Task Force contro irregolarità nel settore turistico

Applicato nuovo metodo incrociato che in soli otto mesi ha consentito il recupero di ricavi non dichiarati per oltre 500 mila euro.

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Contrasto ai principali fenomeni di irregolarità: è l’obiettivo della task force composta da Comune di Verona, Polizia Locale e Guardia di Finanza che in otto mesi ha già dato buoni risultati. Applicato un metodo innovativo che prevede un controllo incrociato, una pianificazione del lavoro mai realizzata prima, nemmeno in altre  città a forte vocazione turistica. Dopo un’accurata attività di estrazione e comparazione di dato, definizione di alert e individuazione di anomalie, nel mirino dei controlli sono finite 29 strutture ricettive ed è stato effettuato il recupero dell’imposta di soggiorno per quasi 100 mila euro. Recuperati ricavi non dichiarati per oltre 500 mila euro e IVA dovuta per oltre 70 mila euro. Individuati inoltre 8 lavoratori impiegati in nero.

I risultati sono stati illustrati a Palazzo Barbieri dalle assessore alla Sicurezza Stefania Zivelonghi, ai Tributi Luisa Ceni e al Turismo Marta Ugolini. Presenti il Comandante Provinciale della Guardia di Finanza Italo Savarese, il Tenente Colonnello della Guardia di Finanza Paolo Soro, il Comandante della Polizia locale Luigi Altamura e il dirigente Tributi e Riscossioni del Comune di Verona Andrea Elifani.

E’ sempre più fitta la rete di controlli tessuta da Comune di Verona-Ufficio tributi, Guardia di finanza e Polizia locale, una vera e propria task force, impegnata sul territorio, contro l’evasione della tassa di soggiorno. Nasce nell’ambito del protocollo d’intesa formalizzato nel luglio 2023, fortemente voluto dall’assessora alla Sicurezza e alla Legalità Stefania Zivelonghi, e al gruppo di lavoro multidisciplinare degli uffici amministrativi sono stati infatti incrementati in questi ultimi mesi i controlli congiunti – Comune/Guardia di Finanza –  con un proficuo risultato nella capacità di individuazione di quelle attività che incidono negativamente sulla libera concorrenza e sul mercato quali, ad esempio, l’esercizio abusivo o irregolare dell’attività turistico – ricettiva.

L’azione sinergica tra la Guardia di Finanza, la Polizia locale e la Direzione Tributi e Riscossioni del Comune di Verona, soprattutto con l’approssimarsi del periodo estivo, sarà sempre più orientata – valorizzando le competenze istituzionali di ciascuna amministrazione – a promuovere la legalità nel settore ricettivo, con l’obiettivo comune di prevenire e contrastare efficacemente ogni forma di illegalità a tutela dei cittadini onesti e delle imprese sane. Assicurare un adeguato presidio nel settore della ricezione turistica contribuisce, infatti, in un’ottica di trasversalità: a contrastare l’evasione e l’elusione fiscale con il conseguente recupero di somme sottratte a imposizione, accertando altresì il corretto adempimento in materia di tributi locali quali l’imposta di soggiorno; a scardinare meccanismi di concorrenza sleale, a danno delle imprese rispettose delle regole; a contrastare l’impiego di lavoratori in nero o irregolari; a garantire la sicurezza del territorio.

Tributi

 «Grazie all’attività di contrasto dell’evasione degli ultimi anni – dichiara Andrea Elifani, responsabile dei tributi comunali – con la collaborazione della Polizia Locale, della Direzione Informatica e della Direzione Contabilità e Bilancio il riscosso dell’imposta di soggiorno,  pur con un numero di presenze quasi uguali, è passato da 5 milioni e mezzo di euro del 2019 a oltre 6 milioni del 2023. L’attività svolta dal Servizio imposta di soggiorno dall’inizio del nuovo progetto di monitoraggio ha portato all’emissione di 188 verbali amministrativi, per un importo complessivo emesso di 29mila 631 euro ed un importo complessivo pagato 12mila 792 euro. Gli avvisi di accertamento esecutivi emessi sono stati 104, per un importo complessivo accertato di 95mila 102 euro, di cui pagati 58mila 421 euro. Le segnalazioni trasmesse alle autorità competenti, invece, hanno interessato 25 periodi d’imposta relativi a 16 soggetti/società, per un importo totale segnalato di 246mila 480 euro. Da segnalare che due società, che gestiscono altrettante strutture ricettive a Verona, a seguito di provvedimento della Corte, hanno riversato rispettivamente 25mila 128 euro ed 37mila 882 euro».

