Turismo delle radici, nuovi finanziamenti dalle Regione

Un ordine del giorno, a firma del consigliere regionale Alberto Bozza, impegna la giunta ad utilizzare parte degli 800 mila euro stanziati con il Bilancio 2024-2026 per il turismo delle radici e i nuovi distretti del cibo.

Alberto Bozza
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Il Consiglio regionale, durante la sessione di Bilancio, ha accolto due Ordini del Giorno del consigliere regionale di Forza Italia Alberto Bozza nell’ambito delle politiche di marketing territoriale. Gli Odg impegnano la giunta ad utilizzare parte degli 800 mila euro stanziati con il Bilancio 2024-2026 per il marketing pubblico territoriale, per valorizzare la recente legge sui distretti del cibo (l.r. 20 del 4/08/2023), che porta la firma dello stesso Bozza, e per sviluppare il cosiddetto “turismo delle radici”, cioè dei discendenti di emigranti veneti, anche alla luce dei 200 mila euro che il Ministero degli Affari Esteri, in ambito PNRR, ha stanziato per ciascun ambito regionale.

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Bozza spiega che «le due iniziative, seppur da prospettive diverse, hanno lo stesso obiettivo, cioè quello di promuovere un turismo legato all’identità veneta». “Il turismo delle radici – sottolinea Bozza – si riferisce a un target specifico, quello delle tantissime persone nel mondo che sono di origine veneta e che possono riscoprire attraverso iniziative, percorsi, manifestazioni storiche e culturali la terra dei loro padri, nonni, avi. Il 2024 sarà l’anno delle radici italiane e credo questa sia un’occasione per creare e sviluppare un nuovo canale di offerta turistica».

Quanto ai distretti del cibo, Bozza ricorda che la sua recente legge, approvata pochi mesi fa, «ha definito e disciplinato la nuova realtà dei distretti del cibo, più complessa e attuale rispetto ai vecchi distretti agro-alimentari, che erano alleanze limitate al comparto agricolo produttivo. I distretti del cibo ampliano la sinergia anche ai settori collegati: da quello commerciale e distributivo a quello del marketing territoriale e turistico, passando per l’enogastronomia, la ristorazione, la sostenibilità ambientale e sicurezza alimentare. La filiera che sta dietro alla valorizzazione di un prodotto tipico è talmente ampia che occorre unire le forze e uscire dalla logica delle piccole-grandi gelosie, solo così oggi possiamo promuovere concretamente un territorio e creare eccellenza e identità. Per questo è fondamentale che la Regione si sia impegnata in termini di bilancio a finanziare e dare impulso alla mia legge».