Tornano a salire i contagi: in Veneto +179 in 24 ore

Si alza la curva dei contagi da coronavirus nella nostra Regione: in Veneto sono 179 i nuovi casi registrati in sole 24 ore. Nel Veronese, invece, sono 19 i nuovi positivi rispetto a ieri, per un totale di 368. Ricoverate in area non critica 13 pazienti, mentre altri 4 si trovano in terapia intensiva. Nel frattempo i laboratori Sanofi e Gsk hanno rilasciato indiscrezioni sul prezzo del futuro vaccino, che dovrebbe costare meno di 10 euro per dose.

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Crescono di 179 nuovi casi i contagi da Coronavirus in Veneto nelle ultime 24 ore, confermando il trend degli ultimi giorni; il totale da inizio pandemia è a 23.944 casi. Lo riporta il bollettino regionale.

Rallenta l’aumento degli attuali positivi, +62 da ieri e in totale 2.939, mentre non vi sono nuovi decessi (totale 2.130). Scendono le persone in isolamento fiduciario, che sono 7.792 (-513), delle quali 144 (-61) sono positive. Stabili i ricoveri in ospedale, che sono 151 (+1) di cui 79 (0) sono positivi; risalgono invece le terapie intensive che accolgono 16 pazienti, 3 in più, che rientrano nei 12 casi positivi.

Per quanto riguarda Verona i nuovi positivi sono 19, per un totale di 368 persone attualmente contagiate, tra cui anche le 31 risultate positive al rientro dalle vacanze. Le persone ricoverate sono 17, di cui 13 in area non critica e 4 in terapia intensiva.

Positivo al tampone anche il candidato presidente del centrosinistra per la Regione Veneto, Arturo Lorenzoni, che oggi ha avuto un malore in diretta Facebook mentre era in collegamento con il ministro Boccia e il candidato sindaco di Venezia, Pierpaolo Baretta.

In aumento la curva epidemica

A dirlo sono gli esperti, in particolare Alessandro Vergallo, presidente nazionale di Aaroi-Emac (Associazione anestesisti rianimatori ospedalieri italiani), che ha anche confermato come l’intensità della malattia non sia calata rispetto a marzo: «La curva epidemica si sta alzando, e così anche il numero di persone ricoverate in terapia intensiva. E i malati di Covid-19 che vengono ricoverati in questi reparti non sono meno gravi di quelli arrivati a marzo o aprile – spiega Vergallo – Non ci convince quanto detto da alcuni in questi mesi che il virus sia diventato meno aggressivo. Per fortuna siamo lontani dal livello di allarme rosso dei mesi di marzo e aprile, grazie – rileva – al contenimento sociale».

Vaccino a meno di dieci euro per dose

Intanto, arrivano ulteriori indicazioni sul vaccino, che dovrebbe essere distribuito già a medici e anziani intorno a novembre. Il costo del futuro farmaco sviluppato dai laboratori Sanofi e Gsk contro il Covid-19 «non è ancora del tutto definito ma sarà inferiore a dieci euro» per dose: lo ha affermato Olivier Bogillot, presidente da Sanofi France, su France Inter.

Parlando del prezzo di circa 2,50 euro a dose annunciato dal concorrente anglo-svedese AstraZeneca, Bogillot ha spiegato la differenza dal fatto che Sanofi utilizza tutte le sue risorse “internamente” mentre AstraZeneca a suo dire «ha esternalizzato molto la produzione».

«I francesi e gli europei avranno il vaccino Sanofi contemporaneamente ai pazienti americani», ha detto. «Abbiamo firmato durante l’estate con gli americani, la stessa settimana con gli europei e con gli inglesi», ha sintetizzato: gli Stati Uniti avranno circa 100 milioni di dosi, gli europei 300 milioni e la Gran Bretagna 60 milioni.