Tocatì in Marocco per il Registro Unesco, intanto arriva l’aiuto dal Comune
In questi giorni i rappresentanti del Festival Tocatì e dell’Associazione giochi antichi (Aga) di Verona sono a Rabat, in Marocco, alla 17esima sessione del comitato Unesco per la salvaguardia dei patrimoni culturali intangibili. Sta infatti arrivando al termine il percorso di candidatura al Registro delle buone pratiche Unesco per la salvaguardia del patrimonio immateriale.
«In questi giorni stiamo lavorando fianco a fianco con il nostro Ministero della cultura e i corrispettivi di Belgio, Cipro, Croazia, Francia e le ONG di questa candidatura multinazionale per salvaguardare il gioco e lo sport tradizionale e riconoscere il Programma Tocatì come modello ispirativo per tutte le realtà internazionali che vorranno intraprendere lo stesso percorso riguardo i patrimoni culturali immateriali Unesco» fanno sapere gli organizzatori del Tocatì.
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L’aiuto dal Comune per l’edizione 2022
A copertura dei costi straordinari sostenuti per l’edizione 2022 del Tocatì, il Festival internazionale dei giochi in strada, la Giunta del Comune di Verona ha approvato il riconoscimento di un nuovo finanziamento di 55mila euro, che si aggiunge ai 90mila euro già erogati dal Comune a luglio di quest’anno. Costi straordinari, dovuti all’aumento dei prezzi dell’ultimo anno, e difficoltà nel reperire nuovi sponsor avevano infatti messo in difficoltà le casse del festival.
La decisione arriva a pochi giorni che separano dall’esito finale sulla candidatura del Tocatì al Registro delle Buone Pratiche UNESCO per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale, che si attende per domani, giovedì 1 dicembre durante la diciassettesima sessione del Comitato intergovernativo per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale in corso a Rabat.
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«Con questa scelta l’Amministrazione intende confermare in modo tangibile il proprio sostegno a Tocatì e alle progettualità culturali dell’Associazione Giochi Antichi» afferma l’assessora ai Rapporti con l’UNESCO Marta Ugolini. «Si tratta di un contributo straordinario volto a far fronte all’imprevisto ritiro di alcuni sponsor e al venir meno di un contributo ministeriale, rivolto ad una progettualità di rilievo culturale significativo nell’ambito del patrimonio immateriale dei giochi e degli sport tradizionali. Ma Tocatì ha rilievo anche nel dialogo rispettoso che il festival sa instaurare con lo spazio monumentale del centro di Verona, dichiarato dal 2000, assieme alla cinta muraria magistrale, sito patrimonio mondiale UNESCO. E infine, il numero e la qualità dei volontari che Tocatì sa mettere in gioco rappresentano un altro patrimonio, di carattere sociale, che ha ricadute positive sulla città».
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