Torna il corpo di ballo di Fondazione Arena, in condivisione con Venezia e Trieste

I sindacati si dicono soddisfatti in merito alle dichiarazioni del Ministro Sangiuliano e del Sottosegretario alla Cultura Mazzi circa l’intenzione di inserire nel nuovo Codice dello Spettacolo la creazione di un Corpo di Ballo stabile per le Fondazione di Verona, Venezia e Trieste.

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Foto d'archivio
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«Abbiamo preso atto delle dichiarazioni del Ministro Sangiuliano e del Sottosegretario alla Cultura Mazzi circa l’intenzione di inserire nel nuovo Codice dello Spettacolo la creazione di un Corpo di Ballo stabile per le Fondazione di Verona, Venezia e Trieste e di un altro per quelle di Firenze e Bologna». Comincia così la nota delle segreterie territoriali di SLC CGIL, FISTEL CISL, UILCOM UIL e FIALS CISAL in merito all’ipotesi, avanzata dal sottosegretario veronese alla cultura Gianmarco Mazzi, e poi confermata dal Ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano.

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«A seguito di questa decisione, che riteniamo positiva anche se avremmo apprezzato più coraggio dotando ogni Fondazione Lirico Sinfonica di un proprio Corpo di Ballo, ci preme segnalare che la soluzione proposta dal Ministro e dal Sottosegretario ricalca quanto avevamo proposto nel 2016 per evitare il licenziamento del Corpo di Ballo della Fondazione Arena di Verona. All’epoca avevamo infatti contattato i Sovrintendenti delle Fondazioni di Verona, Venezia e Trieste, il Direttore Generale dello Spettacolo e il Commissario straordinario del Governo di allora, proponendo la creazione di un Corpo di Ballo “regionale” con attività per tutto il Nord Est comprendendo anche la regione del Trentino-Alto Adige. All’epoca il nostro progetto rimase inascoltato e di conseguenza l’intero Corpo di Ballo di Fondazione Arena di Verona venne licenziato».

«Oggi siamo quindi positivamente sorpresi nell’apprendere che a distanza di alcuni anni la linea indicata dal Ministero della Cultura ricalchi esattamente il progetto proposto invano dalle segreterie territoriali di SLC CGIL, FISTEL CISL, UILCOM UIL e FIALS CISAL. Auspichiamo che tali propositi non restino parole vuote ma siano quanto prima operativi, gestiti con serietà e competenza che l’arte della danza merita, soprattutto nel contesto veronese che vanta trascorsi di fama mondiale e che ancora oggi rappresenta una ferita non ancora rimarginata. Aspettiamo quindi con impazienza che ci venga quanto prima presentato il progetto dettagliato di questa importante novità che finalmente potrà ridare dignità al settore e soprattutto garantirà maggiori tutele alle lavoratrici e ai lavoratori come più volte auspicato da SLC CGIL, FISTEL CISL, UILCOM UIL e FIALS CISAL».

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