Tensione a Montorio: manifestazione contro i suicidi in carcere

Si contano ormai quattro casi di suicidio in carcere a Montorio negli ultimi due mesi. Un terribile fenomeno che preoccupa, insieme al sovraffollamento e alla carenza di servizi e opportunità per il reinserimento sociale dei detenuti.

Protesta carcere montorio
Manifestazione davanti alla casa circondariale di Montorio (28 gennaio 2024)

Manifestazione davanti al carcere di Verona-Montorio questo pomeriggio, per portare l’attenzione sull’allarmante serie di suicidi degli ultimi mesi. Il presidio è stato organizzato dall’associazione “Sbarre di Zucchero” insieme ad altri gruppi e realtà, come la rivista padovana “Ristretti orizzonti”. Chiedono maggiori attenzioni alla salute – fisica e psicologica – dei detenuti e spazi adeguati.

Negli ultimi due mesi risultano infatti ben quattro suicidi nella casa circondariale di Montorio, oltre ad almeno tre tentativi.

Il presidente della Corte d’Appello di Venezia Carlo Citterio, nel corso della relazione all’inaugurazione dell’anno giudiziario, con dati riferiti al periodo giugno 2022-giugno 2023, ha detto: «Nelle carceri del Veneto i posti previsti sono 1947, i detenuti invece sono 2481, di cui 1250 stranieri e 131 donne. È cresciuto il numero dei suicidi, da 4 a 6, dei tentati suicidi da 95 a 99 e di episodi di autolesionismo, da 768 a 787. Ricordiamoci che i detenuti sono affidati allo Stato e il suicidio è un’anomalia difficilmente accettabile»

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Solo un paio di settimane fa era stato in visita al carcere di Montorio il sottosegretario alla Giustizia Andrea Ostellari. In quell’occasione aveva parlato del problema del sovraffollamento delle strutture di detenzione, da risolvere «non con svuota-carceri, ma con nuovi spazi», e dei suicidi. Una delle risposte per migliorare la situazione – diceva Ostellari – è lo strumento del lavoro, da potenziare.

Lanzarin, Ostellari, Maschio durante la visita alla casa circondariale di Montorio carcere
Lanzarin, Ostellari, Maschio durante la visita alla casa circondariale di Montorio

La manifestazione alla casa circondariale di Montorio

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L’interrogazione di Tosi alla Camera dei Deputati

Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, lo scorso 17 gennaio ha risposto a cinque interrogazioni durante il question time che si è tenuto nell’aula della Camera dei Deputati. La prima, presentata dall’onorevole veronese Flavio Tosi (Forza Italia), sul sovraffollamento dei detenuti nelle carceri e del triste fenomeno delle morti negli istituti penitenziari.

Di seguito la risposta di Nordio.

Il tema anche in Consiglio Regionale

Nel corso della sessione pomeridiana della seduta del 23 gennaio, il Consiglio regionale del Veneto ha affrontato e votato tre risoluzioni e una mozione sul tema del sovraffollamento carcerario, e in particolare:

  • la Risoluzione n. 93, approvata con 38 voti favorevoli e un astenuto, e illustrata dal primo firmatario, il consigliere Marzio Favero (Lega-LV) con la quale si chiede che il Governo trovi “Una risposta degna di una comunità civile alla problematica della carenza del personale negli istituti penitenziari e alla drammatica questione del sovraffollamento delle carceri”;
  • la Risoluzione n. 88, approvata con 34 voti favorevoli e 5 contrari, e presentata da Erika Baldin del Movimento 5 Stelle rubricata “La situazione delle case circondariali, delle case di reclusione e dell’istituto penale minorile veneti è tragica, la Giunta si attivi presso il Governo per trovare una soluzione concreta”;
  • la Risoluzione n. 108, respinta con 32 voti contrari e 8 favorevoli, a prima firma della capogruppo del Partito Democratico Vanessa Camani intitolata “Portare dignità e speranza negli istituti penitenziari”;
  • la Mozione n. 284, approvata con 31 voti favorevoli, 1 contrario e 6 astenuti, presentata da Silvia Maino (Lega-LV) sul tema “Carceri, emergenza aggressioni: evitare il sovraffollamento carcerario e dotare le forze di Polizia penitenziaria di taser”.

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«La situazione nelle carceri venete è stata al centro della seduta settimanale del Consiglio regionale, con tre risoluzioni e una mozione, equamente divise tra maggioranza e opposizione» dichiara Erika Baldin, capogruppo del MoVimento 5 Stelle. «Soddisfatta per l’approvazione del mio testo n. 88 che intende attivare la Giunta di palazzo Balbi al fine di trovare soluzioni concrete ai tanti problemi che attanagliano le case di reclusione: sovraffollamento, suicidi, sommosse, carenza di personale e condizione delle madri detenute».

Erika Baldin
Erika Baldin

La consigliera M5S aggiunge: «Mi fa piacere che il Consiglio regionale, con l’eccezione di Fratelli d’Italia, abbia convenuto di auspicare l’impegno dell’esecutivo regionale con il governo, per garantire risultati duraturi nel risolvere le criticità in parola. Il sovraffollamento delle carceri venete si attesta in media al 128%, con picchi che raggiungono il 156% e il 157% nelle case circondariali di Treviso e Verona, del 144% nella casa di reclusione di Padova».

«Non bastano le rassicurazioni del sottosegretario Ostellari, di recente in visita al penitenziario veronese di Montorio, quanto alle necessarie assunzioni di personale in maniera almeno sufficiente a ripristinare per intero le piante organiche carenti» continua Baldin.

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A fine 2023 il consigliere veronese di Veneta Autonomia Tomas Piccinini dichiarava: «Chi ha sbagliato è giusto paghi il suo debito nei confronti della società. Ma lo Stato ha in custodia questi detenuti e dunque deve tener conto delle infinite sfaccettature e problematiche che oggi fanno parte del sistema detentivo. Penso agli aspetti psicologici, al tema delle tossicodipendenze, alle dinamiche familiari che ciascuno di questi individui porta con sé, alla multietnia che un tempo non c’era e che certamente influenza dinamiche e rapporti».

Tomas Piccinini
Tomas Piccinini

«È un quadro molto complesso, – ribadisce il presidente del gruppo consiliare Veneta Autonomia – che deve essere compreso appieno e al quale si devono poter dare risposte concretamente efficaci. Il mio auspicio, – conclude Piccinini – è che tutte le realtà coinvolte in questo ambito si impegnino per mettere fine a questa situazione».

In caso di emergenza, chiama il 118. Se ci sono amici o conoscenti con pensieri suicidi si può chiamare il Telefono amico allo 02 2327 2327, tutti i giorni dalle 10 alle 24.