Attività Polizia locale

A partire dal mese di maggio 2023, sono emerse difformità alle norme urbanistiche edilizie per le quali sono state inoltrate una notizia di Reato all’Autorità Giudiziaria, 3 comunicazioni al Controllo edilizio e 3 richieste di dichiarazione di inefficacia della comunicazione della Locazione Turistica alla Regione Veneto. E’ stata accertata anche una presunta residenza fittizia in una locazione turistica della quale è stato informato il servizio di cancellazioni anagrafiche.

Sono state controllate 152 strutture ricettive, di cui 91 Locazioni Turistiche,13 Bed & Breakfast, 9 alloggi Turistici, 34 unità abitative, 1 Albergo e 4 presunte strutture.

«In questi mesi di operatività congiunta abbiamo potuto operare con una strategia mai avvenuta prima – sottolinea il comandante Luigi Altamura –. Chi omette di segnalare i nominativi degli alloggiati oltre a creare un danno alla pubblica sicurezza crea a se stesso una denuncia che molto spesso porta a un decreto penale di condanna. Grazie ai controlli sono state accertate 46 violazioni amministrative concernenti ad esempio l’omessa esposizione o pubblicazione sui siti internet del codice identificativo attribuito dalla Regione Veneto alla locazione turistica, l’omessa comunicazione dell’apertura o della chiusura della locazione turistica, l’omessa variazione della SCIA per segnalare disponibilità di ulteriori camere, la pubblicità ingannevole o difforme dall’assentito della struttura ricettiva, l’omessa richiesta di rinnovo della classificazione in assenza di comunicazione di chiusura. L’attività sostenuta è un esempio da portare in altre città, i risultati frutto del protocollo firmato con la Guardia di Finanza sono infatti la conferma dell’importanza del progetto».

Guardia di Finanza

«L’obiettivo della collaborazione stipulata a partire allo scorso anno con il Comune di Verona – spiega il Comandante Italo Savarese – è quello di andare a colpire nella loro globalità tutti i fenomeni che costituiscono uno ostacolo alla crescita, per la realizzazione di un mercato veramente concorrenziale e che si sviluppa su una società equa e attenta ai bisogni di tutti. La Guardia di Finanza nel corso della sua ordinaria attività persegue questi obiettivi, ma la nuova collaborazione con il Comune di Verona e la Polizia locale si è rivelata importante, oserei dire fondamentale, perché ha consentito grazie a scambi informativi e condivisione di metodologie operative, oltre alle sinergie sul campo attraverso controlli congiunti, di mettere insieme delle professionalità eterogenee ma complementari fra di loro che hanno consentito di rendere maggiormente efficaci l’attività repressiva e di garantire opportune forme di deterrenza. I risultati raggiunti in questi primi 8 mesi sono decisamente importanti, soltanto nella città di Verona sono stati operati controlli congiunti su una trentina di operatori, recuperando una base imponibile non versata di circa 600 mila euro per IVA dovuta pari a 70 mila euro».

«Un momento importante di cui siamo particolarmente orgogliosi – sottolinea l’assessora Stefania Zivelonghi –, in particolare per il metodo che è stato portato avanti, che vede per la prima volta una cooperazione attiva, concreta e diretta ad un obiettivo comune, mettendo in campo le forze congiunte della Guardia di Finanza, della Polizia locale e del settore Tributi del Comune di Verona. Il lavoro che viene presentato oggi è stato infatti sviluppato su un nuovo modello di collaborazione, che ha consentito in primis un’analisi incrociata dei dati in possesso, dalla quale sono successivamente scaturiti i controlli mirati alle strutture ricettive. Un metodo interdisciplinare e interforze che ha come principale finalità il rafforzamento del presidio della città. Il primo obiettivo, infatti, è quello della tutela e della valorizzazione di chi opera in questo settore, cruciale per l’economia veronese, rispettando le regole».

