Ticket d’ingresso per i turisti a Verona? Niente di concreto

L’assessora alla Cultura di Verona Marta Ugolini spazza via le voci di un possibile ticket d’ingresso in città sul modello di Venezia. Il caso dopo le dichiarazioni dell’assessore regionale Caner.

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Piazza Bra. Nel tondo l'assessora di Verona Marta Ugolini

L’assessore della Regione Veneto al Turismo Federico Caner ha lanciato l’ideea di valutare anche a Verona il ticket di ingresso in città, sul modello di Venezia. Ma l’Amministrazione Comunale non considera questa una soluzione valida.

«Non mi risulta che per la nostra città sia un’idea in cantiere, né che qualcuno l’abbia ufficialmente suggerita. Come Amministrazione stiamo lavorando per migliorare i flussi e garantire una migliore qualità di vita ai residenti», precisa l’assessora a Cultura e Turismo Marta Ugolini.

«Spiace constatare che stanno girando informazioni che non corrispondono alla realtà» afferma l’assessora. «A cominciare dal fatto che di un probabile ticket d’ingresso per Verona non se n’è parlato nell’occasione ufficiale di ieri ovvero al tavolo propedeutico alla stesura del Piano Strategico del Turismo Veneto 2025-2027 al quale hanno partecipato i componenti della cabina di regia, i rappresentanti e gli stakeholders del settore. C’è poi il dato sulla soglia massima di turisti che Verona potrebbe ospitare, un numero che la stessa università ha fatto presente di non aver mai reso noto in via ufficiale, in quanto il gruppo di ricerca che ci sta lavorando non lo ha ancora calcolato».

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«La posizione dell’amministrazione è che le città non si chiudono – aggiunge l’assessora Ugolini-. Applicare anche a Verona un ticket di ingresso per i visitatori analogo a quello di Venezia, qualora si ritenesse fattibile e opportuno per la nostra città, sarebbe praticamente impossibile per la presenza di troppi punti di accesso che necessiterebbero di altrettanti presidi».

«Crediamo che l’approccio per il quale abbassare i numeri dei turisti corrisponda a garantire migliore qualità dei servizi non abbia un fondamento razionale, serve piuttosto una riflessione sul reale problema di affollamento che si registra in alcuni siti e in particolari periodi dell’anno. Per Verona è il caso del Cortile e della Casa di Giulietta, per una cui soluzione definitiva stiamo proseguendo il lavoro avviato nei mesi scorsi, o di alcuni eventi che attirano un maggior numero di turisti. Crediamo che la soluzione vada trovata nell’orientare i turisti nelle diverse zone della città attraverso una programmazione dell’offerta culturale e turistica che tenga conto degli equilibri in gioco e non certo nell’introduzione di un ticket che sarebbe anche difficile da riscuotere».

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«Un tema su cui stiamo lavorando, a proposito di turisticizzazione del centro storico, riguarda le locazioni turistiche» aggiunge l’assessora Ugolini. «Un argomento che l’amministrazione ha a cuore e sul quale si stanno facendo serie valutazioni individuando soluzioni adeguate. Vorremmo tanto, ed è quello che stiamo chiedendo in più Comuni, avere a disposizione una legge nazionale che attribuisca reali poteri di intervento alle municipalità, per assicurare attraverso regolamentazioni adeguate l’autenticità e la reale vivibilità dei centri storici».

Confcommercio sulla stessa linea

«Gestire i flussi turistici sì, ticket d’ingresso no». Lo affermano il presidente di Confcommercio Verona Paolo Arena e il presidente di Destination Verona & Garda Foundation Paolo Artelio a proposito della ventilata ipotesi di far pagare i turisti per l’accesso alla città scaligera.

Per il presidente di Confcommercio Verona, Arena, «al di là della difficoltà operativa di gestire un ticket d’ingresso in una realtà come quella veronese una decisione di questo tipo andrebbe condivisa, anzi dovrebbe partire dagli imprenditori di settore, senza essere calata dall’alto. E gli imprenditori, nella quasi totalità, sono contrari».

«L’obiettivo di razionalizzare e innalzare la qualità del turismo e l’offerta del nostro territorio anche ponendo paletti al proliferare di locazioni, è condivisibile – prosegue Arena – ma non può essere perseguito con misure di questo tipo che avrebbero conseguenze negative sull’immagine della città, sull’attività imprenditoriale e, alla fine, anche sull’economia».

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Aggiunge il presidente di Destination Verona & Garda Foundation Paolo Artelio: «Partiamo subito col dire che Verona non soffre di overtourism. Non lo dico io ma lo dicono i dati dell’Osservatorio Turistico Verona Garda: in nessun periodo o stagione la città ha avuto più domanda di quanto fosse l’offerta. Il tema, semmai, è lavorare per evitare fenomeni di overcrowding, ossia di enormi flussi di turisti concentrati a visitare le stesse cose in un periodo molto ristretto».

«Per fare questo – dice ancora Artelio – occorre lavorare su diversi livelli e con diverse tempistiche: è necessaria una nuova narrazione della destinazione, per far scoprire luoghi, esperienze e attrattori meno conosciuti, serve renderli fruibili e prenotabili facilmente, così come serve lavorare sulla capacità di lavorare su tariffe dinamiche che possono riequilibrare i flussi, incoraggiando/scoraggiando la fruizione con meccanismi di marketing. Si tratta dunque di combinare comunicazione, promocommercializzazione e governance degli attrattori. In poche parole, il motivo per cui è nata Dvg Foundation che è oggi modello non solo per il Veneto ma anche per altre destinazioni italiane. In questo percorso di Verona città come sistema destinazione, in linea con l’assessora Ugolini, stiamo lavorando su tutto questo».

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