Telecamera nella camicia, fermato a Verona un nuovo “furbetto della patente”
Sono ben quindici i cittadini che hanno tentato da inizio anno di superare l’esame scritto della patente a Verona, grazie a telecamere, telefono cellulare, micro-auricolare e con la complicità di un suggeritore esterno ai locali della Motorizzazione. Il tutto però non è sfuggito ancora una volta agli agenti del Laboratorio Analisi Documentale della Polizia Locale e degli ispettori della Motorizzazione che nei giorni scorsi hanno bloccato l’ennesimo “furbetto della patente” al termine della prova, superata con 29 risposte esatte su 30.

Questa volta nella rete degli agenti è caduto un 24enne, residente in provincia, il cui comportamento ha insospettito per il modo di spostarsi di frequente la camicia che indossava, dov’era nascosta la telecamera che permetteva a chi era all’esterno degli uffici di via Apollo di suggerire le risposte esatte.
L’uomo è stato segnalato alla Procura della Repubblica per falsità ideologica e per la falsa attribuzione di lavori altrui da parte di aspiranti al conferimento di titoli abilitanti. L’organizzazione criminale che fornisce gli apparati e il supporto è particolarmente ramificata e ha molti clienti che tentano gli esami con l'”aiutino” pagando anche duemila euro.
«È ormai palese come le sanzioni penali previste per questi reati non siano per nulla efficaci – afferma il comandante Luigi Altamura -. È sempre più urgente rafforzare il concetto che chi ottiene la patente con sotterfugi e raggiri, mette in pericolo la sicurezza stradale e la pubblica incolumità. Per questo chiediamo al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e al Parlamento di inserire subito, già nel prossimo decreto-legge, specifiche aggravanti al reato di truffa, che vadano ad incidere maggiormente su sanzioni ora minime».

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