 «Un grande lavoro dell’ufficio tributi – dichiara l’assessora Luisa Ceni – che controlla i dati, incrociando le banche dati della Questura con i dati dei gestori. Ricordiamo che, per coloro che non hanno versato regolarmente le imposte negli ultimi cinque anni, è ancora possibile versare le quote beneficiando del cosiddetto ravvedimento operoso che consente di avere sanzioni ridotte».

Turismo, risorsa del territorio

Nell’ambito dell’economia veronese, il settore del turismo gioca un ruolo di assoluta importanza. Il sistema turistico locale attrae milioni di viaggiatori italiani e internazionali, tanto da rendere la provincia di Verona tra le prime in Italia per presente turistiche. Nell’anno 2023 le presenze turistiche nella città di Verona sono state pari a 2.832.917 superando il dato del 2019 che era stato di 2.743.943, segnale che l’attività turistica si è pienamente ripresa dopo gli anni della pandemia.

«Questo è l’esempio di come lavorare in gruppo su obiettivi porti a risultati importanti – precisa l’assessora Marta Ugolini –. Il  progetto nasce dalla consapevolezza che il turismo è un settore che si presta fortemente alle attività sommerse, problema acuito dal diffondersi delle piattaforme elettroniche. Questo, oltre ai problemi di legalità, porta numerose difficoltà anche nella gestione delle destinazioni perché dati errati non ci consentono di avere uno sviluppo turistico consapevole».

Direzione Tributi

Al fine di contrastare l’evasione/elusione dell’imposta di soggiorno, inoltre, sono stati effettuati controlli e verifiche da parte del Comando di Polizia locale e della Direzione Tributi e Riscossioni, tendenti all’individuazione di violazioni al Regolamento Comunale dell’Imposta di Soggiorno da parte dei gestori delle strutture ricettive, nonché violazioni alla normativa statale e regionale in materia, ampliando le verifiche anche agli aspetti fiscali. Tali controlli hanno portato, in alcuni casi, anche a segnalazioni per evasioni/elusioni di ulteriori tributi comunali e erariali.

In materia di tributi comunali, è stata verificata dall’Ufficio Tributi la regolarità dei versamenti dell’imposta di soggiorno riscossa dai gestori, con la conseguente emissione di avvisi di accertamento esecutivi a recupero dell’imposta non versata, con l’irrogazione delle sanzioni previste dalla normativa. Inoltre, tramite l’acquisizione dei dati numerici degli ospiti alloggiati comunicati dai gestori all’Autorità di Pubblica Sicurezza e resi disponibili dal Ministero degli Interni sul sito Punto Fisco (SIATEL) dell’Agenzia delle Entrate, è stato possibile effettuare confronti e verifiche in merito all’attendibilità e alla completezza delle comunicazioni trimestrali dell’imposta di soggiorno che i gestori compilano trimestralmente nell’applicativo TouristTax. L’imposta di soggiorno evasa è stata recuperata tramite emissione di avvisi di accertamento, con l’applicazione della sanzione prevista per legge.

Controlli strutture ricettive – hotel, affittacamere e bed and breakfast

La Polizia locale e il Gruppo della Guardia di Finanza di Verona hanno rafforzato il dispositivo di vigilanza nello specifico comparto, controllando ben 29 strutture ricettive (tra hotel, affittacamere e bed and breakfast) ubicate principalmente nel centro storico e nelle immediate vicinanze.

Dalle attività congiunte è emerso che 6 strutture avevano dichiarato una capacità ricettiva inferiore a quella effettivamente riscontrata dai controlli. Accertate 14 violazioni alla normativa regionale, per un valore complessivo di 16.000 euro. Inoltre, sono stati segnalati alla Procura della Repubblica 4 gestori per aver omesso la comunicazione all’Autorità di Pubblica Sicurezza delle generalità di alcuni alloggiati e riscontrate 12 violazioni inerenti al mancato pagamento del Canone Radio Televisivo.

