Truffe in città, si fingono sordomuti per raccogliere fondi

La polizia, grazie all'aiuto di un negoziante, ha intercettato in centro città due giovani, rispettivamente una ragazza di 18 anni e un ragazzo di 17, che si fingevano sordomuti per avvicinare i passanti e chiedere loro delle offerte in denaro a sostegno di associazioni benefiche.

Altri tentativi di truffa sono stati accertati dai poliziotti della Questura di Verona. Le modalità sono sempre le stesse: i malintenzionati avvicinano passanti e turisti nelle vie del centro e chiedono offerte a favore di presunte associazioni benefiche che, a dire dei truffatori stessi, si occupano di raccogliere fondi per la costruzione di centri internazionali dedicati all’assistenza di non udenti, disabili e bambini poveri.

Il modulo che utilizzano, in lingua italiana e inglese, prevede la compilazione di alcune colonne con l’indicazione dell’importo della donazione, della città, del codice di avviamento postale e della firma e riporta il marchio di una fantomatica associazione chiamata “Handicap International”.

La truffa era già stata segnalata ad inizio agosto dagli agenti delle Volanti che avevano lanciato l’allarme e invitato cittadini ed esercenti a contattare il 113 nel caso in cui si fossero imbattuti in situazioni di questo genere. Questa volta, è stato proprio grazie alla collaborazione di un negoziante che i poliziotti sono riusciti ad intervenire in tempo e ad intercettare i due cittadini di origine romena che, il 1 settembre, si aggiravano in via Mazzini molestando i passanti nel tentativo di raccogliere denaro. Entrambi giovanissimi – una di 18, l’altro di 17 anni si fingevano sordomuti per destare pietà nelle potenziali vittime: una tattica che, molto spesso, sortisce l’effetto sperato. I poliziotti di quartiere hanno, infatti, trovato, in questo caso, alcune decine di euro nelle tasche dei truffatori, somma molto probabilmente sottratta a gente di buon cuore che, di fronte ad una richiesta di donazione, non ha saputo dire “no”. Oltre ai soldi, gli agenti hanno sequestrato anche l’ormai noto foglio di raccolta firme.

La Questura di Verona invita, quindi, a mantenere alta l’attenzione nei confronti di questo tipo di truffa e sollecita, ancora una volta, i negozianti a segnalare al 113 i soggetti sospetti.