Tosi promette «Verona a misura delle persone con disabilità»
Il candidato sindaco Flavio Tosi oggi ha illustrato il suo programma in tema di disabilità, scritto con esperti del terzo settore: «In Comune ci sarà un disability manager con deleghe e poteri. Farà da collante tra associazioni e la Giunta. All’ex Seminario di San Massimo realizzeremo un centro sportivo di eccellenza per atleti olimpici e paralimpici, aperto alle persone con disabilità che vogliano usufruirne per lo sport non agonistico. Poi interventi su strade, scuole e impianti sportivi, parcheggi e riapertura dei bagni pubblici».
«Una battaglia di civiltà è realizzare una città a misura delle persone che vivono una disabilità, agendo concretamente per non farle sentire diverse, quindi rimuovendo quegli ostacoli che ancora oggi ci sono e creando nuove opportunità». Lo ha detto Tosi questa mattina durante una conferenza stampa in piazza Corrubbio, a San Zeno, illustrando le sue proposte assieme ai candidati al Consiglio comunale Federico Martinelli (Lista Tosi), Massimo Godi (Fare con Flavio Tosi) e Chicco Guidotti (Lista Tosi).
Tosi ha detto: «Istituiremo la figura del disability manager, un professionista all’interno dell’amministrazione comunale che si occuperà specificamente di questa tematica, confrontandosi quotidianamente con gli assessorati preposti (Lavori Pubblici, Strade, Giardini, Sociale, Sport) e formulando delle proposte che siano in grado di intercettare i tanti fondi europei, statali e regionali che ci sono in materia di politiche della disabilità».
«La seconda proposta – ha detto Tosi – è creare nella vasta area dell’ex seminario di San Massimo un centro sportivo di eccellenza per discipline olimpiche e paralimpiche, aperto nella quotidianità anche ai diversamente abili che vogliano usufruirne per fare sport non agonistico. La location è perfetta sul piano logistico, c’è lo spazio per i parcheggi, gli svincoli, e il progetto avrebbe il finanziamento del Credito Sportivo, sempre molto attento a investire su queste iniziative».
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Federico Martinelli, attivo da anni nel mondo culturale e sportivo legato anche alla disabilità, ha spiegato le funzioni del disability manager: «Sarà il collante tra città e amministrazione comunale. Oggi con le nuove tecnologie abbiamo la possibilità di rimuovere tutte le barriere architettoniche, sulla strada e anche negli impianti sportivi».
«Il programma di Tosi è concreto e si rivolge alle tante associazioni e onlus, per avvicinare il Palazzo al territorio, in questi ultimi anni infatti si è creata troppa distanza. Per esempio gli atleti del nuoto paralimpico che hanno portato diverse medaglie agli ultimi Giochi devono pagarsi le corsie della piscina per allenarsi. È necessaria una sensibilità diversa per creare una Verona dell’inclusione: dalle grandi proposte alle piccole cose che piccole non sono, penso alla disastrata situazione di strade e marciapiedi oggi a Verona, al problemi parcheggi, tutti disagi per chi vive una disabilità».
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Chicco Guidotti, presidente dell’associazione degli ex giocatori dell’Hellas Verona, ha detto che «il progetto Tosi del centro di eccellenza olimpico e paralimpico all’ex seminario di San Massimo è un’opportunità straordinaria. Ma il programma prevede interventi mirati per la quotidianità, penso alle scuole, molte ancora hanno strutture e palestre ferme agli anni 60-70, non a misura delle persone con disabilità. Nel breve faremo una mappatura delle nostre scuole e degli impianti sportivi. A Verona tra quattro anni ci sarà l’inaugurazione dei Giochi paralimpici, sarebbe un affronto incredibile presentarsi con strutture e impianti inadeguati».
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Massimo Godi ha concluso: «Verona per conformazione storica e urbanistica chiaramente è una città con tante complessità che non rendono agevole la vita a una persona disabile. Tuttavia con un’accurata manutenzione delle strade e dei marciapiedi avremmo già risolto una parte dei problemi. Poi ce ne sono altri ai quali in questi anni non si è minimamente pensato: per esempio molte persone disabili lamentano l’assenza di toilette pubbliche, oggi chiuse o inaccessibili. Poi ci sono degli adeguamenti strutturali da realizzare: penso ai parchi, impianti sportivi, Palasport e stadio, oggi tutti luoghi di difficile e limitato accesso per le persone con disabilità».
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