Traguardi e Azione: «Generali su Cattolica? Tutto come previsto»
«E alla fine, come previsto, Generali si è mangiata Cattolica, “sic transit gloria mundi” verrebbe da dire». E’ questo il commento a caldo di Tommaso Ferrari, consigliere comunale di Verona, espressione del Movimento civico Traguardi, sulla notizia del giorno, ovvero sull’offerta di pubblico acquisto volontaria totalitaria di Generali nei confronti di Cattolica Assicurazioni.
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«Mentre la governance che ha gestito la compagnia cittadina negli ultimi 15 anni si ritira proclamando, con una certa sfacciataggine, trionfi e successi che nessun altro vede, il più grande gruppo assicurativo del paese ha formalizzato la volontà di acquisire il 100% di Cattolica con l’obbiettivo del delisting. – prosegue Ferrari – L’acquisizione in sé non sarebbe un problema, se non fosse avvenuta in un contesto di debolezza per Cattolica frutto di una gestione dove, come rilevato da IVASS , “il Consiglio di Amministrazione è sostanzialmente venuto meno alle proprie prerogative di indirizzo, gestione e controllo”. Ennesimo segnale del fallimento di un’intera classe dirigente cittadina».
«Con l’addio a Cattolica, Verona non perde solo un simbolo e un pezzo della sua storia, ma un’istituzione finanziaria che in passato ha contribuito moltissimo alla crescita della città. – conclude il consigliere comunale di Traguardi, ieri impegnato in un evento di lancio in vista delle elezioni 2022 – Una pagina amara per tutti i cittadini e gli azionisti, che dopo anni passati a subire i proclami sulla “veronesità”, oggi vedono liquidato in pochi giorni oltre un secolo di investimenti da parte della città».
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Azione Verona: «purtroppo tutto come previsto»
«Come Azione Verona siamo stati, purtroppo, facili preveggenti: dopo averla “salvata” con un aumento di capitale lampo, ora Generali lancia un OPA totalitaria sul capitale di Assicurazioni Cattolica. – afferma il coordinatore Marco Wallner – Se tutto andrà come previsto, e le probabilità sono altissime, Cattolica non sarà più quotata alla Borsa di Milano e verrà integrata nel Gruppo Triestino: il marchio Cattolica rimarrà, forse, per qualche anno, ma la storia di queste operazioni insegna che poi verrà archiviato anche quello».
«Generali è circa 20 volte più grande di Cattolica: inutile farsi illusioni su quanto la componente veronese conterà nel nuovo Gruppo. – prosegue sarcasticamente Wallner – Verona perde un altro importante asset cittadino, a causa della miopia, del provincialismo e della scarsa visione che purtroppo da anni affliggono la nostra città».
«Non tutto è perduto, abbiamo ancora qualche freccia al nostro arco (AGSM, Fiera, Aeroporto…), ma ci vuole visione strategica e managerialità, altrimenti a breve ci troveremo a fare ancora lo stesso discorso. Il tempo scorre inesorabile…».
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