Le Fiamme Gialle di Verona, sulla base di specifici alert di anomalia individuati attraverso interrogazioni alle banche dati in uso al Corpo, hanno successivamente svolto approfondimenti di carattere fiscale nei confronti di 2 delle 29 strutture – in entrambi i casi B&B gestiti da cittadini italiani ubicati nel centro cittadino -, constatando a carico dei titolari ricavi non dichiarati al Fisco per oltre 250 mila euro, elementi negativi di reddito non deducibili per circa 40 mila euro (si tratta principalmente di costi non inerenti all’attività di impresa, come ad es. acquisto di elettrodomestici non destinati all’attività ricettiva, di capi d’abbigliamento, pranzi e cene), elementi positivi di reddito non dichiarati ai fini IRAP per oltre 231 mila euro nonché un’IVA dovuta per oltre 40 mila euro.

Le attività condotte dai Finanzieri hanno consentito di accertare che i due gestori avevano operato diversi anni celando il carattere di imprenditorialità delle loro attività.

In particolare:

a.    in un caso, il gestore aveva stipulato un contratto di locazione a soli fini residenziali con soggetti terzi proprietari dell’immobile ove di fatto gestiva l’attività ricettiva in forma stabile e organizzata; è scattata pertanto la richiesta d’ufficio alla competente Agenzia delle Entrate per l’attribuzione della Partita Iva;

b.    nell’altro caso,nei confronti di una ditta individuale esercente l’attività di B&B è emerso che, per il biennio precedente all’attribuzione della Partita Iva, il gestore aveva operato in forma stabile e organizzata, senza presentare le relative dichiarazioni dei redditi; pertanto si è proceduto a ricondurre i redditi percepiti nelle due annualità precedenti (2018 e 2019) alla categoria dei redditi d’impresa.

Controlli di strutture ricettive alberghiere ed extra-alberghiere

Oltre alle citate attività congiunte il Gruppo di Verona, nell’ultimo anno, ha effettuato attività ispettive anche nei confronti di strutture ricettive alberghiere ed extra-alberghiere, gestite da cittadini italiani e ubicate prevalentemente nel centro storico. Gli approfondimenti di carattere fiscale hanno permesso di constatare a carico dei titolari ricavi non dichiarati al Fisco per oltre 500 mila euro, elementi positivi di reddito non dichiarati ai fini IRAP per oltre 460 mila euro, nonché un’IVA dovuta per oltre 70 mila euro.

B&B anomalo in centro città

Alla luce di indicatori di anomalia connessi alla discrasia tra l’ammontare dei ricavi calcolati attraverso le commissioni indicate dalle piattaforme di prenotazione e i ricavi riportati nelle dichiarazioni fiscali, l’attenzione dei finanzieri si è focalizzata sul gestore di un B&B (un cittadino italiano) con regolare Partita Iva ubicato nel centro città. È stato accertato che lo stesso contestualmente gestiva direttamente in forma non imprenditoriale ulteriori 5 strutture, i cui ricavi venivano dichiarati dai familiari conviventi, benché estranei all’amministrazione ricettiva, per eludere il Fisco. L’attività ispettiva ha quindi permesso di ricondurre tutti gli appartamenti a un’unica gestione in forma imprenditoriale da parte della medesima ditta individuale con la conseguente contestazione di elementi positivi di reddito non dichiarati per oltre 324 mila euro e di un’IVA dovuta di oltre 32 mila euro.

Esercizio abusivo o irregolare dell’attività turistico – ricettiva

Fenomeno attentamente monitorato su tutto il territorio della provincia. Nell’ultimo anno, infatti, i 32 controlli effettuati dagli altri Reparti delle Fiamme Gialle hanno consentito di recuperare oltre 1 milione di euro di elementi positivi di reddito non noti al Fisco[individuando ricavi non dichiarati principalmente attraverso la riconciliazione tra documentazione extracontabile (ad es. calendari delle prenotazioni) e le mancate emissioni di ricevute fiscali], circa 830 mila euro di elementi positivi di reddito non dichiarati ai fini IRAP e un’IVA dovuta di oltre 116 mila euro. Nel corso delle attività sono stati individuati, inoltre, 8 lavoratori impiegati completamente in nero.