Tosi a Sboarina: “L’Ikea alla Marangona”

“L’Ikea si deve fare alla Marangona”. Queste le parole di Flavio Tosi che torna ad attaccare l’amministrazione Sboarina in merito all’insediamento del centro commerciale svedese a Verona. Lunedì sera la Quarta circoscrizione, con un ordine del giorno presentato dalla Lista Tosi e votato dalla maggioranza, ha chiesto di attuare il progetto originario per Ikea; una soluzione che, secondo l’ex sindaco, porterebbe vantaggi sia alla città che al comparto del mobile del Basso veronese.

Nuove scintille sul caso Ikea. Questa volta a smuovere le acque sulla vicenda dell’insediamento del colosso dei mobili svedesi a Verona è l’ex sindaco di Verona, Flavio Tosi. Lunedì sera, infatti, la Quarta circoscrizione, con un ordine del giorno presentato dalla Lista Tosi e votato dalla maggioranza, ha chiesto all’amministrazione Sboarina di “procedere all’attuazione del progetto originario di edificazione di Ikea alla Marangona”.

“Sboarina non ha più alibi. Anche il territorio interessato, cioè la Marangona, vuole Ikea”. Così ha dichiarato Flavio Tosi insieme ai consiglieri della Lista Tosi Francesco Centon, Patrizia Zanetti e Stefano Graziani. Un ritorno al progetto originario sarebbe la soluzione auspicata dall’ex sindaco che, nell’ordine del giorno, spiega i vantaggi che Verona rischierebbe di perdere “mandando via Ikea”, tra cui anche i fondi per la variante alla statale 12, il cui progetto proposto da Anas ha ricevuto proprio in questi giorni l’ok dai parlamentini sud e ovest. Stando a quanto scritto nell’odg, infatti, sarebbero solo 1,5 i milioni stanziati dall’amministrazione pubblica a fronte dei 135 milioni necessari per realizzare l’opera: una mancanza a cui potrebbe sopperire tranquillamente Ikea.

“Per colpa dell’attuale sindaco – dice Tosi – Verona rischia di perdere un treno importante per il suo sviluppo. La Marangona è un’area perfetta dal punto di vista logistico e Ikea porterebbe mille nuovi posti di lavoro e, con il 50 per cento di commissioni ai nostri mobilifici, un indotto di sicuro aiuto al comparto del mobile del Basso veronese, molto provato da anni di crisi”.