Traffici di droga e false fatture: tre arresti a Verona

Sarebbero tre calabresi residenti a Verona i fornitori di droga a capo di un’organizzazione specializzata in false fatturazioni e traffico di stupefacenti. Sedici le persone arrestate in Veneto.

Avevano un modus operandi brillante i tre calabresi residenti a Verona arrestati nell’ambito dell’inchiesta “Fiore reciso” concentrata sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta in Veneto: parlavano di “spritz”, “fatture”, “aperitivi”, ma in realtà stavano organizzando scambi di droga.

Sono Antonio Giardino, imprenditore di 49 anni, Pasquale Pullano, operaio di 41 anni di San Martino Buon Albergo e Giuseppe Cozza, operaio di 43 anni di Bovolone. I tre uomini, oltre ad aver escogitato un linguaggio in codice per parlare dei loro traffici illeciti, si servivano di uno scanner per intercettare le conversazioni delle forze dell’ordine.

L’inchiesta ha portato alla luce una vera e propria organizzazione, composta da 16 persone, specializzata in false fatturazioni che, non solo consentivano ai tre di spostare grandi quantità di denaro, ma anche sostenere un giro di spaccio di sostanze stupefacenti. I sedici, (sette in carcere, tra cui Pullano e Cozza, e nove ai domiciliari, tra cui Giardino) sono stati arrestati tutti in Veneto e i tre residenti a Verona sarebbero i fornitori di droga.