Traini resta in carcere, ma tra i detenuti comuni
Respinta la richiesta degli arresti domiciliari per Luca Traini, in carcere per la sparatoria del 3 febbraio 2018 a Macerata. Secondo la Corte d’Assise è ancora pericoloso. «Vorrei che fosse trattato come gli altri», dice invece il suo avvocato.
Resterà in carcere Luca Traini, condannato a 12 anni di reclusione, con l’aggravante dell’odio razziale, per il raid a colpi di pistola il 3 febbraio 2018 a Macerata. La Corte d’assise di Macerata ha respinto, in quanto inammissibile per un difetto di notifica a una delle parti offese, l’istanza della difesa di concessione degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico.
Nel provvedimento, però, i giudici si esprimono sul persistente pericolo che Traini possa reiterare il reato qualora fosse “libero” di muoversi. Intanto, però, riferisce il difensore, l’avvocato Giancarlo Giulianelli, è stato trasferito dalla sezione filtro a quella dei detenuti comuni del carcere anconetano di Montacuto. «Traini – dice il legale – ora si trova insieme agli altri detenuti, anche di colore, perché il dap (Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria) ha valutato che il pericolo di aggressione evidentemente non c’è più».
«Vorrei che fosse trattato come gli altri», aggiunge l’avvocato, che riproporrà l’istanza per i domiciliari oltre a impugnare la sentenza di condanna. (Ansa)
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