in itinere, in particolare per la sistemazione della parte centrale.

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